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Ultimo aggiornamento: Domenica 24 Marzo - ore 21.00

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Sequestri lungo il Magra, Tedeschi: "Senza Parco situazione più grave"

Il presidente: "Piano regolatore di Ameglia scaduto nel 1985". Bernardini: "Costa ha preso la palla al balzo ma la sua proposta è ferma da un anno e mezzo, la Regione la porti in consiglio".

dopo l'operazione "clean river"
Sequestri lungo il Magra, Tedeschi: "Senza Parco situazione più grave"

Sarzana - Val di Magra - Non si placa il dibattito dopo l'operazione “Clean river” che mercoledì scorso ha portato al sequestro di un'area di ventimila metri lungo la sponda del Magra, in piena area Parco e nel Comune di Ameglia. Un blitz che da un lato ha stroncato una situazione che andava avanti da molto tempo, e dall'altro ha nuovamente infiammato il botta e risposta fra favorevoli e contrari all'abolizione dell'ente che – in particolare secondo il sindaco De Ranieri e il consigliere regionale Costa – avrebbe dovuto vigilare contro gli abusivismi.

Questa mattina, a margine sull'annuncio dell'avvio del nuovo piano regolatore del Parco, il presidente Tedeschi ha sottolineato l'articolo 3 “Effetti del piano” che recita testualmente: “I sindaci dei comuni interessati territorialmente al piano ne assicurano l'osservanza nel rispetto delle procedure e delle competenze previste dalla legge”, rispondendo in particolare al primo cittadino amegliese.
“Visto che il piano regolatore di Ameglia è scaduto nel 1985 – ha osservato – meno male che c'era quello del Parco a mettere delle regole altrimenti chissà cosa sarebbe successo. E' giusto che le aree sequestrate siano state date in gestione al Comune perché è l'ente che ne ha responsabilità. Vorrei anche lanciare un messaggio di pacificazione perché per me il rapporto con i sindaci è fondamentale e Ameglia è il secondo Comune di questo Parco, ed è talmente importante che lì sono andati 400mila euro del Psr per il Caprione così come i 70mila euro del progetto Intense per il sentiero del Corvo. Sono pronto a sedermi a un tavolo a discutere serenamente evitando di vedere che l'orto botanico venga messo a bando quando c'è un ente come il nostro o che la Batteria Chiodo, dove abbiamo messo un milione di euro, venga cannibalizzata. Costa? Tutti si sono schierati contro l'abrogazione, è l'unico a chiederla”.

Più duro in proposito il consigliere del Parco Corrado Bernardini: “Costa ha preso la palla al balzo per attaccare ma dobbiamo andare avanti. La sua proposta è ferma da un anno e mezzo all'ordine del giorno del Consiglio Regionale che ormai dovrebbe porsi il problema di affrontare la vicenda visto che si tratta di un progetto di legge depositato. Non possiamo stare con questa spada di Damocle sulla testa, abbiamo il diritto di sapere se c'è un futuro oppure no e se la Regione crede in quello che viene fatto qui. L'indecisione è un elemento di disturbo che crea illegalità, la Regione porti in consiglio la proposta di legge appena possibile. Quello che è successo in quel tratto di fiume è gravissimo – ha concluso – dove sono stati tutti in questi anni? La Magistratura approfondisca”.

(immagine di archivio)

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