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Dagli incappucciati ai militi, una storia di misericordia | Foto

Apre i battenti al Museo diocesano di Sarzana la mostra 'Oportet misereri'.

Attraverso i secoli
Dagli incappucciati ai militi, una storia di misericordia

Sarzana - Val di Magra - Inaugura domani giovedì 18 luglio alle 18.30 la mostra 'Oportet misereri - Dalla Confraternita della Misericordia alla Pubblica Assistenza', allestita negli spazi del Museo diocesano di Sarzana, antico luogo di culto dove dal 1578 risiedette proprio la Venerabile Confraternita della Misericordia, istituzione ecclesiastica composta prevalentemente da laici che si occupava “del soccorso e delle accurate necessità dei poveri”, come dettava il suo statuto. La Confraternita, soppressa durante il periodo napoleonico, riprese le attività dopo il 1815, adeguandosi alle trasformazioni della società del tempo, risentendo degli stravolgimenti politici, legati soprattutto al nascente stato italiano. Ma la storia di questa gloriosa istituzione, nonostante circostanze avverse e tempi difficili, non si è interrotta: rifondata nel 1875 da volenterosi cittadini sarzanesi, tornò nel 1889 ad avere sede nell’oratorio della Misericordia, attuale sede del Diocesano. Nei decenni successivi, nonostante nuove avversità, si è sviluppata e trasformata, creando i presupposti per la nascita dell’odierna Pubblica assistenza. Attraverso il percorso espositivo, allestito dal museo con la collaborazione e la piena disponibilità della Pa si possono ripercorrere fatti e avvenimenti della storia di Sarzana grazie ai preziosi documenti, tratti in massima parte dall’archivio della Pubblica Assistenza – che ne conta migliaia -, esposti quando possibile in originale. Il tutto accompagnato da didascalie, spiegazioni e da un carro lettiga del 1908 restaurata per l'occasione. La mostra sarà visitabile da domani al 15 settembre, dal giovedì alla domenica compresi, dalle 18.30 alle 22.30. Contestualmente saranno apprezzabili anche le varie opere pittoriche esposte normalmente al Diocesano sarzanese.

“Un percorso espositivo – così stamani in conferenza stampa Barbara Sisti, direttrice del museo – ch evuole ricostruire una storia che è parte integrante della nostra città. Una ricerca imponente, facilitata dal bel libro realizzato da Pino Meneghini e Franco Bonatti sui 130 anni dall'istituzione della Pubblica assistenza, scritto coinvolgendo l'antiquario Roberto Bernardini, al quale anche noi ci siamo rivolti per avere ed esporre dei documenti molto interessanti, come una serie di cartoline”. E non spaventino le immagini di incappucciati presenti su totem e opuscoli, che all'occhio contemporaneo suonano tanto Ku Klux Klan o Eyes Wide Shut: “Il cappuccio era usato dagli aderenti alla Confraternita già nel Cinquecento perché non si voleva che l'opera a favore della comunità fosse un vanto – ha spiegato Sisti -. Una caratteristica che si è mantenuta ancora oggi in alcune confraternite”. E una lunetta del 1621 presente in una delle stanze del museo vede proprio due incappucciati ai lati di una pregevole pietà dipinta su ardesia. La direttrice non ha mancato di rivolgere un sentito ringraziamento alle giovani collaboratrici Margherita Adorni, Simona Marchini e Martina Peonia.

“La chiave di lettura di questa iniziativa culturale – ha osservato Paolo Bufano, presidente dell'associazione Firmafede – è una continuità di tre tipi tra il passato e la contemporaneità: storica, fisica e soprattutto ideale. Essere misericordiosi, solidali, volontariamente accoglienti è un principio insegnato dal Vangelo, ed è questa molla che muoveva le antiche confraternite. Ma è anche un impulso insito nell'uomo, sia esso credente o non credente. In questo senso la Pubblica assistenza di oggi non è diversa dai sodalizi di confratelli di ieri. Il senso di umanità è – anche se oggi mi verrebbe da dire 'dovrebbe essere' – portato naturale della sostanza umana. Del resto il titolo della mostra Oportet misereri non significa che la misericordia è un dovere di legge, ma un dovere morale, la risposta a un'esigenza dell'uomo”.

“La misericordia è nel nostro Dna – ha continuato Giorgio Oddi, presidente della Pa sarzanese -. Ogni giorno, oltre al servizio con le ambulanze, diamo vita a numerose iniziative a favore della popolazione: dal supporto agli anziani all'ambulanza veterinaria, passando per la raccolta delle eccedenze alimentari del mercato a favore delle famiglie in difficoltà. Oggi ne aiutiamo una cinquantina”. Illustrata la volontà di ospitare consulti medici specialistici gratuiti nei locali sottostanti la sede dell'organizzazione, Oddi ha chiuso invitando tutti alla Festa della Pa in programma dal 24 al 28 luglio dalle 18.30: “Con il ricavato vogliamo comprare una nuova ambulanza”.

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