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Sesso e cocaina, estorsione e sequestro. Arrivano condanne e processo

In tre avevano sequestrato un imprenditore e sono stati condannati per un totale di 20 anni di carcere. Processo anche per la vittima: spacciava cocaina alle casalinghe in cambio di rapporti sessuali.

indagine tra liguria e toscana
Sesso e cocaina, estorsione e sequestro. Arrivano condanne e processo

Sarzana - Val di Magra - Rapina estorsione, sequestri e favori sessuali in cambio di cocaina. I responsabili sono in carcere e ai domiciliari e tre di loro dovranno scontare un totale di vent’anni di carcere, dove già sono ristretti. Il lavoro dei Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Sarzana e della magistratura ha dato i suoi frutti per chiudere il cerchio su un’indagine complessa che si era aperta con un reato gravissimo: il sequestro di persone. Con questo primo reato però si è aperto il vaso di Pandora che ha portato ad un altro filone di indagine per il quale un uomo, in principio vittima del sequestro, è finito ai domiciliari e verrà processato in primavera: il 16 aprile.
Tutto è cominciato con il primo filone di indagine, quando i carabinieri hanno arrestato un operaio rumeno di 56 anni e due marocchini, uno di 24 ed uno di 38 anni che in concorso tra loro, avevano sequestrato a scopo di estorsione e rapinato un imprenditore della Val di Magra.I tre stranieri presero in affitto dall’uomo un capanno posizionato nella tenuta santostefanese ed a sua insaputa lo adibirono a deposito di numerosi chili di hashish, destinati ad essere spacciati nella vallata. Tra i materiali anche un pacco di cartone, con scritto 30kg, rinvenuto dagli investigatori durante l’indagine. La droga stoccata nel capanno venne sottratta e i tre trafficanti accusarono del fatto il locatore, attirandolo in una trappola e sequestrandolo per 5 ore.
Uno di loro andò a casa dell’imprenditore a Santo Stefano Magra e, dopo averlo convinto a seguirlo a Lucca, lo accompagnò nella baracca del complice rumeno, lungo il fiume Serchio (oggi abbattuta perché completamente abusiva). Qui i tre lo interrogarono per tre ore e, sotto la minaccia di un fucile, lo presero a calci e pugni nel tentativo di fargli confessare la sottrazione del loro stupefacente. L’uomo non ammise alcuna responsabilità, così i tre si accontentarono di rapinarlo di 100 euro contenuti nel portafoglio ( clicca qui)).

Contemporaneamente i Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Sarzana, impegnati in un’indagine su un traffico di droga della Val di Magra, captarono una significativa conversazione che permise loro di scoprire quanto era accaduto.
A questo punto l’indagine seguì due distinti filoni: uno incentrato sui tre malviventi per il sequestro di persona ed uno sullo spaccio di sostanze stupefacenti, in cui si scoprì coinvolto l’imprenditore sequestrato/rapinato.
Quest’ultimo venne fermato, poco dopo, a bordo del furgone con cui faceva l’ambulante in giro tra Liguria e Toscana ed arrestato poiché trovato in possesso di alcuni pezzi di hashish. Nell’occasione i militari trovarono, sul mezzo, un manoscritto in cui l’uomo narrava quanto accadutogli, come una sorta di testamento, rivelatosi un tassello utile a definire i contorni della complessa vicenda (clicca qui).
I carabinieri attraverso indagini tradizionali e tecniche stanarono i tre soggetti stranieri e il luogo del pestaggio, pochi mesi dopo il Giudice di Lucca emise un ordine di custodia cautelare a carico degli autori, per sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina aggravata, puntualmente eseguito dall’Aliquota Operativa di Sarzana che li arrestò conducendoli nelle carceri di Lucca e Livorno.
I due magrebini sono stati giudicati con rito abbreviato, ottenendo cosi uno sconto di un terzo della pena, dal Tribunale di Firenze e condannati ciascuno a 6 anni di reclusione mentre il cittadino rumeno, giudicato con rito ordinario dalla Corte di Assise di Lucca il 25 febbraio 2020, è stato condannato a 8 anni di carcere, per un totale di 20 anni in tre, pene che i tre continueranno a scontare nelle carceri ove già si trovavano detenuti.

Sesso in cambio di cocaina. Il processo all’imprenditore sequestrato, a sua volta accusato di spaccio di sostanze stupefacenti a numerose donne, casalinghe, consumatrici di cocaina e costrette a concedersi sessualmente all’imprenditore spacciatore in cambio di cessioni di droga di cui erano oramai dipendenti, prosegue presso la Procura della Spezia, prossimo capitolo udienza del 16 aprile 2020.
L’italiano, attualmente ai domiciliari dopo alcuni mesi di custodia cautelare nel carcere spezzino, dovrà rispondere non solo dello spaccio di sostanze stupefacenti ma anche dell’aggravante ad effetto speciale: cioè la cessione a persona tossicodipendente al fine di ottenere prestazioni sessuali.
“L’indagine - si legge in una nota dell’Arma - si pone in una strategia di forte contrasto al traffico di sostanze stupefacenti che ha visto la Compagnia Carabinieri di Sarzana, anche in questo inizio 2020, rendersi protagonista di sequestri significativi:- dal mezzo chilo di cocaina all’operaio italiano seguito da Lerici fino a La Spezia ed arrestato, ai 400 grammi di marijuana ad un altro operaio italiano, al Muggiano, ai numerosi arresti di soggetti magrebini nei boschi della Val di Vara. La droga è il collante economico di tutta una serie di reati a cui è connessa, con i tossicodipendenti che addirittura sono pronti a compiere rapine ad esercizi commerciali (Pub Boteguin a gennaio 2019), pur di procurarsi il denaro, o a vendere il proprio corpo”.

(foto: repertorio)

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