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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Marzo - ore 19.37

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Piazza Martiri, slitta l'incontro fra sindaco e cittadini

I ricorrenti al Tar: "Accettiamo, ma non questa settimana". Intanto il Comitato Sarzana, che botta! attacca: "Consiglio dribbla la petizione, partecipazione umiliata".

Giovedì argomento in consiglio comunale
Piazza Martiri, slitta l'incontro fra sindaco e cittadini

Sarzana - Val di Magra - “Dopo l’invito pubblico del Sindaco, prontamente pubblicato sul sito del Comune, ad un confronto immediato con i cittadini che hanno presentato ricorso al Tar per vedere chiarita la questione sulla presunta illegittimità di alcuni aspetti del progetto presentato dall’impresa ed approvato dalla precedente amministrazione, i ricorrenti rispondono accettando pubblicamente l’incontro al fine di ascoltare ed eventualmente discutere le proposte che il Sindaco avanzerà rispetto alla “complessa e gravosa” situazione che si è venuta a creare in merito al progetto di Piazza Martiri”. Così i residenti di piazza Martiri che da qualche settimana si sono uniti per protestare contro la costruzione del nuovo palazzo e le modalità di lavoro nel cantiere, avviando anche il ricorso al Tribunale amministrativo. “Pur riconoscendo l’urgenza, già ampiamente sollecitata dai cittadini da alcuni mesi a questa parte di trattare la tematica - aggiungono - e pur condividendo il percorso di condivisione e collaborazione auspicato dal Sindaco, la data dell’incontro slitterà a causa dello scarso preavviso dato da Ponzanelli nel proporre l’incontro per la settimana in corso ai ricorrenti ed agli avvocati dei ricorrenti. I cittadini, nell’interesse principale di trattare la tematica con la dovuta serietà, che la fretta non garantirebbe, auspicano di individuare di comune accordo con il Sindaco una data per calendarizzare l’incontro suddetto quanto prima, visto il procedere a ritmo serrato dei lavori nella Piazza”.

Intanto, in attesa dell'incontro fra le parti, dopodomani si terrà l'atteso consiglio comunale che ha all'ordine del giorno due mozioni urgenti riguardanti il cantiere. Una firmata dal Gruppo Lega-Salvini con la richiesta di chiarimenti sulle fasce orarie e giorni lavorativi degli operai, la seconda presentata da Sarzana Popolare riguardante la “verifica del progetto Laurina”. In merito a quest'ultima, alle decisioni del sindaco e alla recente e burrascosa seduta della commissione ambiente e territorio, è intervenuto ieri anche il Comitato Sarzana, che botta!.

“La petizione del Comitato – ha scritto Carlo Ruocco sul sito - che elencava tutte le violazioni di legge consumate nel progetto di piazza Martiri, attende dall’12 dicembre scorso di essere discussa in Consiglio. Lo Statuto comunale recita:“Gli organi competenti provvedono a deliberare nel merito entro 60 giorni”. A oggi sono state “colpevolmente” ignorate anche le oltre cinquecento firme di cittadini a sostegno della petizione condivisa da Libera La Spezia, Quarto Piano, L’égalité, Comitato Difesa del Territorio, Legambiente Val di Magra, Sarzana in movimento, protocollate il 5 gennaio scorso. Il presidente del Consiglio comunale Carlo Rampi afferma che il consiglio non può “deliberare nel merito” perché le petizioni non contengono indicazioni di deliberazione. A questa lettura restrittiva dello Statuto si sono associati i consiglieri di opposizione Federica Giorgi (5 Stelle), Damiano Lorenzini(PD) e Paolo Mione. Maggioranza e opposizione hanno convenuto che il consiglio discuterà, ma non voterà. Cioè il massimo organo democratico cittadino non dirà nulla sulla richiesta contenuta nella petizione di fermare lo scempio urbanistico e di legalità che si sta consumando in piazza Martiri”.
Ruocco prosegue: “Fanno finta, tutti, di ignorare che la petizione contiene proposte. Una addirittura molto pratica, che non ha bisogno di una “eccellenza” di diritto amministrativo per essere valutata: l’utilizzo dei parcheggi pubblici interrati sotto i palazzi Biava ed ex caserma dei Carabinieri di via Lucri. Dovrebbero essere una sessantina. Forse più. Una manna per una zona così congestionata. Piacerebbe ai commercianti della piazza e del centro. Argomento tabù.
Il Consiglio potrebbe deliberare accogliendo le argomentazioni, facendo proprio l’appello e impegnando sindaco e giunta oppure respingendo l’appello e le proposte, motivando sull’insussistenza delle argomentazioni. Oppure si vuole affermare che una petizione popolare deve avere anche una corretta forma giuridica? I cittadini per presentare petizioni, istanze, proposte di deliberazione devono ricorrere alla consulenza di segretari comunali? E’ questo il cambiamento che la nuova amministrazione intendeva portare alla voce partecipazione?
La verità è che non votare, in fondo, sta bene a tutti. Alla maggioranza attuale che da mesi strilla contro l’obbrobrio, l’osceno di piazza Martiri, ma che ha consentito fino a due settimane fa all’impresa di lavorare di sabato pomeriggio e domenica mattina in violazione del regolamento comunale sulle attività dei cantieri. Non votare sta bene alla vecchia maggioranza, “a quelli di prima” come spregiativamente vengono chiamati i PD. Incomprensibile il silenzio della consigliera 5 Stelle dall’esplosione dello scandalo".

"Inoltre non si sa quando la petizione verrà discussa. Rampi ha detto che i sessanta giorni partono dal 7 gennaio, quando è stata presentata un’integrazione che denunciava un’altra violazione: la distanza tra i palazzi inferiore ai dieci metri Piazza Martiri Integrazione Petizione del 11.12.2018. Dimentica che il 5 gennaio era stata depositata al protocollo la petizione popolare sottoscritta da 528 cittadini , che per intuibili ragioni riassume i punti della questione. A voler essere azzeccagarbugli il termine da Statuto scade il 6 marzo. Ma il presidente Rampi replica che, non essendo previste sanzioni, il termine non è perentorio. In soccorso, per dilatare i tempi, è intervenuto il consigliere Mione, un esperto nel vanificare gli scarsi strumenti di partecipazione popolare esistenti nello Statuto: quando era presidente del Consiglio comunale in quota PD non ha mai, dicasi mai, portato una petizione o istanza in consiglio. Ora, novello “soccorso rosso” della maggioranza di centrodestra, ha chiesto e ottenuto un’istruttoria tecnica da parte degli uffici. Non un parere dell’avvocato civico, ma dell’ufficio tecnico”.
“Sarà votata nel consiglio comunale di giovedì 28 febbraio – conclude Ruocco per il comitato - la mozione di Sarzana Popolare, gruppo politico di maggioranza di cui abbiamo apprezzato finora coraggio e coerenza. La circostanza non sana lo sfregio alla partecipazione diretta dei cittadini, che si sono impegnati in questi mesi con passione e fatica per portare un contributo di analisi e proposte. Anzi l’aggrava. Sarzana Popolare ha un peso di quattro consiglieri: non si possono permettere di “scansarla””.

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