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Percorsi. Quattro giorni a Santo Stefano Magra dedicati alle parole

Il primo attesissimo ospite sarà Paolo Mieli, seguiranno: Pietro Bartolo, Marco Aime, Anna Oliviero Ferraris, Gad Lerner.

verso il tutto esaurito
Percorsi. Quattro giorni a Santo Stefano Magra dedicati alle parole

Sarzana - Val di Magra - Mancano pochi giorni alla prima edizione di Percorsi, uno degli eventi che si preannuncia tra i più interessanti dell'estate spezzina.
Teatro di questa rassegna che intende far riflettere su possibili “piste” interpretative per leggere la contemporaneità, sarà Santo Stefano di Magra, la cui storia è scandita dall’essere luogo di transito e di scambio, collocandosi alla confluenza di due fiumi, il Magra e il Vara, e rappresentando un importante crocevia viario e commerciale, oltre, già dal Medioevo, una tappa della Via Francigena. Un luogo ideale, quindi, per accogliere un festival che suggerisce possibili strade e… percorsi.
"Mi auguro sia la prima edizione di una lunga serie - ha dichiarato la sindaca Paola Sisti - Percorsi propone momenti di distensione ma anche di riflessione ad accesso libero e gratuito, basterà solo prenotarsi per risapute ragioni anti-Covid. Si tratta di un format pensato già prima dell'emergenza sanitaria e che adesso ha preso una piega un po’ diversa, di ancor maggior approfondimento".
Percorsi è organizzato dal Comune di Santo Stefano Magra in collaborazione con AD Eventi, si avvale del contributo di Svar Srl, da anni tra i maggior sostenitori degli eventi culturali santostefanesi, e della consulenza di Emanuela Mazzi.

Dal 27 al 30 agosto per 4 serate consecutive, ad alternarsi sul palco di Piazza della Pace a Santo Stefano di Magra saranno 5 ospiti noti al grande pubblico che per l'occasione quest'anno sono chiamati a confrontarsi sul tema delle "Parole", declinate nelle loro varie materie di competenza (ogni anno Percorsi approfondirà argomenti sempre diversi). I protagonisti di Percorsi saranno introdotti da giornalisti e scrittore locali molto stimati: Nicolò Re, Filippo Lubrano, Federico Simonelli e Marco Ferrari.
"Con Percorsi a Santo Stefano si creerà una piccola Arena in cui tutti potranno dire la loro, non solo gli ospiti che saranno così i moderatori di un dialogo aperto con il pubblico - ha sottolineato Giacomo Loprieno di AD Eventi - Tutti gli incontri saranno anche trasmessi in streaming sui canali ufficiali del Comune".

Il primo attesissimo ospite, per cui i posti sono quasi tutti esauriti, è Paolo Mieli, uno dei giornalisti più affermati del panorama nazionale, tra i più lucidi interpreti degli avvenimenti storici italiani e che giovedì 27 agosto alle ore 21.30 intratterrà gli ospiti con "Parole nella … storia."
Venerdì 28 agosto sempre alle 21.30 incontro doppio con Pietro Bartolo, europarlamentare e da sempre testimone attivo nelle rotte dei migranti, e Marco Aime, archeologo e docente all'Università di Genova e autore di molti saggi di successo, per parlare di "Parole nella…accoglienza".
Anna Oliviero Ferraris è invece l'attesa ospite di sabato 29 agosto alle 21.30 e in qualità di psicologa e psicoterapeuta e docente presso l’Università La Sapienza di Roma, affronterà il tema delle "Parole nella… educazione."
Percorsi terminerà la prima edizione domenica 30 agosto con un altro giornalista tra i più apprezzati della televisione italiana, promotore e conduttore di formati tv che hanno fatto la storia del piccolo schermo: Gad Lerner, che illustrerà il suo punto di vista rispetto alle "Parole nella…informazione". Sempre in Piazza della Pace a Santo Stefano e sempre alle 21.30.

Posti limitati - Prenotazione obbligatoria: 0187 648366 / 331 6793162 / info@comune.santostefanodimagra.sp.it


PROGRAMMA 2020

PAOLO MIELI 27 08_21.30
INTRODUCE NICCOLÒ RE
LE PAROLE NELLA STORIA

Paolo Mieli è uno dei giornalisti più affermati del panorama nazionale, tra i più lucidi interpreti degli avvenimenti storici italiani. Negli anni settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato all’Espresso, poi a la Repubblica e a la Stampa, che ha diretto dal 1990 al 1992. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 è stato direttore del Corriere della Sera, mentre dal 2009 al 2016 è stato presidente di RCS Libri. Ha collaborato a vari programmi televisivi in particolare riguardanti argomenti storici: Correva l’anno (da lui condotto), La grande storia, Italiani, Storia della prima guerra mondiale, Storia della seconda guerra mondiale, Storia della Repubblica, Passato e Presente. Ha pubblicato libri sulla storia italiana, riflettendo anche sull’importanza della memoria storica per la comprensione del presente. Tra i suoi libri, pubblicati per Rizzoli: Le storie, la storia (1999); Storia e politica (2001); La goccia cinese (2002); I conti con la storia (2013); L’arma della memoria (Rizzoli 2015); In guerra con il passato (2016); Il caos italiano (2017); Lampi sulla storia. Intrecci fra passato e presente (2018); Le verità nascoste. Trenta casi di manipolazione della storia (2019).



