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"Formazione nella cantieristica per integrazione migranti"

La proposta del presidente del Parco del Magra, Pietro Tedeschi. Che a Villa Marigola ha ripreso il tema delle darsene sul Magra. La presidente di Confindustria Cozzani: "Sanlorenzo deve poter finire la ristrutturazione, no a passi indietro".

"Ma quali porti chiusi"

Sarzana - Val di Magra - La convivenza tra darsene e Parco del Magra, uno dei temi forti di queste settimane, ha trovato spazio anche stamani a Villa Marigola nel corso di un convegno dedicato allo sviluppo sostenibile. A lanciare il dado è stato il presidente dell'ente di tutela ambientale, Pietro Tedeschi, che non era tra i relatori ma ha sfruttato lo spazio riservato alle domande del pubblico. Riagganciandosi al discorso delle sei 'P' dello sviluppo sostenibile (Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partnership) contenute nell'Agenda 2030 delle Nazioni unite, menzionate dalla professoressa Nadia Olivero nella sua relazione, Tedeschi ha fatto notare che “c'è da aggiungere una sesta P: quella di Parco”, e ha spiegato: “La vallata del Magra è stata distrutta, va recuperata. Al centro ci sono il fiume, l'acqua, cioè beni non negoziabili. Le aziende che operano all'interno del Parco, ad esempio sulle sponde del Magra, devono avere capacità di collaborazione – ecco la P di Partnership – con l'ente, anche in termini di riambientalizzazione, altrimenti sbagliamo l'approccio. La sostenibilità non può essere solo una questione interna alle aziende: c'è infatti il tema fondamentale del rapporto con il territorio. Quando si parla di possibilità di sviluppo dei cantieri sul Magra, ad esempio in ottica refitting e servizio al cliente, non si può pensare che avvenga sul fiume: bisogna trovare spazio in Arsenale. Purtroppo su questo aspetto non vedo la politica, nemmeno quella regionale”. Pronta la risposta di Francesca Cozzani, presidente di Confindustria La Spezia: “Presidente stia tranquillo che per eventuali espansioni – ha detto dal tavolo dei relatori – gli spazi li cerchiamo con la Marina Militare in Arsenale. Un tema che porteremo all'attenzione dell'ammiraglio Lazio (al vertice del Comando Marittimo Nodr, ndr) il prossimo 11 novembre. No quindi a espansioni sul Magra: ma Sanlorenzo – ha avvisato la presidente - sta ristrutturando i cantieri lungofiume ad Ameglia e deve poterlo fare senza marce indietro di sorta”.

Tedeschi ha quindi lanciato un'ulteriore proposta: “Le navi le fanno soprattutto extracomunitari – ha affermato -. Fincantieri ha 9mila dipendenti più 52mila lavoratori dell'indotto... quella parte di indotto che i ragazzi italiani non vogliono più fare, e non è colpa loro, ma della nostra generazione. In ogni caso qui si apre un'opportunità per l'integrazione: le persone ospiti dei centri di accoglienza potrebbero essere formate nelle professioni della cantieristica, inserendole in percorsi assieme a giovani italiani. Sarebbe un modo per fare vera integrazione, che è la sfida di questo millennio e non si risolve chiudendo i porti o bloccando la storia del mondo. Se a convegni come questo non affrontiamo tali tematiche si crea un vulnus”.

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