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Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Marzo - ore 15.51

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Cinzia Sciuto presenta "Non c'è fede che tenga" a Sarzana

organizza il circolo pertini
Cinzia Sciuto presenta "Non c'è fede che tenga" a Sarzana

Sarzana - Val di Magra - Il Circolo Pertini di Sarzana presenta con la sua prima uscita pubblica LUNEDI 21 GENNAIO alle ore 17,30 presso il centro sociale “Barontini” in via Ronzano 1 a Sarzana un libro di recente pubblicazione presso la casa editrice Feltrinelli che affronta un tema di grande attualità sia in Italia che in tutta Europa. Il tema è quello del confronto tra le nostre libertà e le nostre regole democratiche a confronto con folti gruppi di migranti, particolarmente di coloro che tendono a voler conservare usanze e regole di comportamento non in linea con i nostri valori di libertà personale.
Il Libro è di CINZIA SCIUTO, giornalista, scrittrice, redattrice di Micromega “NON C’E’ FEDE CHE TENGA – maniifesto laico contro il multiculturalismo”. Ed. Feltrinelli.
Il libro affronta senza reticenze la trasformazione in atto nelle società occidentali, che diventano sempre più disomogenee. Questo problema viene spesso affrontato da due punti di vista diametralmente opposti tra quanti lo ritengono un fatto negativo e auspicano un ritorno a comunità il più omogenee possibili, valutazione che porta a politiche identitarie e di chiusura tipiche delle destre e quanti, al contrario, lo ritengono un valore in se e confidano che gli innegabili problemi che ne derivano nella quotidianità, un giorno, col passar del tempo si risolveranno da soli. Questo è l’atteggiamento che ha spinto buona parte degli schieramenti della sinistra ad assistere passivamente al fenomeno senza opporre reazione alcuna.
La terza posizione è quella di considerare il fenomeno per quello che è veramente, fortemente ambivalente, privo di una finalità e di un valore in se, che va analizzato, studiato e gestito sulla base di una visione politica forte e non lassista.
Il libro prende una posizione netta di ostacolo ai fondamentalismi. Se si occupa principalmente di quello islamico non giustifica neppure i fondamentalismi cristiani o di altre religioni. Ai fondamentalismi che tendono a scavarsi delle nicchie, nelle quali siano ammesse delle pratiche che nella normale legislazione non sarebbero consentite. La migliore difesa della democrazia è la laicità, il non concedere a nessuno degli “esoneri” dai diritti e dai doveri che riguardano tutti, tanto più se questi “esoneri” sono concessi a gruppi e non a individui. Ammettere che ai SicK sia consentito viaggiare con un pugnale, perché lo prevede la loro religione non può essere consentito, perché non è consentito a nessun cittadino. Concedere alla comunità islamica di ottenere classi di bambini o ragazzi divise tra maschi e femmine, perché così vorrebbe la loro religione non è possibile, così come non è ammissibile che pretendano di poter portare il velo nelle scuole. Se si accettassero queste possibilità si darebbe, di fatto, ai capi religiosi delle singole comunità un ruolo di comando e imposizione all’interno della stessa, finendo per mortificare il principio fondamentale di ogni libertà liberale, che prevede che la libertà sia solo ed esclusivamente in capo ai singoli individui e non alle comunità.
Un tema scottante, attuale, che, partendo da una visione politica indubbiamente di sinistra sferza duramente molti atteggiamenti delle sinistre istituzionali, che, in questi anni, sono apparse come passive e, in taluni casi, addirittura propugnatrici del multiculturalismo. Si pensi ad esempio all’insegnamento della religione nelle scuole, con l’ipotesi di accettare a fianco delle tradizionali religioni cristiane, quello dell’islam o dell’induismo o di altre religioni. No! Il pluralismo e la difesa dei valori di libertà non si effettua con la lottizzazione dei catechismi religiosi, peraltro affidati a insegnanti non scelti dallo stato ma dalle gerarchie ecclesiastiche, ma con la difesa della laicità dello stato e delle sue istituzioni. La scuola deve insegnare soprattutto l’educazione civica, il rispetti della Costituzione e delle leggi e semmai può valutare un insegnamento fatto da docenti non confessionali di storia delle religioni, mettendo a confronto laicamente la storia e l’insegnamento delle diverse religioni.
Le sinistre hanno subito come un “complesso del colonizzatore” con la motivazione che a molti popoli ex coloniali gli europei hanno prodotto danni, umiliazioni, violenza e sfruttamento, oggi, si accetta, come se fosse possibile una sorta di risarcimento, una estremizzazione del “politicamente corretto”. E’ divenuto di moda il termine “islamofobia”, con questo termine si giustificano azioni ignobili, qualcuno è arrivato addirittura a sostenere che tutto sommato i redattori di “CHARLIE HEBDO” se la sono cercata, perché hanno offeso Maometto. Questa tesi è semplicemente folle. La critica di Charlie Hebdo alla chiesa cattolica è stata, spesso, più virulenta di quella dedicata all’Islam. Gli atei, componente molto forte delle nostre società, da sempre, criticano duramente le chiese cattolica e protestante, ma a nessuno è mai venuto in mente di parlare di “Cristianofobia”. Si può essere d’accordo o meno, ma in nessun caso è lecito per nessuno in una società libera non accettare critiche, perché questa è l’essenza della democrazia.
Il Circolo Pertini, molto laicamente, intende “gettare un sasso nello stagno”, aprire un dibattito, offrire spunti di riflessione e di arricchimento, inserirsi nel dualismo tra una destra razzista e reazionaria e una sinistra lassista, che accetta passivamente un multiculturalismo che potrebbe soffocare le libertà democratiche.
Questo è l’inizio di un’attività che per molti sarà irriverente, provocatoria e fuori dagli schemi liturgici del razzismo e delle litanie del “politicamente corretto”.
Il Pubblico potrà interloquire con CINZIA SCIUTO, porre domande e proporre temi di discussione. In sala sarà anche possibile l’acquisto del volume per chi lo desidera con una dedica dell’autrice.

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