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Attività di compravendita di auto intestate ad altri per aggirare la confisca | Foto

Un anno d'indagine da parte dei carabinieri sarzanesi per scoprire un enorme vaso di Pandora: appurata anche la falsificazione per retrodatazione del passaggio di proprietà di veicoli sottoposti a fermo.

guai per sei persone
Attività di compravendita di auto intestate ad altri per aggirare la confisca

Sarzana - Val di Magra - I carabinieri di Sarzana hanno eseguito ieri mattina svariate misure cautelari personali ed una serie di sequestri preventivi nei confronti di tre uomini e due donne facenti parte di una società di compravendita di autoveicoli di Sarzana ed un sesto soggetto, titolare di impresa di consulenza automobilistica spezzina. L’indagine, materialmente condotta dall'Aliquota Operativa di Sarzana in collaborazione con l’Ufficio delle Dogane, si è svolta nei confronti di un italiano, già oggetto nel 2010 di un provvedimento di confisca per dieci milioni di euro da parte della Direzione Investigativa Antimafia. Ebbene per continuare la sua attività, aveva fittiziamente intestato ad altri complici una attività di compravendita di autoveicoli, ricomprato tramite medesimi prestanome o società fittizie a lui riconducibili una moltitudine di auto e gioielli che gli erano stati confiscati e messi all’asta e occultato due yacht di proprietà. Indagando su questa attività, sono emersi inoltre tutta una serie di reati come la falsificazione per retrodatazione del passaggio di proprietà di veicoli sottoposti a fermo amministrativo con danno erariale che si ipotizza per circa un milione di euro.
L'inchiesta, condotta dal comandante Maurizio Bragazzi, è partita un anno fa grazie ad alcuni cittadini che hanno sporto denuncia per truffa poiché il soggetto indagato, aveva venduto senza autorizzazione, la loro autovettura sottoposta a fermo amministrativo che avevano lasciato nel parcheggio della società. Suddetta società era già stata oggetto di verifiche e contestazioni in materia ambientale da parte della stazione di Sarzana e dei carabinieri forestali lo scorso anno quando le furono contestate violazioni per quasi 100mila euro. Nonostante ciò, difficilmente queste sanzioni sarebbero mai state pagate poiché la società è stata messa in liquidazione e i suoi beni rischiavano di essere recuperati dall'ennesima società con intestazione fittizia e magari risorgere a nuova vita all'estero.

Per associare agli arresti domiciliari il sopraccitato e notificare le interdizioni agli altri cinque personaggi ed il sequestro preventivo delle quote societarie dell'azienda e di uno yacht, sono stati impiegati sin dalle prime ore del giorno più di trenta militari della Compagnia Carabinieri di Sarzana. Le operazioni odierne sono state coordinate dal Capitano Federico Silvestri e i reati ipotizzati riguardano il trasferimento fraudolento di valori, per la fittizia intestazione della società al fine di eludere le disposizioni in materia di prevenzione patrimoniale, essendo il reale proprietario già stato sottoposto a misura di prevenzione patrimoniale dal tribunale della Spezia in data 8 luglio 2010 e non avendo perciò i requisiti per ottenere licenze di commercio ed essendo potenziale destinatario di altra e successiva misura di prevenzione. Due dei sei coinvolti sono indagati per la fittizia intestazione di uno yacht essendo il reale proprietario già stato sottoposto a misura di prevenzione patrimoniale dal tribunale e non avendo perciò i requisiti per ottenere licenze di commercio ed essendo potenziale destinatario di altra e successiva misura di prevenzione patrimoniale. Tre di loro dovranno rispondere anche dell'accusa in concorso della turbata libertà degli incanti aggravata continuata, perché in La Spezia, in tempi diversi e con più azioni esecutive dello stesso disegno criminoso, facendo partecipare all'incanto, prestanomi di due società, turbando la gara relativa alla vendita di beni provenienti da sequestro e confisca disposti come misura di prevenzione patrimoniale in data 8 luglio 2010, con lo scopo di consentire alla persona sottoposta a misura di prevenzione di riacquistarli in violazione del divieto dell’art 48. Parliamo di 98 autovetture tra cui Mercedes, Maserati ghibli, Jaguar, Bmw, Land Rover, Subaru Impreza, anelli in oro brillanti, oro e corallo, oro e zaffiri, oro e rubini, orologi Tudor, Breitling Corum, Heuer, Jaeger, Piquet. Due di loro dovranno infine rispondere di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici aggravate continuata, in La Spezia, in concorso tra loro e più azioni consecutive, del medesimo disegno criminoso.

L’Autorità Giudiziaria ha disposto di applicare gli arresti domiciliari nei confronti del protagonista principale della storia, presso la sua abitazione in provincia di Massa Carrara, vietando ogni contatto e con qualsiasi mezzo con persone diverse dai familiari conviventi, e braccialetto elettronico. Per altri tre prevista la misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare imprese o uffici direttivi in imprese o persone giuridiche che svolgono: per le prime due, l’attività di commercio di veicoli, per il terzo, l’attività di agenzia pratiche auto, interdicendo temporaneamente ai predetti indagati tali attività per la durata di un anno. Sussistono le condizioni per disporre il sequestro dei beni di cui potrà essere disposta la confisca all’esito del procedimento penale, in particolare, il giudice per le indagini preliminari ha ordinato il sequestro preventivo di quote sociali della società oltre a duecento auto del valore di 500mila euro, un'imbarcazione Aston Doa50 del valore di 100mila euro. L’Autorità Giudiziaria ha nominato amministratore e curatore dei beni una nota avvocata napoletana. Sono stati infine sequestrati conti correnti postali e bancari della società e dell'amministratore unico, uno spezzino residente a Sarzana di 82 anni, in collaborazione con la Polizia Stradale, sanzionato amministrativamente per 6mila euro per vari motivi.

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