Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Settembre - ore 19.18

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Bar e ristoranti sarzanesi scrivono a Toti: "Così riaprire è anti economico"

Decine di attività di somministrazione fanno quadrato: "Limitazioni assurde pensate con l'obbiettivo di togliersi responsabilità".

Lettera al presidente

Sarzana - Val di Magra - “Abbiamo una smania incredibile di aprire, abbiamo subito danni notevoli che nessuno ancora ci ha rimborsato, danni sopportati non per colpa nostra, per nostra negligenza o incapacità, ma perché una situazione imprevedibile ha colpito il nostro paese, senza entrare nel merito se sia stata o no tempestivamente affrontata. Fra di noi ci sono esercenti di tutti i credo politici ma abbiamo un pensiero comune: non ci interessa aprire il 18 maggio in situazioni di incertezza, di poca chiarezza, di antieconomicità, dove gli unici a rischiare saremo noi a causa della dilagante e nociva burocrazia di questo Paese che, in ogni situazione, viene ampliata anziché essere snellita, con rischi anche penali da cui la politica invece tenta di ripararsi”. Lo scrive in una lettera rivolta al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, un cospicuo gruppo di note attività di somministrazione sarzanesi. Ci sono Il Calandrino, Kulchur 21, I Capitelli, Il Viandante, I Fondachi, Club One Eight, Panigo, Landlord Pub, Piccole Delizie, Il Loggiato, Taverna l’Inferno, Osteria Marcomando, Kookami, Gli Ostinati, Osteria dei Sani ,Thai Street Food, Bar la tazza d’Oro, Osteria dei Quattro, Il Cantinone, Mamagamma, Focacceria da Francesco, La Scaletta, Osteria Acchiappasogni, Pepenero, Officine del cibo, Novepunto80, Lalbicocca, Trattoria Martina, Trattoria Bambi, Galletto Antica Trattoria, Ottone I, Osteria Tre Archi.

“Presidente – si legge ancora -, in questo difficile momento nessuno di noi vorrebbe essere al suo posto: ha dovuto, deve e dovrà affrontare situazioni che sino a qualche mese fa erano immaginabili per tutti noi, e ci creda, ha la nostra comprensione e solidarietà ma ci permetta di rappresentare con chiarezza la nostra situazione. Le nostre attività sono dal 10 marzo (alcune anche prima) chiuse forzatamente a causa del coronavirus. Tutto questo con gravissimi danni economici, dovendo continuare a pagare gli affitti, le utenze tutte le altre spese generali, che non stiamo ad elencare per non tediarla. Se apriremo e ci sarà un incremento del contagio, qualcuno cercherà, per purificare la propria coscienza, di darci la colpa. Noi siamo i primi a voler aprire in tutta sicurezza, in modo da consentirci di andare avanti, vogliamo anche prima di tutto garantire il posto di lavoro ai nostri dipendenti in modo che anche loro possano avere un futuro. Presidente, in questi giorni abbiamo letto di tutto su possibili regolamentazioni, fatte da persone che non conoscono la realtà ligure, rappresentata da una miriade di piccoli ristoranti, bar, locali, situati in centri storici, con ridotte superfici. Queste persone hanno voluto togliersi responsabilità, proponendo limitazioni assurde. Presidente la preghiamo di non avere fretta a far aprire le nostre attività, sicuramente troverà qualcuno favorevole a questo anticipo, ma secondo noi, purtroppo, spinto dalla disperazione; lasci perdere i tuttologi ed i teorici che purtroppo imperversano, consulti le piccole attività, ascolti i loro problemi, sapranno spiegarle le situazioni del settore, le difficoltà da affrontare, in questo modo siamo sicuri che, grazie alla sua capacità di ascolto, riusciremo certamente a ripartire insieme, più sereni, più coesi per il bene della nostra regione”.

'Volto' dell'iniziativa Eros del Kulchur21, che anche stasera ha suonato la carica con una diretta Facebook seguita e partecipata a suon di commenti da tanti colleghi. “Non siamo dei tecnici, ma un'idea ce l'abbiamo – ha spiegato -. Tutte le restrizioni previste, probabilmente necessarie, ammazzeranno il mercato. Serve quindi un adeguamento 'monetario'. Se le nostre entrate caleranno dovremmo quindi avere meno spese per non morire. Altrimenti sarà solo prorogare per un po' la sofferenza, con rischi quali chiamare a lavorare dipendenti che poi non possiamo pagare o ancora indebitarsi. Magari nemmeno con le banche ma con la criminalità”. L'esercente, invitando i colleghi a “muoversi uniti e pacificamente”, ha spiegato che “il sindaco Ponzanelli e l'assessore al commercio Italiani non hanno sottoscritto la lettera perché, essendo rivolta al presidente della Regione, sarebbe stato un po' come chiedere al padre di uscire. Ma ci sostengono”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia
















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News