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"Simulacra" di Paolo Treni alla Firmafede

In esposizione, una decina di opere di medie e grandi dimensioni, molte delle quali inedite, realizzate prevalentemente nel 2016-17 con laser, smalti, pigmenti e vernici applicati in stratificazioni successive su supporto in plexiglas.

fino al 21 marzo
"Simulacra" di Paolo Treni alla Firmafede

Sarzana - Val di Magra - La Fortezza Firmafede di Sarzana ospita, dal 10 al 21 marzo 2018, la prima mostra pubblica di Paolo Treni, giovane artista lombardo vincitore del “Premio Montale Fuori di Casa 2017” per la Sezione Montal/Arte. Realizzata con il patrocinio del Comune di Sarzana e il supporto tecnico della Società Cooperativa Earth, l’esposizione sarà inaugurata sabato 10 marzo alle 17 alla presenza di Nicola Caprioni (Assessore alla Cultura del Comune di Sarzana), Ivan Quaroni (curatore) ed Adriana Beverini (Presidente Premio Montale Fuori di Casa). "Raramente ricordo i sogni che faccio, dichiara Paolo Treni. Forse per questo ho sempre voluto creare opere che fossero fatte di materia onirica". Il titolo della mostra – “Simulacra” – fa dunque riferimento alla dottrina epicurea esposta da Lucrezio nel IV libro del “De rerum natura” secondo la quale da tutte le cose si staccherebbero veli sottili che, venendo a contatto con i sensi, determinerebbero sia le percezioni che i sogni.
In esposizione, una decina di opere di medie e grandi dimensioni, molte delle quali inedite, realizzate prevalentemente nel 2016-17 con laser, smalti, pigmenti e vernici applicati in stratificazioni successive su supporto in plexiglas. Il percorso della mostra è completato, inoltre, da nove “Farfalle di Dinard”, papillon gioiello in cornice d’artista, creati in omaggio alla celebre prosa di Eugenio Montale.

I colori si trasformano al variare della luce. La poesia, scolpita nella plasticità del colore, scaturisce dall’interazione tra le variazioni cromatiche dell’opera e le sfumature emotive che coinvolgono lo spettatore, sospinto dall’artista ad esplorare la natura e l’effetto di ogni lavoro, muovendosi lungo la parete, tra attrazione e repulsione, alla ricerca del punto nevralgico in cui i colori si accendono e la composizione prende vita.
"Paolo Treni – scrive Ivan Quaroni – concepisce l’opera come un processo alchemico di trasformazione della materia grezza e sorda in un composto sublimato e luminoso. Usa, infatti, laser, smalti, pigmenti e vernici per trasformare delle comuni lastre di plexiglas in superfici che catturano e irradiano la luce, modulandola sulle cangianti frequenze dello spettro cromatico […]. Nei sui lavori l’esperienza estetica diventa il viatico di un processo d’immersione interiore. Un percorso che parte dal nervo ottico e arriva, per via sinestetica, fino ai confini della coscienza vigile, là dove riposano memorie che credevamo sepolte".
L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 21 marzo 2018, da lunedì a domenica con orario 10.30-13.00 e 14.30-17.30; ultimo accesso 45 minuti prima dell’orario di chiusura. Ingresso alla mostra compreso nel percorso di visita alla Fortezza Firmafede e al MUdeF – Museo delle Fortezze (Euro 6,00). Per informazioni: www.fortezzafirmafede.it, www.paolotreni.com.

Paolo Treni nasce nel 1981 sul lago di Garda. Vive e lavora tra Brescia e Milano. A Milano consegue la laurea specialistica in Comunicazione presso l’Università Cattolica e si diploma alla scuola del Teatro Arsenale. L’incontro con il teatro plasma la sua ricerca artistica e lo fa entrare in contatto con il laboratorio di scenografia di Jacques Lecoq a Parigi, dove applica al “set design” il metodo di analisi del movimento sviluppato dal maestro francese. In laboratorio la sua arte da progettuale diviene processuale e lo porta a gestire l’entropia del processo alchemico che attraverso laser, smalti, pigmenti e vernici trasforma la superficie del plexiglas nel supporto in grado di accogliere il suo mondo onirico. Nel percorso eclettico dell’artista, fondamentale è il progetto “Le Chasseur de Lumieres” presentato nel settembre 2013 a Parigi, nel prestigioso contesto della fiera Maison & Objet, dove gli viene affidato il graphic design di due prototipi di termo-arredo in vetro retroilluminato. Notato da architetti e interior designer, avvia alcune collaborazioni che lo portano alla commissione di diverse opere in plexiglas, inserite in collezioni private milanesi. Grazie alla mostra “AISTHESIS – All’origine delle sensazioni”, visitata nel 2014 a Villa Panza di Biumo, scopre il valore fondamentale dell’interazione con il committente. In questo senso, sono determinanti le installazioni site-specific dei maestri dell’arte ambientale e della percezione, come Robert Irwin e James Turrel. Nel 2015 ottiene la commissione dell’opera “Afflatus Caelestis” che entra nella collezione della Contessa Dania Zani Barranco, accanto a lavori di illustri maestri, quali Tilson, Chagall e Picasso. Nel 2017 riceve il “Premio Montale Fuori di Casa” per la sezione Montal/Arte, riconoscimento attribuito a giovani artisti in memoria del premio Nobel Eugenio Montale, per la capacità di coniugare Arte e Poesia. In occasione della premiazione, l’artista ha donato l’opera “Deep Blue” (2016) alla Città di Sarzana.
La Fortezza Firmafede, detta anche Cittadella, sorge al bordo delle mura cittadine all’interno del centro storico di Sarzana. È edificata tra il 1487 ed il 1494 da Lorenzo il Magnifico che, abbattuta la preesistente fortificazione, decide di trasformare il borgo in una roccaforte militare della signoria fiorentina. La Fortezza torna successivamente alla repubblica di Genova, rimanendovi fino al 1796. Nel XIX secolo, con l’annessione della repubblica al regno Sabaudo, la fortezza viene utilizzata prima come caserma di polizia e successivamente come carcere fino agli anni ‘70 del XX secolo. Tra il 1985 ed il 2003 una serie di restauri hanno reso di nuovo fruibile la Fortezza che attualmente rappresenta un polo per attività culturali di rilievo, come il Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività. Dal 2016 la Fortezza Firmafede ha accolto al suo interno il MUdeF, Museo delle Fortezze, che si inserisce a pieno titolo tra i nuovi musei multimediali ed interattivi, avvalendosi della tecnologia per rendere il visitatore partecipe della storia in prima persona.

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