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Teatro “Fra Cielo e Terra” con Ordinesparso

L'appuntamento estivo con il laboratorio della compagnia di Berretta si terrà dal 24 al 26 luglio.

cultura dopo il lockdown
Teatro “Fra Cielo e Terra” con Ordinesparso

Sarzana - Val di Magra - Dal 24 al 26 luglio, a Fosdinovo si terrà l’ormai classico appuntamento estivo di Ordinesparso, che lancia il primo laboratorio teatrale del nostro territorio in quest’era post Covid-19 nel rispetto delle norme di sicurezza imposte e con la consueta voglia di creare arte. Questa estate al fianco della compagnia guidata da Giovanni Berretta nell’organizzazione dell’evento c’è un nuovo entusiasta partner: la pro loco di Fosdinovo. Associazione presente nel territorio da moltissimi anni promotore e organizzatore di molte delle iniziative culturali e di intrattenimento presenti nel Comune. Da diversi anni si occupa principalmente alla realizzazione della Festa Medievale e da quest'anno ha riportato il cinema all'aperto. Nel corso del 2019 a Fosdinovo si è costituita un'Associazione di Promozione Sociale denominata Università Popolare allo scopo di promuovere momenti di aggregazione attraverso attività culturali di interesse sociale. Coerenti con tali motivazioni abbiamo ritenuto utile renderci disponibili ad una piena collaborazione per la realizzazione delle iniziative estive promosse dalla Proloco portando il laboratorio in una cittadina così fertile di iniziative.
Fra Cielo e Terra è un percorso senza soste composto da esercizi e da un continuo flusso di improvvisazioni e di incontri, oltre i confini spaziali stabiliti sia fisici che emotivi. Attraverso un metodo teatrale basato sulle azioni fisiche, sui sensi del corpo e sulla ricerca delle emozioni, creeremo una performance che porteremo fuori dalla sala.
Ogni laboratorio o percorso teatrale di Ordinesparso nasce da un’esigenza, una necessità dettata dal tempo che ci troviamo a vivere. Fra Cielo e Terra è un atto di fiducia verso l’arte dopo il più complicato e strano periodo delle nostre vite ed è ispirato da un pensiero preciso che ha catturato la nostra attenzione:

“Una stanza immaginaria che si trova in una posizione indefinita tra il cielo e la terra, si dice sia il modo originario per rappresentare il concetto di “Ma”. Immaginiamo simultaneamente sia l’incertezza spaziale che quella temporale: la stanza non è né in un luogo né nell'altro, è in uno spazio indescrivibile, noi siamo lì, al terzo piano.”

Nella cultura giapponese si può dire che "tutto" e "vuoto" coincidano, senza incorrere in un errore logico. Se in Occidente, sulla scia del pensiero greco, si è radicata l'idea della paura del vuoto, e quindi un'idea negativa, privativa del vuoto, come il nihil latino, che è assenza, nulla, negativo.
In Oriente il vuoto è considerato come la condizione a priori perché il pieno possa esistere e operare. Secondo le filosofie taoista e zen, il vuoto è considerato come lo spazio necessario perché il soffio vitale possa agire in un flusso continuo.
Non è da ritenersi un vuoto assente, statico, immobile, ininfluente sull'insieme, ma un "vuoto utile", ricco di potenzialità espressive, attivo e fondamentale. È l'elemento spaziale e temporale all'interno del quale gli esseri "pieni" vivono e agiscono: senza di esso i fenomeni sarebbero condannati alla staticità e immobilità, e non potrebbero trasformarsi e procedere.
La parola, il pensiero razionale e gli studi dottrinali non possono far arrivare alla verità ultima, che si può cogliere solamente in una folgorazione improvvisa e spontanea, quando ci si immerge totalmente nel vuoto più profondo.
Un laboratorio per andare alla ricerca del nostro Ma, per confrontarci con il nostro vuoto senza pregiudizi.
Il percorso sarà composto da momenti di solitudine in cui effettuare una ricerca sul nostro ‘io’ scavando alla radice di cosa possiamo dire e dirci; momenti dove l’incontro con l’altro, con lo spazio e il tempo saranno i punti focali per essere condotti verso direzioni nuove e altri momenti dove ascolteremo la risonanza del vissuto e la nostra storia diventerà il motore inarrestabile per una narrazione spontanea.
Le uniche cose che i partecipanti dovranno portare saranno: un tappetino, vestiti comodi, scarpe da ginnastica e una canzone.
Al termine del percorso di laboratorio sarà messa in scena una breve performance finale, la quale sarà il frutto di quello che avremo creato nei giorni precedenti. Si svolgerà per la strada strada, un atto di empatia e d’incontro con noi stessi e con la vita. Un dono che a distanza faremo al paese che ci ospita.

Per iscrizioni:
gio.berretta@libero.it
3385832027

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