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Alla scoperta dell'antico statuto di Sarzana

Alla scoperta dell'antico statuto di Sarzana

Sarzana - Val di Magra - La città di Sarzana, come tutti i Comuni d’Italia, dispone oggi di un proprio statuto, entrato in vigore da ultimo nell’anno 2000. Ma dalle pieghe di una storia più che millenaria emergono ogni tanto all’attenzione degli studiosi, ed anche per la curiosità del pubblico, altri statuti, come quello, il primo, firmato nel 1269 dal vescovo Guglielmo e dai consoli del comune cittadino. A 750 anni di distanza, lo statuto sarzanese del 1269 è stato ricordato ieri, nel salone del palazzo comunale, con una iniziativa del centro “Niccolò V”, struttura culturale locale dell’Università cattolica, in collaborazione con il Comune stesso, rappresentato per l’occasione dal presidente del consiglio comunale Carlo Rampi.

Il centro “Niccolò V”, infatti, collabora da tempo con l’Università di Pisa per la pubblicazione digitale dei testi dell’antichissimo Codice Pelavicino che, di proprietà del capitolo sarzanese, è custodito nell’archivio che si trova presso la biblioteca del seminario di Sarzana. Un testo prezioso, che conferma in tutto e per tutto le radici cristiane della società attuale, e di cui l’edizione digitale sarà presto completata e disponibile liberamente online per tutti, a cura di una vera squadra di studiosi coordinati da Enrica Salvadori, spezzina, professore associato di Storia medievale a Pisa. La stessa Salvadori, insieme al suo collaboratore e storico medievista Edilio Riccardini, ha parlato ieri l’altro sia dello statuto del 1269, sia del lavoro di edizione in corso. Altre relazioni sono state tenute da Egidio Banti sulla storia di Sarzana nel Duecento, nei lunghi contrasti tra vescovi e impero, e da Roberto Ghelfi sulla struttura urbanistica della città del tempo. Monsignor Paolo Cabano ha portato il saluto della diocesi e della biblioteca che dirige. Ha coordinato Barbara Sisti.

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