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Un mese di scorribande fra Spezia e la Versilia | Video

Due giovani stranieri individuati e arrestati dai carabinieri di Sarzana dopo ore di studio sui filmati: l'incrocio degli indizi ha permesso di ricostruire tutto quello che hanno fatto. E non è poco.

da bolano a viareggio
Un mese di scorribande fra Spezia e la Versilia

Sarzana - Val di Magra - Soci in affari criminosi su e giù fra lo Spezzino e la costa versiliese, protagonisti di una clamorosa serie di colpi in diverse località. Alla fine però i carabinieri della Compagnia di Sarzana li hanno stanati ed arrestati. A finire nei guai due cittadini stranieri: uno di nazionalità polacca, l'altro invece marocchino, rispettivamente di 23 e 32 anni, destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lucca. Il giovane polacco è stato rintracciato dai militari a Massa, mentre il complice, già in carcere per altri reati, si è visto notificare il provvedimento presso la casa circondariale della città apuana. Il provvedimento è stato emesso dal giudice a conclusione di una lunga attività di indagine condotta dai carabinieri.

Il 31 gennaio scorso, nel corso di un controllo condotto all’interno dell’area dismessa adiacente la stazione ferroviaria di Sarzana, i militari avevano controllato i due giovani stranieri, trovandoli in possesso di vari oggetti, tra cui documenti, telefoni e una tessera bancomat, oltre ad un sacchetto di monetine e che, a seguito di accertamenti, sono risultati il frutto di una rapina e di un furto perpetrati a Viareggio quella stessa mattina di buon’ora, allorché due giovani che indossavano felpe con cappuccio, dopo aver infranto a colpi di piccone la vetrina di un negozio ed averlo svaligiato, avevano poi rapinato il titolare di un vicino esercizio commerciale che si era trovato ad assistere alla loro fuga: i due lo avevano aggredito colpendolo con calci e pugni, minacciandolo con un cacciavite e portandogli via, dopo averlo gettato in terra, uno zainetto contenente parte della refurtiva poi trovata a Sarzana.

Gli investigatori hanno così acquisito la denuncia della vittima della rapina commessa a Viareggio e le immagini di un sistema di videosorveglianza e da lì sono partiti, ricostruendo una serie di episodi di cui i due si sarebbero resi responsabili nell’arco di circa un mese. In particolare è risultato che i due, a bordo di uno scooter rubato alla Spezia, avevano commesso un furto ai danni di un bar di Bolano, di cui avevano infranto la vetrina con un mattone. Il mezzo era stato intercettato da una pattuglia del Radiomobile di Sarzana e, dopo un inseguimento, era finito a terra: i due erano riusciti, complice l’oscurità della notte, a far perdere le proprie tracce nella boscaglia ma avevano abbandonato a terra alcuni cocci di un salvadanaio, lo stesso rubato poco nel bar, su cui avevano lasciato le proprie impronte digitali.

Il paziente lavoro dei carabinieri, consistito nello studio certosino di filmati relativi a furti commessi con la stessa tecnica e confrontato le impronte digitali repertate, ha consentito così di addebitare ai due, oltre al furto e alla rapina di Viareggio, il furto dello scooter alla Spezia e quello ai danni del bar di Bolano, nonché, proprio grazie alle impronte, quello commesso ai danni di uno studio medico di Viareggio, del quale avevano frantumato la vetrata a colpi di mazza e forzato il registratore di cassa. La refurtiva dei colpi era poi stata nascosta in un piccolo rudere nei pressi dello scalo ferroviario di Sarzana, lo stesso dove i due erano stati sorpresi dai Carabinieri. A conclusione della laboriosa indagine, il quadro indiziario ricostruito dai militari dell’Arma ha trovato pieno riscontro nel provvedimento del Gip di Lucca.

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