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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Settembre - ore 14.49

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Tre milioni e 650mila euro di progetti attivati, il Parco gonfia il petto

Un report per perorare la causa dell'ente sul quale grava la scure della soppressione.

Tre milioni e 650mila euro di progetti attivati, il Parco gonfia il petto

Sarzana - Val di Magra - Ma insomma, questo Parco di Montemarcello, Magra e Vara di cui tanto si dibatte, che cos'è? Il presidente dell'ente Pietro Tedeschi, quando in settimana è salito in Regione per essere audito in merito alle sorti dell'ente - che la proposta di legge del consigliere Andrea Costa vorrebbe sopprimere -, ha portato a Genova un esaustivo profilo del Parco e della sua attività. Innanzitutto, Tedeschi ha illustrato come ai ben 16 Comuni che fanno parte del Parco ne vadano affiancati altri quattro - Castelnuovo, Luni, Pignone e Riccò del Golfo - che hanno fatto richiesta di entrare a pieno titolo nell'area protetta. Quanta gente vive negli oltre 43 chilometri quadrati di Parco? Le stime dicono 1.500 persone, per una densità abitativa di 36 individui per Km quadrato, più o meno come a Borghetto Vara o Framura.

Ampio spazio Tedeschi, nella sua relazione, l'ha riservato ai costi dell'ente. "Nel 2017 il costo degli organi politici è stato di poco più di 100 al mese (1.230 in totale, ndr)", si legge nel documento, e non manca il raffronto con la medesima voce del 2016 (4.907 euro) e del 2015 (13.250 euro). "Dei sette dipendenti - prosegue il report del numero uno di Via Paci -, quattro sono a tempo indeterminato e tre a tempo determinato. Nel 2017 il personale a tempo indeterminato risulta il 50 per cento in meno di quanto previsto dalla Legge regionale, cioè dieci unità. Solo grazie ai progetti europei sono state assunte due unità a tempo determinato part time (tre anni al 50 per cento). Il costo del personale a tempo indeterminato del Parco nel 2017 è di 183mila e 670 euro (inclusi oneri sociali a carico dell’Ente e Irap) secondo quanto previsto dal Ccnl Regioni ed autonomie locali". Tedeschi osserva poi che "nel 2017 il 30 per cento delle entrate del Parco (quasi 600mile euro, ndr) non è dipeso da trasferimenti regionali destinati ai Parchi" e che "i trasferimenti regionali hanno visto nel periodo 2013-2017 una progressiva riduzione delle risorse disponibili, comune a tutti i Parchi liguri". In particolare, dai 557mila euro del 2013 si è arrivati ai 417mila del 2017.

Altro punto: le spese per investimenti a disposizione sono state tutte utilizzate per attivare progetti e attrarre ulteriori finanziamenti. Nel periodo 2013 – 2017, spiega la relazione, l'ente Parco ha realizzato e avviato progetti (in ambiti quali biodiversità, energia, beni culturali, programma Marittimo ecc.) per un importo complessivo di circa 3 milioni e 650mila euro. Su tale importo l’impegno finanziario del Parco è stato pari a circa al 10 per cento, in personale e cash, completati quindi da quasi 3 milioni e 300mila euro di altri contributi. Morale: "A fronte di trasferimenti regionali per spese di investimento pari a circa 730mila euro, nel periodo 2013-2017 l'ente Parco ha quintuplicato le risorse attraverso la gestione di progetti per un importo di 3 milioni e 650mila euro", tenendo conto "di una spesa di funzionamento media annuale di soli 337mila e 565 euro, poco più che sufficiente per le spese di personale e di funzionamento minimo degli uffici".

Tedeschi ha anche difeso l'operato 2017 di Via Paci, ovvero interventi di manutenzione straordinaria dei percorsi fluviali e della sentieristica del promontorio del Caprione, la progettazione di interventi per migliorare la fruibilità sportiva del fiume Vara, la prima fase del censimento delle terre incolte, il monitoraggio realizzato in occasione dell'emergenza idrica dell'agosto scorso, la partecipazione al progetto Girepam, volto alla tutela degli ambienti costieri, il rafforzamento dell'attività di vigilanza, senza dimenticare gli sforzi sui fronti della comunicazione, dell'educazione ambientale, della formazione.

Numeri, valori e agente delle cose fatte: ecco le carte del Parco per provare a resistere all'iniziativa politica che vede l'esistenza dell'ente come un problema. Un fronte che, innescato dal consigliere Costa, ha ormai raccolto tra i suoi ranghi nientemeno che il sindaco di Ameglia Andrea De Ranieri, alla guida di un Comune il cui territorio è dentro i confini del Parco per oltre il 50 per cento.

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