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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Settembre - ore 21.25

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Poggi-Carducci restano aperte, consiglio non spegne le polemiche

Al termine di una seduta fiume respinte le richieste di chiusura fatte dall'opposizione. L'ingegnere della perizia: "Indice sismico del mio condominio sarebbe inferiore". Cavarra: "Non siamo irresponsabili".

NESSUNA NOVITA'
Poggi-Carducci restano aperte, consiglio non spegne le polemiche

Sarzana - Val di Magra - Molto rumore per nulla, o quasi. Arrivato dopo un mese fitto di comunicati, incontri e considerazioni sui social, il consiglio comunale dedicato alla situazione antisismica delle scuole Poggi-Carducci di Sarzana ha aggiunto pochi nuovi elementi all'infuocato dibattito, alimentato anche dall'aperta campagna elettorale. Né l'attesa, e più volte invocata, audizione dell'ingegnere Pucci che ha redatto la perizia della primavera 2016, né l'intervento del dirigente dei lavori pubblici Mugnaini, hanno infatti fugato perplessità e preoccupazioni dei tanti genitori che hanno riempito la sala consiliare di piazza Matteotti (la più capiente sala della Repubblica chiesta da Chiappini avrebbe evitato problemi di affollamento). In molti hanno assistito alla seduta fino alle 2 inoltrate, quando con otto voti a favore e sei contrari sono state respinti i tre ordini del giorno presentati dall'opposizione, e con numeri invertiti è stato approvato quello della maggioranza contenente le linee già indicate in precedenza dal sindaco Cavarra e supportato anche dai pareri richiesti all'avvocato Riccardo Birga e all'ingegner Paolo Spinelli.

L'obiettivo dell'Amministrazione – d'accordo con i tecnici - resta infatti quello di passare dall'attuale indice di vulnerabilità sismica 0,1 allo 0,6 identificato di recente come limite minimo per il miglioramento sismico delle scuole. Un passaggio che ha come punto di partenza l'alleggerimento del terzo piano con lo spostamento altrove dei ragazzi che oggi lo frequentano e che presuppone una forte assunzione di responsabilità da parte del sindaco Cavarra che ha più volte ribadito di non voler chiudere l'istituto per non creare disagi alle famiglie e perché la normativa non prevede lo stop forzato anche per un indice così basso. Di contro dai banchi dell'opposizione sono state reiterate le accuse di aver tenuta nascosta la perizia per troppo tempo e soprattutto di continuare a mettere a repentaglio l'incolumità di alunni, docenti e personale scolastico in caso di eventi sismici. Più volte criticata inoltre – anche dal pubblico presente - la tesi difensiva della maggioranza secondo cui la maggior parte delle scuole italiane non sarebbero a norma.

Ad aumentare il clima di incertezza di un consiglio che in sei ore ha partorito pochissime proposte alternative sul possibile ricollocamento delle classi, ha contribuito anche la risposta dello stesso ingegner Pucci il quale a precisa domanda: “Lei chiuderebbe o no le Poggi-Carducci?” ha replicato “Se facessi una perizia del condominio in cui abito forse l'indice di vulnerabilità risulterebbe inferiore o simile a quella della scuola. Non è una risposta che posso dare io perché se vanno fuori dalla Poggi-Carducci allora dovrei andare fuori di casa anch'io”.
Aprendo la serata l'ingegnere, che già in precedenza aveva effettuato una perizia, ha ripercorso le procedure che hanno portato allo studio, evidenziando come tutto sia stato “eseguito in conformità con le normative vigenti” con indagini diagnostiche conoscitive, carotaggi e prelievi applicando le verifiche nelle condizioni più severe. “Delle tre ipotesi possibili – ha spiegato – abbiamo perseguito quella che prevede la ridefinizione architettonica togliendo un piano a tutti e due i fabbricati per poi demolire e ricostruire la palestra spostando lì le aule”.
“Il problema è stato affrontato in maniera decisa – ha puntualizzato Mugnaini – il miglioramento sismico non ha riguardato solo le Poggi-Carducci ma anche tutti gli altri plessi. In questo caso la soluzione prescelta per affrontare e risolvere la cosa era l'avvio di una ristrutturazione e ricomposizione volumetrica e la pianificazione del programma per l'utilizzo sicuro in breve tempo. Abbiamo inoltre valutato l'ipotesi di usare l'edificio della Sabbadini, qualora venga dismessa, e lo sgombero immediato del terzo piano per alleggerire la struttura e avere più tempo per programmare”.

