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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Maggio - ore 18.00

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Ameglia servizi turistici, nove indagati per bancarotta semplice

Avvisi di garanzia per gli ex sindaci Galazzo e Giampedrone e per l'attuale primo cittadino De Ranieri, oltre che per i presidenti e i membri del cda dal 2008 al 2014.

In seguito al fallimento della società
Ameglia servizi turistici, nove indagati per bancarotta semplice

Sarzana - Val di Magra - Nove persone sono iscritte nel registro degli indagati dalla procura della Spezia per bancarotta semplice della Ameglia servizi turistici, società che curava vari servizi per il Comune di Ameglia. Tra i destinatari dell'avviso di garanzia ci sono l'attuale assessore regionale alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone, e l'attuale assessore comunale di Genova Pietro Piciocchi. Oltre a loro risultano indagati tutti i sindaci di Ameglia dal 2008 al 2017 e tutti i componenti del cda della società nello stesso periodo, ovvero l'attuale primo cittadino amegliese Andrea De Ranieri e l'ex sindaco Pd Umberto Galazzo, gli ex presidenti Armanda Chilà e Davide Santini e i membri del cda Massimo Costa, Alessio Frati e Paolo Nocentini.

Le indagini risalgono ovviamente al periodo in cui gli indagati erano sindaci o membri del management della partecipata. Giampedrone, in particolare, era stato colui che, nel 2014, aveva chiesto di avviare una due diligence che ha poi fatto emergere il caso.
“Non può essere una colpa aver applicato i criteri di trasparenza e corretta amministrazione - affermano Giampedrone e Piciocchi in una nota congiunta -. Durante il nostro breve mandato, abbiamo commissionato la due diligence, mai fatta negli 11 anni precedenti, portando alla luce debiti occulti accumulati nelle precedenti gestioni. Dal 2003 al 2014, anno del nostro arrivo in Comune, infatti nessuno delle amministrazioni precedenti aveva segnalato l'esistenza del debito accumulato. Non appena emerso il debito ci siamo attivati per mettere in sicurezza i posti di lavoro e salvaguardare i servizi essenziali alla cittadinanza, prima che la società venisse posta in liquidazione, a partire dal 2016”.
“Siamo certi – concludono - che la situazione sarà chiarita in tempi brevi: siamo a completa disposizione della procura. Ribadiamo che se tornassimo indietro faremmo esattamente le stesse scelte: compiute esclusivamente per la trasparenza dei conti di bilancio, la salvaguardia dei posti di lavoro e la garanzia dei servizi essenziali pubblici dei cittadini”.

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