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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Agosto - ore 11.57

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Chiede i danni al Comune per una caduta, denunciata per truffa

Affermava che il figlio si fosse infortunato gravemente a causa di una buca fuori dallo skate park, ma il referto presentato dall'avvocato era stato manomesso.

A Santo Stefano Magra
Chiede i danni al Comune per una caduta, denunciata per truffa

Sarzana - Val di Magra - Nei giorni scorsi, gli agenti della Polizia locale di Santo Stefano Magra, guidata dal comandante Flavio Toracca e con il vicecomandante Michele Ottolini in qualità di responsabile delle attività esterne, hanno denunciato una donna per truffa.
Si tratta di una trentasettenne di Arcola che, tramite il proprio Avvocato, aveva avanzato la richiesta di risarcimento danni nei confronti del Comune di Santo Stefano Magra lamentando lesioni patite dal figlio minorenne.

In particolare la donna sosteneva che il minorenne, uscito da uno skate park che si trova nel territorio comunale con la tavola sotto braccio, mentre camminava a piedi sarebbe caduto al suolo a causa della presenza nella strada di una buca. Nel contesto della denuncia, la madre aveva anche allegato fotografie che, sempre a suo dire comprovavano la presenza di buche sull’asfalto. In conseguenza della caduta, il figlio aveva subito gravi lesioni personali, come dai referti del presidio ospedaliero di Sarzana prodotti.
Nella documentazione ricevuta a mezzo dell’avvocato, erano presenti dei certificati medici rilasciati dal Pronto soccorso del San Bartolomeo, uno dei quali rilasciato al genitore il giorno dell’infortunio, in cui la dottoressa del pronto soccorso aveva scritto una determinata anamnesi. Da un’attenta analisi del documento la Polizia locale ha accertato chiaramente ed in modo inequivocabile alcune modifiche, non conformi agli atti originali. Da qui sono chiaramente partite le indagini e a seguito di un sopralluogo effettuato dagli agenti all’interno del piazzale dell’area ex Ceramica Vaccari (sito indicato quale teatro dell’evento), non sono state riscontrate anomalie da ritenersi imputabili del tipo di lesioni riportate dal minore.
L'assunzione di alcune testimonianze ha permesso di accertare che il minore si era infortunato con modalità e in località ben differenti rispetto a quanto denunciato dalla madre a fini risarcitori.

Per la condotta posta in essere, la donna è stata quindi denunciata per truffa aggravata ai sensi dell’art. 640 codice penale e rischia la reclusione fino a cinque anni e la multa di 1.549 euro.

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