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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 20.12

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Dal blues alle tradizioni popolari, Giannoni porta "Malacarne" a Marinella

Il musicista sarzanese ha girato nel borgo la prima parte del video che uscirà a breve con il nuovo album. "E' una questione di radici, ho scoperto un mondo di una bellezza sconcertante".

Dal blues alle tradizioni popolari, Giannoni porta "Malacarne" a Marinella

Sarzana - Val di Magra - “Questa è la nostra storia ma sono dovuto andare nel Missisipi per capirlo”. Andrea Giannoni lo dice osservando il Gruppo storico di Ponticello impegnato nella giga di Zeri, ballo tradizionale accompagnato dalla fisarmonica di Mauro Manicardi. Per il bluesman sarzanese è una piccola pausa nella prima giornata dedicata al video di “Malacarne”, singolo dell'omonimo album che uscirà probabilmente entro quindici giorni e che sarà caratterizzato da un ulteriore avvicinamento alla sua terra dopo il precedente “Da fiume a fiume”.

“Mi ero reso conto di conoscere tutto del mondo del blues – spiega a CdS - e di sapere poco di melodie o tradizioni come la giga di Zeri che sono sangue e carne delle mie origini. Anche nel lavoro precedente c'era stato qualche accenno ma in questo ho deciso di lavorare sul dialetto e sull'italiano, una cosa nuova visto che prima avevo sempre suonato, pensato e cantato in inglese”.
Nessuna abiura nei confronti di una musica che porta tatuata addosso da una vita, ma un'apertura verso sonorità e suggestioni che raccontano un territorio. “E' una questione di radici – sottolinea - “Malacarne” era il soprannome di mio nonno Anselmo. Radici riscoperte a 54 anni con un mondo nuovo e di una bellezza sconcertante. Non mi ero mai rapportato con il folk ma l'incontro con una leggenda vivente come Manicardi è stato fondamentale”.
Un legame con il passato identificato nel video con il borgo di Marinella, scelto per le riprese curate dal fotografo Nicola Giannotti e pensate dall'artista Eleonora Pellegri in un momento particolare per la frazione del litorale che da giorni vive con angoscia l'evolversi della vicenda sul futuro della Tenuta.
“La cosa è stata casuale – osserva Giannoni – non sappiamo cosa riserverà il futuro a questo luogo ricco di storia e di suggestioni del passato ma il video e le immagini resteranno per tutti, in particolare per la comunità del borgo. Sarebbe bello nei prossimi mesi presentare l'album anche qui. Eleonora ha avuto un ruolo fondamentale in “Malacarne”, mentre con Nicola avevamo già lavorato per il video di “One Night”, si è formato un trio formidabile che spero possa fare anche altro. È stata una collaborazione magnifica anche perché dalle nostre parti gli artisti sono sempre un po' timorosi nel confrontarsi mentre noi abbiamo fatto tutto con gioia e passione”.

“Ascoltando “Malacarne” ho pensato ad una festa di paese – prosegue Pellegri – visto che il brano contiene un pezzo della tradizione musicale dell'Appennino. L'idea era quella di mescolare le immagini di un ballo festoso in un'aia con ad altre più malinconiche che gireremo in seguito a Filetto, questo per rappresentare le due anime del pezzo”. “Non mi aspettavo questa convocazione e l'ho vissuta come un premio – dice invece Giannotti, professionista da sempre legato al mondo della musica – perché con Andrea avevamo già lavorato mentre di Eleonora apprezzavo molto l'approccio alla fotografia come si faceva una volta. Abbiamo fatto tutto senza una trama precisa ma seguendo le sue “visioni” trasformandole in immagini”.

Protagonisti principali di questa prima parte sono stati come detto i danzatori del gruppo zerasco, rappresentati da Andrea Varesi: “Venendo qui a Marinella abbiamo unito la costa alla montagna. I nostri nonni ci hanno tramandato questa tradizione – afferma – e noi oggi la teniamo viva contribuendo così a far conoscere un pezzo importante del nostro passato”.
Infine Manicardi, punto di raccordo fra la storia blues di Giannoni e il mondo del folk abbracciato in questi nuovi brani. “Gia nel disco precedente si era 'aperto' un po' – ricorda – e quando mi ha chiesto di collaborare ho accettato subito. Pur venendo da esperienze diverse abbiamo lavorato in modo meraviglioso. Io dal 1992 ho iniziato questa mia ricerca storica e musicale fra Lunigiana e Val di Vara e ho trovato cose significative. Nel caso della giga di Zeri – conclude – parliamo di una tradizione che è rimasta intatta nel tempo grazie ad una sua collocazione fuori da rotte e percorsi che l'hanno mantenuta intatta”.

Andrea Giannoni porterà il suo “Malacarne” sul palco del Teatro degli Impavidi il prossimo 10 marzo all'interno della rassegna letteraria curata da Alessandro Zannoni “Mi piace corto”.

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