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L'ultima odissea, Riondino e Vergassola la raccontano a Luni

L'evento fa parte della rassegna "Portus lunae art festival"

il 3 agosto alle 21
L'ultima odissea, Riondino e Vergassola la raccontano a Luni

Sarzana - Val di Magra - La terza edizione di “Portus Lunae Art Festival”, il progetto principe del percorso Star – Sistema teatri italiani della Liguria, prodotto da Teatro Pubblico Ligure prosegue venerdì 3 agosto (ore 21) nel sito archeologico di Luni, in provincia della Spezia, con David Riondino e Dario Vergassola protagonisti di Odissea un racconto mediterraneo dedicato al poema omerico, di cui interpretano il canto XXIV, “L’ultima odissea”. Lo spettacolo è preceduto alle 19,30 da una visita guidata al sito archeologico sul tema “I pesi di Luni: un racconto da scrivere” (informazioni e prenotazioni al numero 329 0540950). Il progetto Odissea un racconto mediterraneo è ideato e diretto da Sergio Maifredi per Teatro Pubblico Ligure.
Ecco cosa racconta “L’ultima Odissea”. Che il viaggio non sarebbe terminato con l’arrivo a Itaca, Odisseo lo sa bene da quando, nel regno dei morti, ha incontrato Tiresia, al nono canto. L’indovino cieco glielo ha predetto: dovrà, dopo la strage dei pretendenti, rimettersi in cammino, per terra questa volta, lontano dal mare, portando sulla spalla un remo, come una croce, come un’espiazione.
La meta non avrà le coordinate precise che individuano Itaca sulla carte nautiche. Ma quando Odisseo sarà così lontano dal mare che, al suo passare, la gente scambierà il remo per un ventilabro allora sarà giunto alla fine delle sue fatiche. Potrà fare sacrifici agli Dèi e tornare in patria. Questo viaggio per terra è una seconda Odissea a cui Omero allude e che con molte probabilità è pure esistita in forma orale e scritta ma di cui le tracce si sono perdute. Riondino e Vergassola da lì partono, dai patti di pace, che chiudono i ventiquattro canti dell’Odissea che conosciamo e ci trasportano in un’altra Odissea tutta immaginata, enigmatica e misteriosa e forse mai scritta se non l’immaginario di ognuno di noi. Ovviamente, come è nel carattere di Riondino e Vergassola, con ironia, intelligenza, irriverenza.

“Il filo rosso - scrive Sergio Maifredi- è un dialogo tra la parola classica, quella di Omero, e interpreti che il pubblico percepisce come moderni cantori, capaci di interpretare quella parola e svelarne il significato per l’uomo di oggi. Il tema guida di quest’anno è il Nostos, il ritorno?, tema fondamentale dell’Odissea e tema attuale in quanto coincide con la memoria di sé. Perdere il ritorno è la paura dell’eroe di non poter ritornare in patria, ma è anche la paura del cantore di perdere il racconto che gli viene donato dagli Dèi. Oggi, in un tempo in cui i beni archeologici diventano bersaglio nei conflitti bellici in quanto elementi fondamentali per testimoniare la storia di una cultura, ricostruire la memoria e l'identità di un popolo scavando tra le rovine di Troia, Palmira piuttosto che di Amatrice diventa un dovere a livello mondiale. Esiste una nuova figura, quella dell’archeologo in tempo di guerre e terremoti. Le chiese e le piazze, come i templi, da ricostruire riuniscono le comunità, le ricostituiscono. La perdita della memoria è la perdita di sé, ricostruire un tempio, ricostruire una chiesa, un monumento, un opera d’arte è ricostruire la vita, l’uomo”.

“Odissea un racconto mediterraneo” è un progetto ideato e diretto da Sergio Maifredi, che riporta in primo piano il valore della lettura pubblica come rito civile. Ogni canto del poema omerico viene affidato a un moderno interprete scelto fra i più grandi protagonisti del presente. Il sottotitolo del festival “Parole antiche per pensieri nuovi” ben chiarisce l’idea che lo contraddistingue: i classici del passato continuano a dare risposte anche dopo millenni e le parole sono l’unica arma che ci resta per tenere in vita la civiltà e combattere la distruzione. Tutto il ciclo, ideato e diretto da Sergio Maifredi, fa parte del circuito Star – Sistema Teatri Antichi Romani, ideato da Teatro Pubblico Ligure in accordo con i Poli Museali Italiani, le Regioni e il MiBACT (Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo).
Il Portus Lunae Art Festival è una produzione di Teatro Pubblico Ligure, ha la direzione artistica di Sergio Maifredi ed è realizzato con il sostegno del Comune di Luni – Assessorato alla Cultura, della Regione Liguria – Assessorato alla Cultura e con la preziosa collaborazione del Polo Museale della Liguria.
Il prossimo spettacolo
Venerdì 10 agosto
LUNI, piazza della Chiesa di Nicola
“Portus Lunae Art Festival” – III edizione
JOHN DE LEO IN CONCERTO
ODISSEA UN RACCONTO MEDITERRANEO
I MANGIATORI DI LOTO
Ideazione e realizzazione John De Leo/Franco Ranieri
Con
John De Leo: voce, live looping sampler, Karaoke giocattolo, laringofono
Silvia Valtieri: fisarmonica, pianoforte, percussioni giocattolo
Franco Ranieri: chitarre
Prima nazionale
Progetto e regia di Sergio Maifredi
Produzione Teatro Pubblico Ligure
Prima nazionale

L?’attenzione del Festival al coinvolgimento dei più giovani e alla contaminazione dei linguaggi ha portato la direzione artistica a chiedere a tre musicisti, cantautori della scena contemporanea di cimentarsi con l?’Odissea, in una libera interpretazione del senso profondo del viaggio di conoscenza che il poema omerico rappresenta.
Partiamo dal capitolo fondamentale, rispetto al tema di quest?’anno, in cui i compagni di Odisseo, mangiando il fiore del loto, rischiano di perdersi per sempre, di dimenticare il ritorno John De Leo (ex Quintorigo) ha dimostrato nella sua carriera artistica una attenzione per il teatro e per la letteratura da affrontare in forma di perfomance multidisciplinare.
Lo spettacolo debutta in prima nazionale al Portus Lunae Art Festival.

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