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Casa abbattuta e famiglia rom sgomberata: "Basta inquinamento" | Foto

Blitz a fine mattinata in Via Gragnola, a Castelnuovo. Sanzione da 20mila euro. Gli inquilini ospitati per qualche giorno in un alloggio comunale. Il sindaco Montebello: "Intervento dovuto".

Processo per reati ambientali
Casa abbattuta e famiglia rom sgomberata: "Basta inquinamento"

Sarzana - Val di Magra - Nuova demolizione, dopo le due abitazioni buttate giù lo scorso anno, in Via Gragnola, a Castelnuovo, in zona Tavolara, nell'area dove dagli anni novanta è insediata una numerosa famiglia rom che nel tempo ha tirato su una serie di edifici abusivi, facendo l'en plein di vincoli violati: paesaggistico, idrogeologico, zona agricola. Inoltre, le attività svolte nella medesima area dalla famiglia rom hanno portato, come accertato anche lo scorso anno da Asl e Arpal, a una grave situazione di inquinamento per la quale tra l'altro tutti i capofamiglia – prima udienza a dicembre – andranno a processo, con l'accusa di reati ambientali. Si parla ad esempio di plastica bruciata per estrarre rame – con diossina in libertà -, di demolizione di auto ed elettrodomestici e smercio abusivi di ricambi con residui delle lavorazioni gettati e riversati nel canale adiacente. Sulla scorta delle indagini di Asl e Arpal, si stima che la bonifica dell'area costerebbe al Comune almeno 35mila euro.

Lo sgombero e la successiva demolizione di stamane, che ha visto intervenire Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Digos e Polizia locale (circa quaranta operatori in totale), ha riguardato la casa più grande tra quelle realizzate nel sito, circa 90 metri quadri, con varie 'baracchette' annesse. Un blitz resosi necessario vista l'inottemperanza all'ordinanza di demolizione vergata dal Comune castelnovese. Qualche tensione all'arrivo delle forze dell'ordine, il tutto gestito senza problemi. La famiglia che viveva nella casa – otto persone, di cui quattro minorenni - per qualche giorno troverà ricovero presso un alloggio messo a disposizione da Palazzo civico, per poi trasferirsi in un'altra abitazione che il gruppo sgomberato ha già individuato. Per l'edificazione abusiva è scattata una sanzione da 20mila euro.

Oltre alle due case eliminate dalla forza pubblica nel 2017, un'altra è stata demolita tempo fa dalla famiglia che ci viveva la quale, diversamente dai consanguinei degli altri immobili, ha obbedito all'ordinanza, per poi trasferirsi in un'altra abitazione pagando regolare affitto. Chiude il quadro, infine, una casa ancora in piedi in quanto regolarmente condonata decenni fa, dove vivono due nuclei familiari, in tutto una quindicina di persone. E che adesso resta l'unico immobile in piedi dell'area.

“Obbiettivo principale di questa operazione – spiega il sindaco Pd Daniele Montebello - è provare a liberare l'area dalle edificazioni abusive e soprattutto dall'inquinamento. Una situazione davvero pesante, che ha portato a un processo nell'ambito del quale siamo pronti come Comune a costituirci parte civile. Questo intervento lo dobbiamo a chi vive qui e da anni sopporta un'intollerabile situazione di inquinamento e danno ambientale”.

Da tempo il Comune ha affiancato alla repressione dell'illegalità una pars costruens che guarda soprattutto alle giovani generazioni. I tanti bambini dell'ampio nucleo famigliare rom usufruiscono infatti della mensa scolastica gratuita e, sempre gratuitamente, vengono prelevati dal pulmino per essere portati a scuola, il tutto affiancato da un progetto educativo a cura di insegnanti di sostegno ed educatori.

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