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"Lo spezzatino al posto del sogno di una filiera tra Marinella e la Val di Vara"

Il commissario del Parco, Pietro Tedeschi: "Inserire la fattoria nell'area protetta, come garanzia".

Il progetto Parco09
Tenuta di Marinella

Sarzana - Val di Magra - “La partecipazione al bando del ministero infrastrutture del comune di Sarzana ed Ire mi pare un passo avanti importante per cercare di recuperare un pezzo di storia e di lavoro del nostro litorale. Avevamo avanzato due anni fa la proposta di far entrare la fattoria di Marinella nel parco non trovando alcuna disponibilità . La sorte ingloriosa della fattoria di Marinella è emblematica di quanto può accadere se i Comuni, anziché rafforzare le Amministrazioni che possono rappresentarli nel loro insieme – il Parco è una di queste – preferiscono operare ognun per se”. Lo afferma in una nota Pietro Tedeschi, commissario del Parco di Montemarcello, Magra e Vara. “E di certo se il Parco avesse 'abbracciato' nei suoi confini anche la fattoria di Marinella – continua Tedeschi - le cose, forse, sarebbero andate diversamente ed anche oggi avrebbe potuto inserire un valore aggiunto nella partecipazione al bando nazionale. Se non altro perché avrebbe portato al tavolo delle trattative un punto di vista 'ambientale', che è del tutto mancato. Perché di ambiente stiamo parlando. Perché lo 'spezzatino' attualmente in corso è pericoloso per l’ambiente e mette fine al 'sogno' di creare un’economia circolare tra produzione lattiera 'bio' a Marinella e trasformazione casearia 'bio' in Val di Vara, in breve alla creazione di uno dei maggiori e più interessanti distretti agrosostenibili del Paese: ne avrebbe beneficiato l’industria e ne avrebbe beneficiato un turismo sempre più attento alla qualità ed alla varietà dell’offerta territoriale. Avremmo avuto molti posti di lavoro in più ed un incremento del valore economico della fattoria nel suo insieme”.

“Lo 'spezzatino' – conclude Tedeschi - non crea valore sociale e non crea valore economico a medio termine. Forse - ma non è detto - può crearlo a breve termine. Ma è una visione miope che contrappone – ed antepone – l’interesse privato all’interesse pubblico, quando è oramai evidente - ed i gruppi industriali più accorti lo hanno ben presente – che contrapporsi ad una sensibilità ambientale sempre più diffusa non porta bene, e non porta soldi. In altri termini distrugge valore sociale e nello stesso tempo distrugge valore economico. Mi auguro che il progetto (Parco09, ndr) possa andare in porto, ma proprio perché si investiranno soldi pubblici , riproporrei un inserimento della fattoria nell'area parco come garanzia e migliore e maggiore capacità di recupero di finanziamenti europei. Il parco serve anche a questo: a rafforzare i Comuni nei loro rapporti con gli operatori pubblici e privati”.

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