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Tedeschi: "400 scarichi abusivi per ogni comune sul Magra"

Il commissario lancia la sfida dell'acqua: "Bene supremo e non negoziabile".

Ambiente

Sarzana - Val di Magra - “Lascio avendo vinto una battaglia, ma non la guerra. Gli attacchi al Parco continueranno. Anche avvicinandoci alle elezioni regionali, ho questo sentore”. Così Pietro Tedeschi ieri pomeriggio a Lerici, dalla piazzetta del castello, in occasione della presentazione del Sentiero delle parole (QUI). Il numero uno di Via Paci, giunto alla fine del suo mandato, ha parlato di “tre anni di lotta per difendere l'istituzione da chi vuole abrogarla. La proposta di legge per chiudere l'ente (avanzata dal consigliere regionale Costa, ndr), che ci ha tenuti a bagnomaria per anni, non è mai arrivata né in giunta né in consiglio. Questo grazie alla mobilitazione dei cittadini, delle associazioni e di alcuni partiti. Non riporteremo questo territorio prezioso a quel passato che lo ha visto subire pesanti interventi nell'ambito dell'industria e dei servizi, soprattutto in Val di Magra, che è stata massacrata”.

Tedeschi ha sottolineato il “lavoro di rammendo del territorio del Parco fatto in questi anni, unito all'impegno nel farne emergere il ricco sommerso storico e culturale”, parlando di “un rapporto perfetto con il Comune di Lerici”. E poi lo sguardo cruciale al tema dell'acqua, “un bene supremo e non negoziabile. Abbiamo ancora 43 discariche censite, ma non ancora bonificate, vicine ai pozzi, dove sono stati trovati negli anni rifiuti solidi urbani, poveri dell'Enel, rifiuti ospedalieri. Una bomba dal punto di vista idrico. Abbiamo poi depuratori obsoleti e scarichi civili e industriali abusivi. Si calcola che per ogni comune sulla sponda del Magra ci siano circa 400 scarichi abusivi. E qui c'è anche un'ingiustizia, perché non paga chi inquina e paga chi non inquina”. Tedeschi ha quindi parlato della necessità di lavorare al problema delle biomasse morte in alveo “per le quali ogni anno si interviene in emergenza” e di “rendere il Parco di Montemarcello, Magra e Vara oggetto di un progetto strategico regionale di riorganizzazione ambientale e paesaggistica: il Magra è in Liguria per il 42 per cento, il resto è in Toscana, è quindi necessario operare che ci siano percorsi e interventi comuni. In questo senso potremmo partire dall'elaborazione di un Contratto di fiume”. Tasto più volte premuto nel corso del mandato, con l'obbiettivo di arrivare a una cura del fiume che superi i confini regionali.

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