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Sarzana, via i "canguri". Al loro posto servizi di pubblica utilità

Le postazioni sono state definitivamente demolite e conferite in discarica. Più spazio in Piazza Don Ricchetti, Piazza Avis, giardini di Porta Romana e Piazza San Giorgio.

Annosa questione
Sarzana, via i "canguri". Al loro posto servizi di pubblica utilità

Sarzana - Val di Magra - La Giunta sarzanese ha approvato la proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Barbara Campi, e ha chiuso definitivamente uno dei capitoli più controversi della gestione rifiuti a Sarzana: quello dei cosiddetti “canguri”, dando mandato agli uffici affinché vengano valutati progetti ad hoc che possano sfruttare quegli spazi per l’erogazione di servizi di pubblica utilità.

Le postazioni infatti sono state definitivamente demolite e conferite in discarica. Gli spazi, occupati negli scorsi anni in piazza Don Ricchetti, piazza Avis, giardini di Porta Romana e piazza San Giorgio - come si legge in delibera - “possono essere dedicati alla installazione di dispositivi per la fornitura di servizi di pubblica utilità, nell'ottica di una Sarzana realmente città plastic free e di promozione di una mobilità alternativa, sempre più indirizzata all'uso di mezzi alternativi ed elettrici”.

Nella delibera di Giunta numero 294 sono ricostruiti tutti i passaggi del progetto per la realizzazione e installazione di 8 isole ecologiche a partire dal lontano 1998 “quando la Giunta comunale di allora, con le delibere 521/98 e 584/98, approvava il sistema di contenitori e macchine auto-compattanti telecontrollate, idonee alla raccolta di molteplici tipologie di rifiuto, da collocarsi nel centro storico della città, e successivamente ne dava esecuzione con apposito bando e contratto di appalto rep. 398 del 2 febbraio 1999, affidandone la fornitura e l’installazione in centro storico all'aggiudicataria Impresa ASWS per il prezzo a base d'asta di 437milioni e 800mila lire (oltre Iva)”.

“Con delibera n.265 del 14/06/1999 la Giunta – continua l’atto licenziato oggi dalla Giunta Ponzanelli - dava l’avvio al progetto sperimentale di gestione della raccolta differenziata della durata di anni 1, ponendo a carico del gestore del servizio anche la fornitura di isole ecologiche auto-compattanti, di stessa tipologia e funzionalità ma collocate fuori terra così da poter essere rimosse al termine della fase di sperimentazione ed in numero sufficiente a garantire la copertura di poco più di un quarto del comprensorio comunale, al costo massimo individuato in 1 miliardo e 200milioni di lire.”

L’atto prosegue con la cronistoria: “Constatato che la fase di sperimentazione della raccolta differenziata si è rivelata ben presto inefficace e che mai le postazioni sono andate in effettivo esercizio a regime e che mai hanno espletato la loro funzione, con conseguente gravo danno per il decoro e l'igiene pubblica, si è reso necessario e urgente rimuovere le strutture ancora esistenti rendendo disponibili alcune aree in città che verranno dedicate alla installazione di dispositivi per la fornitura di servizi di pubblica utilità”.

Ha commentato a riguardo l'assessore ai lavori pubblici, ambiente e decoro Barbara Campi: “Una rimozione anche simbolica di un autentico spreco della pubblica amministrazione e di anni di scelte fallimentari di cui hanno sofferto i sarzanesi. Sono stati rimossi autentici di residui preistorici che per di più erano danneggiati, inservibili e assolutamente inidonei a svolgere la funzione a cui erano originariamente destinati. Otto postazioni costate alla città oltre un miliardo delle vecchie lire, ma l'unica cosa finita nei canguri negli anni non sono stati i rifiuti, ma soltanto i soldi dei sarzanesi. Ora guardiamo finalmente al futuro e a progetti finalmente utili alla cittadinanza e davvero sensibili all'ambiente”.

(foto: repertorio)

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