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Un impianto idrovoro per mettere in sicurezza duemila amegliesi

Sarà pronto a fine 2021 il progetto finanziato con sei milioni dal Ministero dell'Ambiente per eliminare il rischio residuo. Giampedrone e De Ranieri: "Risultato straordinario per il territorio".

sul canal grande
Un impianto idrovoro per mettere in sicurezza duemila amegliesi

Sarzana - Val di Magra - Costerà sei milioni di euro e sarà pronto a fine 2021 il nuovo impianto idrovoro del Canal Grande di Ameglia che andrà a chiudere il discorso del rischio residuo, lavorando in modo complementare con la portella del Magra (che presto sarà automatizzata) impedendo così possibili esondazioni nella zona del Cafaggio.

“Con questa opera – afferma il sindaco De Ranieri – si chiude un discorso lungo vent'anni visto che dall'alluvione del 2000 era partita una serie di interventi che oggi ci vede intervenire in modo definitivo sul rischio residuo che nel tempo è diventato il pericolo più ricorrente e ha riguardato circa duemila persone che rientravano nell'area di potenziale allagamento. Questo impegno – aggiunge – era partito quando eravamo ancora ai banchi dell'opposizione e sottolineavamo i rischi connessi alla mancanza di questo progetto. Per noi si tratta di traguardo enorme”. “Siamo contenti del risultato ottenuto – prosegue l'assessore Bernava – parliamo di una tematica molto sentita da parte della popolazione e di un intervento da sei milioni di euro”.

Di una “giornata importante” e una “presenza doverosa” da parte della Regione Liguria parla invece l'assessore Giampedrone: “Traguardiamo un risultato fondamentale e straordinario per il territorio. Nel tempo le duemila persone interessate sono state accompagnate da Protezione Civile e Volontari del Magra in un percorso che ha portato anche dei risultati ma che ha sempre dovuto convivere con la necessità di un progetto altamente tecnologico di questo tipo che consentirà di uscire da condizione precaria verso condizione di definizione del rischio. Nonostante le difficoltà siamo riusciti ad intercettare le risorse del Ministero dell'Ambiente e a passare sotto la struttura commissariale del presidente Toti come fatto per il Bisagno a Genova confermando come la situazione della foce del Magra fosse straordinaria. Abbiamo fatto molto e chiudiamo un mandato di cinque anni senza danni a cose o persone”. L'assessore regionale ha inoltre ricordato gli altri interventi effettuati in materia di protezione idrogeologica mentre l'ingegner Luca Berruti ha riassunto il primo cronopogramma che vedrà il 16 settembre il termine ultimo per la presentazione delle offerte, tre mesi successivi per la loro valutazione e un intero anno per la realizzazione dell'intervento illustrato dal progettista, l'architetto Fabrizio Foltran di Ethos Engineering. Quest'ultimo ha evidenziato anche l'ampiezza sul territorio del bacino idrografico e la portata del Canal Grande e come l'impianto – che ha ottenuto via libera paesaggistico da Comune e Soprintentenza - sarà realizzato con un basso impatto visivo nel tratto fra il Canale e Via Pisanello, dove oggi vengono posizionate le pompe mobili, e sarà controllato da remoto.

"Il Canal Grande - spiega una nota della Regione - nella situazione attuale, riesce a scaricare la propria portata nel Magra quando il livello del fiume è inferiore alla quota della valvola e non riesce a farlo quando tale livello la supera; in questo modo si preserva l’area retrostante l’argine dalla possibilità che l’acqua del Magra in piena possa invaderla passando attraverso la valvola. Questa soluzione comporta però l’inconveniente che, quando la valvola si chiude, il volume di acqua proveniente dal Canal Grande non può più essere ricevuto dal Magra e si distribuisce nelle aree a tergo argine secondo le caratteristiche topografiche del terreno. Grazie all’impianto di sollevamento progettato, quindi, si eviterà che si verifichino fenomeni di allagamento a tergo argine, in caso di chiusura della portella. La portata che proviene dal Canal Grande verrà pompata direttamente in sponda destra Canal Grande a valle della portella a clapet esistente, e quindi nel fiume Magra, al di là del rilevato arginale, attraverso un adeguato sistema di tubazioni. La realizzazione di un’arginatura lungo un corso d’acqua principale (nel caso specifico il lotto 9 dell’arginatura di Ameglia in sponda destra del Fiume Magra) comporta, in corrispondenza dell’interferenza con i rii minori che in esso affluiscono, la necessità dell’inserimento di un dispositivo che resti aperto in caso di portata di magra del corso d’acqua principale, regolando il livello delle acque interne del canale, evitando così il verificarsi di allagamenti e che si chiuda quando il livello del corso d’acqua principale raggiunge la quota a cui la valvola è posizionata".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il rendering dell'impianto idrovoro
Il bacino idrografico del Canal Grande
Presentazione del progetto Benedetto Marchese


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