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Lutto nel mondo della politica, muore Corrado Peroni

Il ricordo del sindaco Ponzanelli, di Banti, Paita e Caleo.

storico esponente della dc
Lutto nel mondo della politica, muore Corrado Peroni

Sarzana - Val di Magra - Profondo lutto alla Spezia e provincia per la morte di Corrado Peroni. Molti i messaggi di cordoglio dal mondo della politica. Peroni fu uno storico esponente della Democrazia cristiana nonché capogruppo e consigliere comunale a Sarzana.
Profondo cordoglio anche da parte del primo cittadino di Sarzana Cristina Ponzanelli che scrive: “Equilibrio, onestà e serietà sono caratteristiche preziose nelle istituzioni e nella vita pubblica, che hanno sempre qualificato la persona di Corrado Peroni. Ma non solo. Corrado Peroni è stato un uomo che ha saputo sempre onorare le istituzioni democratiche con il suo fare moderato e determinato, il suo impegno serio e coerente, la sua intelligenza e lungimiranza. Un interprete autentico della politica intesa nella sua più alta declinazione a cui Sarzana e ogni parte politica deve molto. Un uomo dai valori saldi, sempre disponibile alla riflessione, al dialogo e al confronto. Un autorevole protagonista della stagione politica che ha attraversato, sebbene il suo impegno si interruppe a causa di un male, ma senza mai interrompere il suo amore e l’interesse per la Città, come la stima che i sarzanesi gli hanno sempre rivolto. Sarzana lo ricorderà sempre con stima, riconoscenza e affetto, oggi più che mai in un tempo in cui di figure di simile spessore avvertiamo forte la necessità. Alla famiglia e a tutti i suoi cari giungano le più sentite e profonde condoglianze mie e di tutta l'amministrazione comunale.”

L’ex senatore e politico Egidio Banti scrive: “Corrado Peroni ci ha lasciato. La sua vita è stata una lezione, per i suoi familiari, per i suoi amici, per i cittadini di Sarzana e più in generale per tutti. E la sorte (che per i cattolici si chiama Provvidenza) ha affidato al suo corpo e alle sue sofferenze di quasi dodici anni la testimonianza più bella, più intensa ed anche più drammatica di quello che era il suo pensiero. All'inizio degli anni Novanta, quando, caduto il muro di Berlino, sembrava che la storia fosse finita, Corrado fu tra i primi - riflettendo in particolare sull'insegnamento di Giovanni Paolo II - a sostenere, sfidando ogni pensiero "politicamente corretto", che una nuova sfida, forse anche più insidiosa del totalitarismo comunista, avanzava all'orizzonte: era la sfida antropologica, che poi il papa avrebbe sintetizzato nell'enciclica "Evangelium Vitae". Contro quella sfida i cattolici dovevano proporsi come difensori instancabili della vita, da quella nascente a quella stremata dalla vecchiaia e dalle sofferenze. Come a Giovanni Paolo II toccò dimostrare sino in fondo, sino agli ultimi drammatici giorni della sua vita, il senso di quella lezione, così è toccato a Corrado, costretto all'immobilità e quasi al silenzio per tanti anni. La moglie, le figlie, gli amici più stretti gli sono stati vicini. Oggi che quel calvario si è concluso, noi dobbiamo inchinarci a loro, ed a lui in particolare per una testimonianza che è sempre più rara perché sempre meno, appunto, "politicamente corretta". Il tempo corre veloce, nel XXI secolo, governi, amministrazioni e partiti politici cambiano con velocità impensabili. Così, anche amici di una vita, talora, possono trovarsi su fronti opposti del confronto politico. Ma i valori restano, e per i cristiani si inverano - perché un Bambino è nato per loro la notte di Natale e si è fatto carne - proprio nelle sofferenze della carne e del dolore. Corrado Peroni fu a Sarzana il capo dei giovani DC in una stagione, quella del Sessantotto, che era come sospesa tra il presente e un futuro che le nuove generazioni, spesso sbagliando, volevano per sé. I giovani DC erano malvisti (a Corrado questo è toccato tante volte, purtroppo ...) dai benpensanti, e dai gattopardi di sempre. Ma quella stagione, in un modo o nell'altro, ha segnato la storia della città, e per certi aspetti della provincia. Alle spalle c'era la lezione cattolica del Concilio, c'erano preti come don Carlo Ricciardi e padre Vincenzo Damarco, c'era la volontà di un dialogo che per Corrado non poteva mai essere rinuncia alla propria identità e, meno che meno, compromesso di potere. Ne venne fuori una generazione di giovani di un livello che oggi, purtroppo, non si vede più all'orizzonte. Finita la storia della DC (che non è e non sarà riproponibile), il dibattito ha portato a scelte diverse molti che prima si battevano insieme. Ma chi era galantuomo per sua natura, e Corrado - figlio di un carabiniere - lo è sempre stato sino al midollo delle sue ossa, non poteva non esserlo più. E lui lo è stato e forse anche per questo, in tempi diversi da quelli attuali, non fu eletto sindaco di Sarzana. Ma chi è sindaco oggi e chi lo sarà domani dovrà sempre considerare il senso profondo della sua lezione e della sua testimonianza. Ciao, Corrado, e salutaci padre Damarco ... Un abbraccio forte forte”.

