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Se il motocross inguaia Sigerico

Il tema emerge in consiglio comunale a Santo Stefano: "Non demonizziamo le due ruote, ma c'è un problema da risolvere".

Via Francigena
Se il motocross inguaia Sigerico

Sarzana - Val di Magra - No, la Via Francigena così non va. Questo in estrema sintesi il giudizio espresso l'altro giorno in consiglio comunale dal socialista Zangani in merito al tratto santostefanese del percorso di Sigerico. L'ex assessore ha presentato un paio di interpellanze lamentando, tra le varie cose, lo stato del segmento che congiunge Ponzano superiore con il confine toscano a monte. Un pezzo del quale, ha segnalato Zangani, è impercorribile dal 1945: “Si dice che fu percorso l'ultima volta per portare un partigiano caduto dalle Prade a Santo Stefano. Adesso è invaso da rovi e piante e c'è un tratto franato. Per passare si usa un sentiero ricavato dal Cai, tra i boschi, mentre il tracciato originale consentirebbe una vista panoramica verso la Toscana”. E tra le ferite rilevate dal consigliere del gruppo misto, anche quelle frutto di un passaggio evidentemente non così delicato da parte dei centauri: “Il passaggio di chi fa motocross non porta certo benefici, crea disagio”. Questo in particolare in riferimento a una porzione di Via, immediatamente sopra Ponzano superiore, dove pochi anni fa è stato effettuato un intervento di regimazione delle acque “di cui ora non c'è più traccia”. Zangani ha in conclusione lamentato un “completo abbandono” del sentiero tra il confine con Aulla e Ponzano superiore: “Quest'anno pellegrini ce ne sono pochi, ma i tanti passati gli scorsi anno dicevano che è uno dei tratti peggiori dal Nord Europa a qua”.

Ha replicato l'assessore Alessandro Capetta, che innanzitutto ha invitato il consigliere a considerare la Francigena in ottica complessiva, quindi considerando anche il collegamento garantito dal tracciato basso, cioè la ciclopedonale del Canale lunense (entrata ufficialmente nell'iter sigerichiano) e spiegando che l'amministrazione lavorerà per individuare quali siano i percorsi di versante (“ce ne sono decine") su cui intervenire e che è possibile mantenere con efficacia. L'esponente di giunta ha concordato sul tema del motocross: “Quello dei danni del motocross alla Via Francigena e ai percorsi di crinale è un problema fondato per il quale dovremmo dare risposte, anche se non è semplice. Potremmo toglierci di impiccio e, per quanto possibile, vietare questa attività, ma potrebbe essere un provvedimento che lascia il tempo che trova. È necessario tuttavia difendere il territorio da una frequentazione inappropriata, senza tuttavia demonizzare chi va in moto. Certo, bisogna farlo senza creare danno. L'intervento di regimazione della parte alta di Via degli Scogli (quello menzionato poco prima da Zangani, ndr) ha sicuramente subito i danni dal ripetuto passaggio delle moto da cross. Anche i cittadini ce l'hanno segnalato, mi prendo l'impegno di affrontare la questione”. E sempre a tema Francigena santostefanese, l'assessore ha dato notizia della dilatazione dei tempi per la riqualificazione degli antichi lavatoi, ancora al palo anche per delle verifiche di natura archeologica disposte dalla Soprintendenza.

N.R.

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