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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Maggio - ore 12.51

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Tre digestori per 60mila di umido e 30mila di verde

Recos consegna le carte del progetto per Saliceti in vista della Valutazione di impatto ambientale. Si prospetta la produzione di milioni di metri cubi di biogas. Ribadita l'inadeguatezza di Boscalino.

Nel 'fagiolo'

Sarzana - Val di Magra - Comune di Vezzano ligure, Provincia della Spezia, Regione Liguria. È stato ufficialmente consegnato al protocollo dei tre enti il progetto del tanto dibattuto digestore anaerobico che la società Recos intende realizzare a Saliceti. Attualmente è in fase di avvio la verifica della completezza e dell'adeguatezza dei documenti trasmessi, atto necessario e propedeutico alla Valutazione di impatto ambientale. Le carte consentono di farsi un'idea più precisa sull'impianto, di trattamento e recupero della frazione organica, attraverso la biodigestione anaeorobica, finalizzati alla produzione di “compost di qualità” e “biometano sostenibile avanzato”, quest'ultimo nella quantità di oltre 10 milioni di metri cubi annui.

“Sulla base della richiesta di Acam Spa – si legge nella relazione tecnica -, ReCos ha elaborato una propria proposta tecnica per dar corso alla definizione di un progetto per la realizzazione di un nuovo impianto di trattamento e recupero della Forsu (la frazione organica, ndr) basato sul principio della biodigestione anaerobica […]. Le verifiche iniziali sono state condotte per valutare la possibilità di poter ubicare l’impianto in questione nell’area del sito di Boscalino, come previsto inizialmente. Da tali verifiche, sia relative alle superfici disponibili sia in relazione ai quantitativi di Forsu prodotti nella provincia di Spezia, si è potuto constatare che nel sedime disponibile a Boscalino non poteva venire realizzato un impianto di biodigestione anaerobica e compostaggio con le capacità di trattamento necessarie. La necessità di rilocalizzare l’impianto di trattamento e recupero della Forsu ha portato la società ad individuare un areale già vocato allo sviluppo e in particolare all’insediamento di un impianto di trattamento e recupero dei rifiuti. L’areale individuato è quello adiacente all’attuale impianto di Cdr/Css in loc. Saliceti nel comune di Vezzano Ligure rifiuti”. Anche se nero su bianco – cioè nel Piano rifiuti – c'è Boscalino, non Saliceti.

Recos ritiene la località vezzanese, al confine con il Santostefanese, idonea ad accogliere l'impianto per una serie di ragioni elencate nella relazione: dall'esistente vocazione industriale della zona alla distanza dai centri abitati, dalla presenza di infrastrutture “che minimizzerà gli impatti da traffico” alla posizione baricentrica rispetto all'ambito provinciale. La società segnala altresì che “non si evidenziano elementi di contrasto con le previsioni di strumenti quali Piano territoriale di coordinamento paesistico, Piano della costa, Pianificazione del bacineo del Magra, Piano di risanamento e tutela della qualità dell'aria, Piano di classificazione acustica comunale. Si spiega anche come l'area interessata dall'intervento non sia toccata da vincolo idrogeologico, vincolo stabilito dal Comune vezzanese con delibera del 1952.

Lo stabilimento, nei progetti di Recos, andrà ad affiancare l'attuale impianto di Saliceti e “si estenderà quindi lungo tutta la porzione nord-ovest di quello che viene definito fagiolo autostradale”, cioè quella porzione di territorio ricompresa fra autostrada A12, svincolo di accesso al tracciato autostradale, casello Santo Stefano-La Spezia e raccordo. Quanto rifiuto 'macinerà' l'impianto? 60mila tonnellate di frazione organica annue, andando incontro in tal modo al fabbisogno stimato dal Pianto d'ambito regionale: 29.500 tonnellate dallo Spezzino intero, 26mila dalla Città metropolitana di Genova. La capacità produttiva non si esaurisce qui, visto che alle 60mila tonnellate di umido si affiancano 30mila tonnellate di verde. La sezione di digestione anaerobica, recita il progetto, sarà affare di tre digestori di cemento con flusso a pistone, orizzontali e a pianta rettangolare.

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