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Prescrizioni violate, la Provincia diffida Inerteco

Un sopralluogo dei carabinieri eseguito lo scorso marzo ha evidenziato irregolarità nell'impianto di Santo Stefano, in località Ghiarettolo.

Tetto rifiuti sforato
Prescrizioni violate, la Provincia diffida Inerteco

Sarzana - Val di Magra - Rispetto delle prescrizioni e modifiche organizzative e impiantistiche. Questo intima la Provincia della Spezia alla società Inerteco in merito all'impianto di recupero rifiuti collocato a Santo Stefano Magra, in località Ghiarettolo. Tutto prende le mosse da un sopralluogo, in esecuzione di un provvedimento di ispezione, eseguito dal Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale (Nipaaf) dei Carabinieri forestali spezzini, condotto congiuntamente a un consulente tecnico nominato dalla Procura della Spezia. L'azione vide i militari riscontrare una serie di violazioni alle prescrizioni, come si legge nell'odierna determina di Via Veneto, quali irregolarità nel posizionamento del deposito di gasolio e nel quantitativo di rifiuti stoccati (124mila metri cubi di rifiuti e aggregati a fronte di un tetto di 80mila, secondo, spiega la Provincia, i dati riferiti da Inerteco stessa), o ancora la mancanza di indicatori certi dell'altezza dei cumuli dei rifiuti in ingresso e degli aggregati riciclati prodotti, passando per – citando l'atto degli uffici - “l’accertamento che non esiste alcun ciclo produttivo separato, quindi tracciabile, né tantomeno facilmente individuabile. Pertanto tutti gli aggregati (derivanti dalla lavorazione) e teoricamente prodotti in colonna A (cioè materiali che possono essere riutilizzati senza particolari vincoli, ndr) non hanno subito un trattamento così come previsto dall’autorizzazione, e non vi è peraltro dimostrazione in alcuna analisi del rispetto di tali limiti”.

Di qui la diffida della Provincia alla ditta affinché questa osservi tutte le prescrizioni, richiamate da ultimo in una determina dell'ottobre 2018, in particolare per quanto attiene le modalità di stoccaggio dei rifiuti in ingresso, la separazione di questi dagli aggregati prodotti, realizzando “una separazione visibile e permanente tra i due flussi”, il quantitativo massimo di materiale, cioè 80mila metri cubi. L'ente Provincia dispone che Inerteco “elabori un progetto degli adeguamenti organizzativi ed impiantistici finalizzati al rispetto integrale delle prescrizioni”, dandone comunicazione scritta entro e non oltre due settimane dalla notifica della diffida. E se il progetto non arriverà nei tempi stabiliti o non sarà ritenuto approvabile dagli uffici, “l’impianto esistente potrà essere utilizzato unicamente senza facoltà di accettare conferimenti in ingresso al fine di rendere concretamente possibile il ripristino delle condizioni operative autorizzate”, si legge.

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