Relazioni che hanno dato il via agli interventi dei consiglieri indirizzati secondo le già citate posizioni rispetto al da farsi. “Non siamo interessati alla campagna elettorale ma alla sicurezza – ha detto Mione - non possiamo nascondere la polvere sotto il tappeto. Lei – si è rivolto a Cavarra – fa rischiare la vita ai figli degli altri lasciandoli in quella scuola, devono prevalere buonsenso e prudenza. Chiudiamo le scuole e pensiamo alla sicurezza dei giovani e poi agli edifici. Speriamo che Dio ve la mandi buona”. “Bisogna evacuare prudenzialmente le Poggi-Carducci – è stata l'opinione di Chiappini che per primo aveva posti il problema a novembre – chiediamo la revisione della perizia anche da parte di altri esperti e si valuti se sia più consono ristrutturare questa o quella del XXI Luglio”.
“Dopo quasi due anni di silenzio mi aspettavo un atteggiamento diverso dalla maggioranza – ha evidenziato Pittiglio - sono preoccupatissima e non voglio avere nessuno sulla coscienza. Mi chiedo con quale criterio sia scelto inoltre di portare al piano più alto i bimbi più piccoli”.
Zanetti ha invece ricordato i fatti di San Giuliano di Puglia e aggiunto: “Non ho dubbi che qui tutti abbiano a cuore la sicurezza ma in questa legislatura si è data troppa enfasi alle cose fatte e poco trasparenza alle altre. Se negli ultimi vent'anni ci fosse stata una vera progettazione oggi avremmo realizzato qualcosa”. Infine Rampi: “Siamo al più alto grado di insicurezza sismica, qui nessuno vuole trascurare la sicurezza altrui ma mentre aspettiamo la cronologia dei lavori è meglio evacuare la scuola. Meglio soluzioni drastiche che tragedie”.

Più rassicuranti invece i pareri espressi dai capigruppo di maggioranza che hanno difeso l'operato del sindaco. “Questo è un tema di grande responsabilità e impatto emotivo – è stato il parere di Antola - non sono in gioco interessi elettorali o politici. Con questa amministrazione sono partite verifiche e approfondimenti e nulla è mai stato tenuto nascosto”. Per Frassini “l'argomento meriterebbe massima condivisione, non superficialità da campagna elettorale. Le Poggi-Carducci hanno conformità statica, giunta prosegua nel percorso intrapreso. L'unico “piano b” realistico prevede l'utilizzo di moduli da posizionare nel luogo più indicato”. “Non c'è aspetto che in questi anni sia stato approfondito più della sicurezza scolastica – ha detto Torre - e l'intervento alla Lalli lo testimonia”.
Infine il sindaco Cavarra, protagonista anche di un furioso scambio di battute con Pittiglio (seguito da quello finale fra Chiappini e Baudone): “Tenendo fede alla norma vigente ho cercato di seguire un percorso per andare incontro alla sicurezza di tutto il personale scolastico e degli alunni, alle esigenze delle famiglie e al miglioramento delle scuola. Questo senza chiudere lasciando senza un'alternativa 700 bambini. Con l'indice 0,1 non è prevista la chiusura, abbiamo chiesto pareri aggiuntivi ad esperti che avvallano la nostra scelte e nei giorni scorsi abbiamo partecipato al bando per il finanziamento. Non siamo degli irresponsabili”.
Al netto delle perplessità che i genitori presenti hanno riportato a casa e in attesa degli interventi al terzo piano, non resta dunque che attendere le decisioni delle famiglie che potrebbero presentare un esposto in Procura, e dei consiglieri che hanno invocato l'intervento del Prefetto.

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