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Tra siti porno e sesso tabù in famiglia: chiacchiere liceali

Breve e intensa conversazione con i ragazzi di quinta del Parentucelli Arzelà.

SARZANA
Tra siti porno e sesso tabù in famiglia: chiacchiere liceali

Sarzana - Val di Magra - Inevitabili sorrisetti in platea stamani al Parentucelli Arzelà di Sarzana alla presentazione del progetto Pass, pensato da Asl5, Rotary Club e Istituto per offrire ai ragazzi delle quinte – circa 160 giovanotti – una visita andrologica gratuita. Nonostante i diciott'anni ormai alle porte, l'età è ancora abbastanza verde perché la tematica sessuale susciti un'automatica e genuina ilarità, acuita nella circostanza da un opuscolo la cui copertina, subito balzata all'occhio dei giovinastri, è dominata da un buffo uomo di Vitruvio leonardesco i cui genitali sono coperti da un colossale punto di domanda. Di conseguenza, a margine della presentazione dell'utile e ghiotta iniziativa medica, è all'insegna del sorriso che si è consumato il breve scambio tra CdS e alcuni ragazzi di quinta che volentieri si sono messi a fare due chiacchiere su temi più o meno direttamente collegati all'incontro appena terminato. Inizialmente rivolto alle cavie Alessandro, Tancredi e Thomas, il vivace e caotico scambio in corridoio si è poi allargato a una ventina di giovani del quinto anno, che ben volentieri, e spesso in divertito coro, hanno fatto crocchio rispondendo a domande e sollecitazioni. Ecco com'è andata...

Buona parte ha promesso che si farà visitare nell'ambito del progetto Pass. Qualcuno lo ha detto con fiera sicurezza, altri meno convinti, e forse il sì gli è uscito giusto per non sembrare pavido al cospetto di quelli – non molti – che hanno dato l'impressione non vedere l'ora di calare le mutande di fronte all'equipe di Urologia guidata dal dottor Enrico Conti, che per l'occasione si trasferirà all'infermeria della palestra.

Quasi tutti hanno affermato poi che oggi “la vita sessuale comincia prima rispetto a quando erano ragazzi i nostri genitori”, ma c'è stato anche chi, magari grazie a un genitore precoce, ha asserito: “Più o meno comincia uguale”. Sulla ritrosia con cui i giovani uomini vanno dall'andrologo e dall'urologo, rispetto alla normalità della visita ginecologica per le ragazze parietà, il verdetto è stato pressoché unanime: “E' un fattore culturale e poi è più automatico per via delle mestruazioni”.

E di sesso e dintorni, se ne parla apertamente, in famiglia, nel 2018, a ormai mezzo secolo dal via al rosicchiamento dei grandi tabù? “Seeee...” è stata la risposta della ciurma liceale. Con l'eccezione Alessandro: “Anche tutti i giorni”. “A me – ha aggiunto Tancredi – al massimo hanno detto di comprare i preservativi, e li ho comprati subito”. La contraccezione è un tema sentito da tutto il gruppetto: “Per me, non tanto per non fare figli, più che altro per le malattie”, ha precisato ancora Alessandro.

L'ultimo veloce passaggio ha toccato il rapporto tra gli sconfinati portali pornografici del web e la sessualità in carne e ossa. Punto questo su cui, nel corso della conferenza di un attimo prima, si era intelligentemente soffermato proprio il primario Conti, spiegando che oggi “c'è una forbice significativa tra quello che si sa sul sesso, anche nei suoi lati più estremi, grazie a internet, e la conoscenza della propria sessualità, del proprio apparato”. Opinione comune dei ragazzi incontrati è che a livello di aspettative, il sesso guardato su internet – miriadi di siti, categories, video – possa influenzare negativamente la vita sessuale reale. “Si rischia di pensare che il sesso sia davvero quello che vediamo su internet, che invece è fatto... per essere visto, appunto. E' un'altra cosa”, ha osservato puntuale uno del gruppo. E il solito ottimo Tancredi, sempre a tema aspettative, ha sentenziato: “Non è che la prima volta sei come [nome di attore pornografico contemporaneo che purtroppo sfugge al cronista]”. E le vostre compagne di classe guardano i siti porno? “Molto meno di noi”, hanno detto alcuni. “In classe nostra per niente”, il verdetto altri.

La conversazione tra le più belle e fruttuose, ma i banchi chiamano. Così gruppo si è fatto fotografare con l'Uomo vitruviano e il suo membro censurato dal punto di domanda, per poi guizzare via.

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