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Sei chilometri di ciclabile da Romito al mare, l'idea del Parco

Studio di fattibilità per un progetto di restauro ambientale della sponda destra del Magra e, successivamente per realizzare una pista per pedalatori. L'appello a Regione e privati per i finanziamenti.

AzzeroCO2

Sarzana - Val di Magra - Restaurare la vegetazione della sponda destra dell'ultimo tratto del Magra e farla attraversare da un percorso ciclabile che colleghi Romito al mare. Questo l'ambizioso progetto del Parco di Montemarcello, Magra e Vara, illustrato stamani alla sede dell'ente. Un'idea per la quale Via Paci ha guardato a Mosaico Verde, campagna promossa da AzzeroCO2, società interamente partecipata da Legambiente, con l'intendo di ripristinare ambienti naturali coinvolgendo enti pubblici e aziende che vogliano dar vita a strategie di responsabilità sociale d'impresa. “Quest'ultimo punto – ha sottolineato stamani l'architetto Roberto Nastri - è di particolare rilevanza: le imprese, per lo più grandi gruppi a carattere nazionale, finanziano gli interventi a prescindere da ogni altro interesse che non sia accrescere la propria reputazione nella collettività”. “Poiché il 'caso Magra' presenta una particolare complessità dovuta all'intreccio tra attività private, regime concessorio e rilocalizzazione di attività produttive in contrasto ambientale – ha spiegato il commissario Pietro Tedeschi -, il Parco ha incaricato AzzeroCO2 di effettuare uno studio di fattibilità che consentisse di identificare le aree nelle quali fosse possibile operare a breve termine e di identificare quali fossero gli interventi di restauro vegetazionale più adatti, nel rispetto delle previsioni del Piano del Parco. Lo studio ha portato ad identificare tre grandi aree, particolarmente degradate, nelle quali è necessario intervenire subito, anche a completamento della fase di ricollocazione dei frantoi d'inerti e dei rimessaggi situati a monte della linea di navigabilità. Mi auguro di vedere la partecipazione delle realtà private a questa preziosa iniziativa”.

Le tre aree menzionate da Tedeschi sono: quella al Senato di Lerici attualmente occupata dagli impianti di frantumazione, in buona parte già dismessi; l'area – territorio amegliese - immediatamente a monte del cantiere San Lorenzo, in parte occupata la un rimessaggio in fase di dismissione; l'area del 'Mammellone', anche questa ad Ameglia, attualmente occupata da rimessaggi in via di dismissione e razionalizzazione (e con un'area sotto sequestro). “L'intervento – ha spiegato il direttore Antonio Perfetti - prevede il restauro ambientale delle sponde, l'eliminazione della vegetazione infestante e il favorire la rinascita della vegetazione golenale tipica dei boschi igrofili e delle praterie umide nelle aree di riserva naturale, creando un mix ambientale straordinario con le attività agricole retrostanti, con particolare riferimento a quelle estensive e biologiche. Nel tratto finale del Magra è importante intervenire, è un'area dove sono stati fatti negli anni tanti passi indietro. Ad ogni modo restaurare ambienti naturali e ridarli alla comunità è proprio quel che un'area protetta deve fare. Speriamo davvero di trovare le vie giusto per realizzare il progetto, che siano finanziamenti privati, bandi europei, fondi strategici regionali”. Lo studio di fattibilità dà già un'idea dei costi: 106.200 euro per rimboschimenti e messa a dimora di siepi e filari arborei; 19.800 per la riqualificazione della fascia riparia; 95mila euro per il recupero e la riqualificazione dell'area umida. Tempi? “Se ci fossero tutte le condizioni e le risorse contemporaneamente servirebbero un paio d'anni, ma è più facile immaginare un lavoro a scaglioni”, ha osservato Perfetti.

E il discorso non finisce qui. Lo studio di fattibilità di AzzeroCO2, oltre all'intervento sulla copertura vegetale, indica un percorso ciclabile sulla sponda destra che corre per 6 chilometri, costeggiando il Caprione, andando a collegare al mare il territorio di Arcola, da Romito, attraversando le aree di fresco rimboschite, restaurate e riqualificate. Togliendo tra l'altro tanti pedalatori dalla strada, con ovvi vantaggi in termini di sicurezza. “Un'operazione che consentirebbe di restituire alla collettività uno straordinario patrimonio naturalistico oggi pressoché inaccessibile ed in buona parte 'privatizzato' – ha affermato Tedeschi -, e ancora esercitare un controllo 'sociale' sul territorio fluviale, mitigando il fenomeno degli usi impropri. Sarebbe inoltre un modo per promuovere la mobilità 'attiva' tra la Val di Magra ed il mare, nel quadro della realizzazione di una rete ciclabile che, utilizzando il ramo dismesso della ferrovia Santo Stefano-Sarzana, colleghi Val di Vara e Lunigiana al mare senza interessare la viabilità ordinaria. Come Parco rivolgiamo un appello alle amministrazioni pubbliche locali e alla Regione perché, insieme, trovino le risorse per realizzare un'opera che può consentire di abbattere le emissioni in atmosfera, nel rispetto degli accordi internazionali, andando anche a rispondere a un nuovo bisogno di mobilità messo in risalto dalla pandemia da Covid-19. In particolare il Parco si rivolgerà alla Regione assieme ai Comuni di Ameglia, Arcola (che oggi ha portato un saluto via Skype con l'assessore Romeo, ndr) e Lerici, che sposano il progetto, sia per il restauro ambientale, sia per la ciclabile”. Che, per quanto sia prematuro parlare di costi in modo definito, sarebbe comunque cosa di milioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le tre aree scelte per il restauro ambientale Archivio CdS
Studio fattibilità ciclabile Romito-mare Archivio CdS


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