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Darsene del fiume Magra: si guarda a un contratto di Foce

Se ne è parlato con Cna nel corso di un incontro avvenuto ieri ad Ameglia al quale hanno partecipato gli imprenditori, il sindaco De Ranieri e il presidente del parco di Montemarcello-Magra- Vara Tedeschi.

Darsene del fiume Magra: si guarda a un contratto di Foce

Sarzana - Val di Magra - Sarà aperto un tavolo di confronto per valutare un contratto di fiume, relativo in particolare alla Foce del Magra, con tutti gli attori coinvolti nella gestione territoriale, compresi Regione e Demanio, e gli operatori locali. Questo l’importante risultato dell’incontro organizzato dalla Cna della Spezia che si è svolto ieri nella sala consiliare del Comune di Ameglia tra gli imprenditori delle darsene del fiume Magra, il sindaco Andrea De Ranieri, il Presidente del Parco di Montemarcello-Magra-Vara Pietro Tedeschi, il direttore del Parco Antonio Perfetti e il comandante dell’Ufficio locale Marittimo di Foce del Magra Maresciallo Alberto Bussolino. Il contratto di Foce potrebbe peraltro risolvere anche la problematica della direttiva Bolkestein motivando le attività a compiere i dovuti investimenti con maggiori garanzie circa la durata delle proprie concessioni.



CNA La Spezia da oltre un decennio è a fianco delle attività che operano sul fiume Magra nel denunciare le forti problematiche legate alle piene e ai sempre più frequenti fenomeni di insabbiamento dell'alveo fluviale con innalzamenti del fondale che arrivano fino a 40/50 cm in più e che costringono le imprese a sostenere spese importanti per le operazioni di ripristino e dragaggio, indispensabili per mantenere la navigabilità del fiume e la fruizione delle sponde.



“La scadenza del Piano della Nautica rappresenta un momento cruciale – ha sottolineato Carola Baruzzo, referente sindacale Cna Nautica La Spezia – così come l’attuazione del Pud del Comune di Ameglia che dovrà essere a breve licenziato. Abbiamo pertanto voluto aprire un confronto tra le parti, visto il ruolo strategico dei privati nell’attuare le disposizioni e la necessità che si tenga conto dei costi sostenuti, anche in relazione ai canoni delle concessioni e le difficoltà burocratiche che devono affrontare”.



“Il Piano della Nautica approvato nel 2008 ha compiuto 10 anni – ha spiegato il Presidente del Parco di Montemarcello- Magra-Vara Tedeschi - benché sia in scadenza è tutt’ora applicato e applicabile, ma vorremmo fare un salto di qualità lavorando alla redazione di un nuovo Piano. I punti essenziali che hanno orientato i lavori in passato sono da considerarsi buoni anche se alcuni presupposti sono cambiati: dopo il fallimento del progetto Marinella è infatti impossibile ricollocare le attività a monte della linea di navigabilità. Tuttavia, alcune prescrizioni indirizzate ad un riassetto ambientale dell’ultimo tratto del Magra, pur previste dal Piano in essere, non sono ancora state attuate. Il dato più rilevante è che su 36 attività che avrebbero dovuto presentare il Piano di riambietalizzazione solo in 8 risultano approvati. Siamo di fronte all’esigenza di dare attuazione alle misure, riaffermando i principi fondativi del Parco, anche in relazione alla necessità del reinserimento della vegetazione ripariale, l’estensione dell’habitat fluviale e l’accessibilità pubblica delle sponde. Dobbiamo riprendere il dialogo coi Comuni e i privati e iniziare la discussione sul Nuovo Piano della Nautica entro l'anno".



“Bisogna arrivare a realizzare delle linee guida valide su tutto il bacino in collaborazione con la Regione – ha aggiunto il direttore Perfetti – Abbiamo per il Comune di Ameglia diversi progetti di ambientalizzazione ma i numeri totali delle pratiche evase sono troppo bassi: 12 pratiche risultano sospese con richiesta di integrazione. Le progettualità risultano ormai datate e abbiamo richiesto se si sono state variazioni nel corso degli anni”.



“Siamo di fronte a una importante partita di pianificazione – ha dichiarato il sindaco di Ameglia De Ranieri - il tratto terminale del fiume rappresenta una realtà ibrida: non è porto fluviale ma potrebbe esserlo, è un parco naturale ma al contempo fortemente antropizzato, ha necessità importanti legate alla cantieristica navale e al diporto turistico, ha esigenze di dragaggio ma spesso, anche fra Enti, rischiamo di parlare lingue differenti. Serve, pertanto, una governance del fiume, un’identificazione e una classificazione chiara della foce del fiume che ci permetta di superare iter autorizzativi complicati e magari attivare risorse aggiuntive. Dobbiamo partire, per velocizzare il percorso, da un contratto di foce anzichè di fiume che coinvolga inizialmente i tre comuni Ameglia Sarzana e Lerici. Temo che i tentativi fatti finora di risistemazione siano in parte falliti perché vissuti come un' imposizione oltre che per ragioni rintracciabili sia nella crisi che negli eventi atmosferici. Dobbiamo quindi mettere al centro l'idea di progetto unico sulla foce con un coinvolgimento degli operatori, coordinati naturalmente, dalle proprie associazioni”.



Il rischio, sul quale tutti hanno convenuto, è che se non si darà vita al più presto ad una governance autorevole e condivisa, ovvero all'avvio dei lavori per arrivare nel giro di pochi mesi al Contratto di fiume, ribattezzato in questo caso Contratto di Foce, sarà l'intero comparto della Nautica a scomparire che è diventato, malgrado le avversità subite, il vero comparto omogeneo e trainante dell'area fociva.
Ha concluso gli interventi il Comandante dell’Ufficio locale Marittimo di Foce del Magra Maresciallo Alberto Bussolino che ha riportato la volontà di fare da interlocutore tra il Comando della Spezia, gli enti pubblici e gli operatori. Sono stati oltre trenta gli imprenditori che hanno partecipato all’incontro che hanno portato le proprie osservazioni ai referenti istituzionali su quanto discusso.

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