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"Basta salari da fame", presentazione a Molicciara

"Basta salari da fame", presentazione a Molicciara

Sarzana - Val di Magra - Officina Rossa - spazio popolare presenta: "Basta salari da fame! il libro di Marta e Simone Fana.
Il mercato del lavoro è una giungla con la sola certezza di impieghi precari e sottopagati. Paghe da fame per un lavoro povero. E se fosse proprio questo il problema che impedisce alla nostra economia di crescere? E se ricominciassimo a parlare di lotta salariale? È sull'impoverimento dei lavoratori che molte imprese continuano ad accumulare profitti agitando di volta in volta il nemico esterno più utile alla propria retorica: gli immigrati, le delocalizzazioni, la tecnologia... [dalla trama del libro].
Ne parliamo domenica 15 dicembre ore 10.30 al centro sociale di Molicciara di Castelnuovo Magra (SP) con l'autore Simone Fana, Umberto Faita (segretario NIDIL CGIL Massa-Carrara) ed Emanuele De Luca (dottore di ricerca in storia). A seguire pranzo sociale. Per informazioni e prenotazioni: 3471874556.
"Basta salari da fame!" di Marta e Simone Fana, edizione Laterza, è il terzo successo editoriale dei due giovani studiosi ed economisti, dopo "Non è lavoro, è sfruttamento!" di Marta, nel quale si indaga lo sfruttamento dominante nel mondo del lavoro, e "Tempo rubato" di Simone, un analisi sull'orario di lavoro con la necessità di una riduzione a parità di salario. Basta salari da fame!, alla seconda ristampa nel giro di pochissimi giorni, ripercorre un arretramento culturale-teorico a partire dagli anni '70, quando si affermerà per chiare scelte politiche-culturali un liberismo sfrenato, fino ai giorni nostri, passando dalle selvagge liberalizzazioni agli attacchi continui ai diritti dei lavoratori (vedi Renzi, Monti, Fornero, Marchionne con Jobs Act, riforma delle pensioni, abolizione articolo 18 ecc...). Dal libro i dati che dipingono questo terribile scenario sono chiari. Ed è da quei dati e no sulla solita becera propaganda (della destra in primis), che un paese come l'Italia deve ripartire per uscire da quel pantano sociale-culturale nel quale da troppo tempo è ferma immobile.

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