Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 15 Ottobre - ore 11.20

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Se la cultura fa "sicurezza" e turismo, Classe docet

Il vecchio scalo della Ravenna romana ha dato vita a una periferia e permesso di valorizzare il patrimonio storico e un ex zuccherificio. "Non si paga da sé, ma con una gestione virtuosa i vantaggi sono di tutto il territorio".

APPUNTI PER LUNI E MARINELLA
Se la cultura fa "sicurezza" e turismo, Classe docet

Sarzana - Val di Magra - Un porto romano riportato alla luce in una zona con il tempo diventata industriale. Scavi, investimenti, idee e una rete di sinergie piuttosto ampia per creare un parco archeologico che riuscisse a riutilizzare le strutture non più produttive, prima che queste diventassero fonte di degrado. In un colpo solo la chiave per valorizzare il patrimonio culturale, un nuovo asset per l'industria turismo e la prevenzione dell'abbandono di aree con tutto quello che ne consegue in fatto di sicurezza percepita dai residenti.
Ravenna prova a fare da laboratorio in un contesto che richiama non da molto lontano quello della zona di Luni e del litorale sarzanese. Il progetto dell'Antico Porto di Classe, inaugurato nel 2015, ha già moltiplicato i visitatori di una zona che vanta alcuni gioielli di caratura mondiale come le basiliche di Sant'Apollinare in Classe e San Severo. "Sull'onda del ritrovamento della famosa domus dei tappeti di pietra si è risvegliato l'interesse per la ricerca archeologia in una zona che aveva già emergenze ben visbili e di grande valore - racconta Sergio Fioravanti, il direttore di RavennAntica che gestisce il sito di Classe - Aprimmo nel 2002 e ci muovemmo subito secondo paradigmi che ora sono patrimonio comune ma allora erano piuttosto innovativi. Capimmo insomma che non bastava aprire i battenti ma era necessario realizzare eventi e un piano di promozione che permettesse ai visitatori di conoscere e soprattutto capire ciò che stavano visitando".

Oggi si può camminare in mezzo ai resti dei vecchi magazzini e farsi raccontare le vicende di quello che era lo scalo della capitale dell'Impero Romano d'Occidente da animazioni all'interno del centro visitatori. Il mare si è allontanato di parecchi chilometri nei secoli, eppure gli scavi hanno ricreato la forma del vecchio porto e l'acqua di risalita lo ha riempito. L'effetto di sporgersi sulle geometrie di un vero scalo antico è molto suggestivo, soprattutto durante le visite notturne. "Il dilettevole si unisce all'utile nel momento in cui siamo riusciti a recuperare un ex zuccherificio che aveva finito la propria attività da anni e stava diventando motivo di preoccupazione per i residenti", ricorda Fioravanti. Sarà inaugurato il prossimo 1° dicembre con gli ultimi reperti. In altro tassello di un percorso già delineato che porta dal centro città alla prima periferia.

Il Comune di Ravenna, la Soprintendenza archeologia dell’Emilia Romagna, l’Università di Bologna, l'Arcidiocesi di Ravenna, il Ministero dei beni culturali, l'allora Provincia e poi due banche del territorio (Cassa di Risparmio di Ravenna e Banca del Monte di Bologna e Ravenna). Questa la squadra che si è occupata, con qualche defezione negli anni, di creare il parco archeologico con RavennaAntica a tirare le file e a offrire il management. "C'è la mano del pubblico e del privato. Anche lo stesso Stato ha partecipato con somme rilevanti, per esempio con i Fondi del Gioco del Lotto e il progetto Arcus". La capacità di fare squadra, sempre materia difficile da queste parti, ha funzionato come un moltiplicatore. La sfida della buona gestione però si rinnova ogni giorno.

Un connubio tra cultura e sicurezza che funziona più di cento slogan o degli sgomberi ripetuti ogni settimana. A Marinella, lì dove ci sono le case della colonia, un edificio sgomberato torna ad essere occupato nelle ore successive. E' così da anni. Chissà quale sarà il destino delle stalle ora che la Tenuta non esiste più. La 'sicurezza' è già garantita quando c'è un presidio, che sia di polizia o culturale sta alla politica sceglierlo. E non è detto che il primo pesi di meno sulla finanze pubbliche. "Cultura, sicurezza e turismo - sottolinea Fioravanti - Si tende a sottovalutare l'aspetto del denaro, che non è una variabile indipendente. Lo Stato non può intervenire con disponibilità che oggi non ci sono più, quindi ci vuole un'accortezza nella gestione tale da ricavare risorse. Un sito che vive di per sè solo con le entrate che genera non esiste, forse solo gli Uffizi ci riesce in Italia. Ma una gestione virtuosa può concorrere ai costi di gestione e creare indotto per tutto il territorio. Se i monumenti sono gestiti bene sono più visitati, quindi si incassano più fondi e si innesca un effetto volano che è suscettibile di creare momenti economicamente interessanti per una platea vasta".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia




























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News