La parlamentare Raffaella Paita scrive: “Ci ha lasciato Corrado Peroni. E’ stato consigliere comunale e capo gruppo a Sarzana della democrazia cristiana. Uomo delle istituzioni, cattolico impegnato in politica, portatore di grandissimi valori. Non dimenticherò mai il suo rigore, la sua intransigenza sui principi democratici e la sua grande attenzione sociale  ai più deboli. Ci mancherà la forza riformatrice delle sue idee. Alla famiglia le mie più sentite condoglianze”.

"Te ne sei andato in silenzio - scrive l'ex senatore e sindaco di Sarzana Massimo Caleo - dopo anni di sofferenze circondato dall’affetto delle tue donne, premurose e attente ad ogni tua esigenza. Ci conoscevamo da quasi 40 anni e non dimenticherò mai la tua stretta di mano e l’incoraggiamento che mi facesti durante la prima seduta del Consiglio Comunale nel 1985. Eravamo alla Sala della Repubblica, all’epoca sede provvisoria dell’assemblea cittadina, e quello era un consiglio ricco di personalità politiche. Autorevoli e competenti Sarzanesi: Baudone Franco che da lì a poco da Sindaco diventò Presidente della Provincia, Di Casale che fu eletto Sindaco, Forcieri, Guccinelli, Serri, Picci, Micacchi, Boccardi, Baudone Carlo, Bernardini Corrado, Zanetti, Bufano, Bottiglioni, Ambrosini e tanti altri. Tu eri il capogruppo della DC, inflessibile, competente, battagliero e permettimi, spesso il tuo estremo rigore politico e morale ti portava verso una visione integralista delle cose, che faceva torto alla tua naturale umanità e generosità. I tuoi interventi, alcune volte effettivamente un po’ troppo lunghi, erano documentati, mai banali. Da te ho imparato che le pratiche vanno studiate, approfondite, che non si può improvvisare perché la velocità nel voler comunicare, come oggi spesso accade, violenta e storce i contenuti. La tua premura nei rapporti personali era proverbiale, se c’è un carattere che ci avvicina molto è proprio questo: ascoltare con pazienza e rispetto, tutti. Senza spocchia ma con la consapevolezza di essere sempre in servizio per la comunità. Adesso ti posso fare anche una confidenza: ho sempre avuto la sensazione di una tua qualche meditata indulgenza in qualche mio scivolone amministrativo. Non sono a conoscenza delle motivazioni che ti spingevano ad assumere tali comportamenti ma avendo conosciuto la tua intransigenza in politica, non posso che esprimerti il mio ringraziamento. Poi c’erano i tuoi messaggi augurali, le telefonate per le festività, le tue raccomandazioni Cristiane e le notizie che raccoglievi sui familiari fino alla terza generazione. Insomma, caro Corrado, mi mancherai. Avevamo idee diverse sulla società, ci siamo combattuti lealmente per tanti anni ma sui valori non negoziabili della solidarietà, della vicinanza al disagio e complessivamente sulla qualità della nostra democrazia andavamo a braccetto. Voglio ricordarti con un bel sorriso sulle labbra, lo stesso che avevi quando mi raccontavi di una seduta di bilancio interminabile, dove i comunisti e i democristiani se ne dissero di tutti i colori e per sedare gli animi ci fu una condivisa scelta nel fare arrivare il compianto Ivaldo Castagna, all’epoca guardiano del palazzo comunale, con bottiglioni di vino, pane fatto in casa e salame. La tua anima popolare e sociale in quei momenti prendeva il sopravvento. Riposa in pace amico mio e tra i tanti salutami Iva’"

"Apprendo con immensa tristezza - afferma invece Luigi De Luca - che è venuto a mancare Corrado Peroni vero maestro della politica. Lo ricordo con piacere per gli innumerevoli interventi sulle tematiche etiche quando era responsabile della consulta cattolica di Forza Italia nel 2008. Con lui ho sottoscritto numerosi documenti in materia etica a favore della Famiglia e ad altre tematiche inerenti. Persona di una preparazione immensa. Un politico di vecchio stampo, con una capacità di amicizia e sensibilità del tutto uniche. Alla famiglia le mie piu’ sentite condoglianze".





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