PIETRO BARTOLO - MARCO AIME 28 08_21.30
INTRODUCE FILIPPO LUBRANO
LE PAROLE DELL’ACCOGLIENZA

Pietro Bartolo nasce a Lampedusa da una famiglia di pescatori ma, per motivi di studio, si trasferisce in Sicilia. Conseguita la laurea in Medicina, si specializza in Ostetricia e Ginecologia. Nel 1988 ritorna a Lampedusa dove affianca alla sua attività di medico esperienze nell’amministrazione pubblica. Dal 1991 ricopre il ruolo di dirigente medico dell’unico presidio sanitario dell’isola. Da quella data, con i primi arrivi di migranti, si occupa della gestione del fenomeno migratorio sull’isola. Dal 2011 è individuato come coordinatore di tutte le attività sanitarie inerenti l’emergenza immigrazione. È stato membro del Comitato Tecnico Regionale Multidisciplinare “Emergenza Migranti”. Prende parte al docufilm Fuocoammare (2016) del regista Gianfranco Rosi, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino. È autore di Lacrime di Sale (Mondadori 2016) in cui racconta la sua esperienza nella gestione del fenomeno migratorio.

Marco Aime insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa Occidentale (Benin, Burkina Faso, Mali). Il viaggio, insieme a quello della differenza e dell’identità, costituiscono temi centrali delle sue ricerche. Ha pubblicato favole per ragazzi, testi di narrativa e saggi, tra cui: Il primo libro di antropologia (Einaudi 2008); L’altro e l’altrove (con D. Papotti, Einaudi 2012); La macchia della razza (Elèuthera 2013); Etnografia del quotidiano (Elèuthera 2014); La fatica di diventare grandi (con G. P. Charmet, Einaudi 2014); L’isola del non arrivo (Bollati Boringheri 2018); Comunità (il Mulino, 2019), Classificare, separare, escludere. Razzismi e identità (Einaudi 2020). Ha curato Atlante delle frontiere (Add editore 2018).



ANNA OLIVERIO FERRARIS 29 08_21.30
INTRODUCE FEDERICO SIMONELLI
LE PAROLE NELL’EDUCAZIONE

Anna Oliverio Ferraris è psicologa e psicoterapeuta, ha insegnato Psicologia dello sviluppo all’Università La Sapienza di Roma. È stata membro della Consulta Qualità della Rai e del Comitato Nazionale di Bioetica. È autrice di saggi, numerosi articoli scientifici e testi scolastici in cui affronta i temi dello sviluppo normale e patologico, dell’educazione, della famiglia, della scuola, della formazione, della comunicazione in contesti diversi, del rapporto con tv e nuovi media, delle dinamiche identitarie nella società contemporanea. Ha diretto per nove anni la rivista Psicologia Contemporanea. E’ stata collaboratore fisso per molti anni del Corriere Salute (Corriere della sera) e ora scrive sulla Rivista dei pediatri UPPA, su Conflitti, su Psicologia Contemporanea e su MIND. Tra i suoi libri più recenti ricordiamo: Più forti delle avversità. Individui e organizzazioni resilienti (con Alberto Oliverio, Bollati Boringhieri 2014); Tuo figlio e il sesso (Rizzoli 2015); Il terzo genitore, vivere con i figli dell’altro (Raffaello Cortina ed. 2016, nuova ed.); Piccoli bulli e cyberbulli crescono (Rizzoli 2017); Prova con una storia (Milano 2018, nuova ed.); Tutti per uno (romanzo, Salani 2018); Sopravvivere a un adolescente in casa (Rizzoli 2019); Non solo amore. I bisogni psicologici dei bambini (Giunti 2019); Famiglia (Bollati Boringhieri 2020).



GAD LERNER 30 08_21.30
INTRODUCE MARCO FERRARI
LE PAROLE DELL’INFORMAZIONE

Gad Lerner è nato a Beirut da una famiglia ebraica. Avvicinatosi al giornalismo grazie all’esperienza di Lotta Continua, ha collaborato a Radio Popolare prima di entrare nella redazione de L’Espresso. Nei primi anni Novanta inizia la sua esperienza televisiva realizzando per la Raitre di Guglielmi due trasmissioni dedicate alla questione settentrionale: Profondo Nord e Milano, Italia. Chiamato da Ezio Mauro a La Stampa come vicedirettore nel 1993, collaborerà successivamente come inviato e editorialista con il Corriere della sera e in seguito con la Repubblica. Di nuovo alla Rai con due edizioni di Pinocchio, nel 2000 viene nominato direttore del Tg1 ma pochi mesi dopo rassegna le dimissioni. Nel 2001 partecipa alla fondazione di La7. Ne dirige il telegiornale, vara con Giuliano Ferrara la trasmissione Otto e mezzo, conduce ogni settimana per dieci anni L’Infedele dal 2002 al 2012. Nella primavera del 2013 ha realizzato sempre su La7 Zeta, la commedia del potere, prima di lasciare l’emittente che aveva contribuito a fondare. È presidente del comitato editoriale di Laeffe. Attualmente scrive per Nigrizia. A novembre 2016 è tornato sugli schermi di Rai3 come autore e conduttore di Islam – Italia un programma che racconta la trasformazione vissuta dalla nostra società. Ha realizzato, sempre per Rai3, i reportages di Operai. Nel 2019 ha iniziato un nuovo programma L’Approdo, sempre in onda su Rai3. Tra i suoi libri pubblicati per Feltrinelli: Operai (1987); Tu sei un bastardo. Contro l’abuso d’identità (2005); Scintille (2009); Identità plurali (2010); Crociate. Il millennio dell’odio (2016 ed. aggiornata); Concetta. Una storia operaia (2017); Noi, Partigiani. Memoriale della Resistenza italiana con Laura Gnocchi (2020).

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Gad Lerner
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