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Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Agosto - ore 12.09

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La voce di Cederna e le parole di Gironda in una notte sarzanese

Ieri primo evento collaterale della mostra "Gironda sweet concert". Accompagnato dal chitarrista Edoardo Ferri l'attore ha letto alcuni passaggi del diario dell'artista. Proiettato anche il cortometraggio "Come il fuoco desidera" di Bernardo Zannoni.

IL DIARIO DEL PITTORE
La voce di Cederna e le parole di Gironda in una notte sarzanese

Sarzana - Val di Magra - “Spero solo di dare cose buone per il prossimo, lasciare un ricordo bello, lasciare che parlino bene di me, come di qualcosa che è stato un bene che ci fosse. Voglio essere d'aiuto a chi mia ama”. Così annotava Paolo Emilio Gironda sul suo diario in una mattinata sarzanese. Così, ieri sera, Giuseppe Cederna lo ha riportato fra i suoi amici e la sua gente, radunata in un'atmosfera magica sul terrazzo del palazzo Picedi Benettini che fino al 2 settembre ospiterà la mostra “Gironda sweet concert”.

Il primo evento organizzato dall'associazione ArteAlchemica per impreziosire la personale, ha avuto al centro i ricordi e gli affetti dell'artista scomparso prematuramente lo scorso novembre. Alcuni estratti del suo diario - che magari in futuro diventerà una pubblicazione vera e propria – ma anche poesie e testi di Raymond Carver, di Gianmaria Testa o Wislawa Szymborska i cui significati riportavano ai legami, all'esistenza o alla quotidianità. “Siamo venuti qui per incontrare l'anima di Paolo – ha detto l'attore, sarzanese d'adozione – ma anche le nostre, perché a questo servono gli amici”. Accompagnato dal giovane e talentuosissimo chitarrista Edoardo Ferri, Cederna ha voluto tutti vicino a sé per una narrazione ancora più intima nella brulicante serata estiva qualche metro più in basso, fra piazza Calandrini e via Mazzini.

Angoli di una città che fa da sfondo all'emozionante cortometraggio “Come il fuoco desidera” firmato Monk Adagio/Bernardo Zannoni, che ripercorre tutta l'esistenza, lo spirito e l'arte di Gironda. Un prezioso documento audiovisivo inserito all'interno della mostra e proiettato anche per l'occasione aggiungendo un ulteriore significato alle parole appuntate sul diario del pittore. “Questo vivere è meraviglioso – scriveva nel 2000 – il lavoro sta andando un po' meglio, la vita mi cambierà in meglio. Senza passato è stata dura creare un futuro, mi sono dovuto inventare senza l'aiuto di nessuno”. Emozioni, inquietudini e passaggi di una sperimentazione continua: “Spesso ho il piacere di essere triste – ricordava ancora Gironda nel 1994 – ma solo quando sono solo. Quando sono in compagnia odio la tristezza”.

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