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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Agosto - ore 19.04

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Gli ebrei di Terezin parlano sarzanese

Il regista Gabriele Guidi ha affidato allo scrittore Alessandro Zannoni i dialoghi di un film dedicato alla drammatica vicenda della città-ghetto in cui i nazisti chiusero 150mila tra uomini e donne con la stella a sei punte.

Gli ebrei di Terezin parlano sarzanese

Sarzana - Val di Magra - Una città ghetto per raccogliere ebrei cecoslovacchi, tedeschi, austriaci. Questo fece il nazismo di Terezin, sessanta chilometri a nord di Praga. Si stima che nel corso del secondo conflitto mondiale la città - spacciata dai nazisti come una sorta di insediamento autonomo per ebrei, ma in realtà una spietata trappola mortale - accolse oltre 150mila uomini e donne con la stella di David sul petto, e di questi 35mila morirono di stenti tra le mura della città, mentre oltre 80mila vennero deportati un po' alla volta nei campi di sterminio. La drammatica vicenda degli ebrei di Terezin sarà al centro di un film le cui riprese partiranno nella primavera del 2019. Un'ambiziosa coproduzione internazionale - Repubblica ceca, Slovacchia, Israele e, con Minerva, Italia - che parla anche... sarzanese.

E già, perché la pratica dei dialoghi è stata affidata allo scrittore Alessandro Zannoni, nato a Sarzana poco più di mezzo secolo fa. Scrittore per divertimento, autoprodotto, di caravaggesco pseudoninmo (Michelanelo Merisi) e di brulicante successo fino a qualche anno fa. Scrittore di professione - e sempre di ottimo riscontro - oggi, condizione raggiunta grazie alla corretta e umile interpretazione di un tagliente verdetto del suo compianto mentore Franco Bernardi: "Scrivi molto bene, ma scrivi storie di merda". Prima pietra dello Zannoni adulto, il quadrifonico 'Biondo 901' (Perdisa), primo lavoro pubblicato senza il velo dello pseudonimo. Poi sono venuti 'Imperfetto' (Perdisa, 2010), 'Le cose di cui sono capace' (Perdisa, 2011) e 'Nel dolore' (A&B Editore, 2017). Pagine attese e avidamente sfogliate dal nutrito pubblico che negli anni la penna noir di Zannoni ha saputo costruire. "Ma attenzione, non scrivo per il lettore- spiega Alessandro a CdS -. Prima sì... scrivevo per stupire il lettore, per divertirlo trovando degli escamotage. Ora no. Il fulcro è la mia scrittura e il lettore è soltanto un incidente di percorso. Se gli piace quel che faccio, se mi scopre... bene. Ma io non sono uno scrittore di allevamento".

E l'anno dell'uscita di 'Nel dolore', storia in cui torna il personaggio di Nick Corey, è stato una svolta artistica e professionale. Come detto, la penna di Zannoni si è imbattuta nel cinema. Una bella storia. Quasi vent'anni fa stringe amicizia con Gabriele Guidi, regista teatrale, autore, figlio di Gionni Dorelli e Catherine Spaak. Che gliela giura: "Faremo qualcosa insieme". Una traccia sotterranea che si concretizza la scorsa estate. Un incontro in stazione a Roma, quattro chiacchiere tra buoni amici, Guidi che spiega di voler fare un film su Terezin. E Zannoni che ci sta, un po' alla garibaldina. "Mi faceva piacere lavorare con Gabriele, un amico - racconta -. Poi sui dialoghi - veri, concisi - sono forte, e la mia scrittura è sempre stata considerata un po' cinematografica". E così sul monitor del fu Merisi hanno cominciato a prendere forma i dialoghi del film su Terezin. "Mi sono documentato, ho letto e approfondito molto, ho visto film, consultato saggi storici, ho studiato". In autunno lo scrittore sarzanese è salito in Repubblica Ceca per i casting assieme a Guidi, pronto a esordire dietro la macchina da presa. "Nel film sarà centrale il valore della musica. A Terezin erano stati deportati tanti uomini di cultura, anche musicisti e direttori d'orchestra. Gireremo in lingua originale - in ceco e tedesco - perché c'è la volontà di andare ai festival internazionali. Al casting hanno partecipato anche attori hollywoodiani e il film ha fatto breccia al Ministero della cultura ceca che avverte l'importanza di lanciare un messaggio forte visto il ritorno di ideologie e movimenti intolleranti e razzisti".

Il 2017 ha portato anche un'altra novità nella vita dell'ex antiquario sarzanese: la letteratura per ragazzi. "A marzo uscirà per Pelledoca editrice 'La leggenda di Berenson'. Scoprire il mondo dell'editoria per ragazzi è stato bello. Ne è uscito un libretto spettacolare, ambientato nella nostra zona. Sarzana, Bocca di Magra, Spezia". Il protagonista Michelangelo, dodicenne, si imbatte in una avventura che ruota attorno a un misterioso manoscritto, a opere d'arte trafugate dai nazisti, alla fuga del dottor Mengele.

Nuove esperienze - il cinema, la letteratura per ragazzi - e nessuna voglia di chiuderla qui. Intanto c'è roba nel cassetto. "Un romanzo e un'antologia di racconti inediti pronti per essere pubblicati". Occhi aperti!

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