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Piano della nautica alla foce del Magra, c'è il primo step operativo

Il Parco di Montemarcello Magra Vara e i Comuni di Sarzana, Ameglia e Lerici hanno sottoscritto l'accordo per lo spostamento di undici darsene nella zona sopra la linea di navigabilità.

Piano della nautica alla foce del Magra, c'è il primo step operativo

Sarzana - Val di Magra - C'è un primo documento per addivenire all'agognato piano della nautica alla foce del Magra. Oggi è stato infatti raggiunto l'accordo tra il Parco di Montemarcello Magra Vara e le amministrazioni comunali di Sarzana, Ameglia e Lerici. Si tratta di un primo strumento operativo che tenterà di mettere in regola la situazione delle darsene e rimessaggi lungo l’asse del fiume. Un'intesa siglata dal presidente del Parco Pietro Tedeschi, dal direttore Antonio Perfetti, dall’architetto Alessandro Canepa, dal sindaco di Ameglia, Andrea De Ranieri, e da Barbara Campi e Claudia Gianstefani in rappresentanza delle amministrazioni di Sarzana e Lerici. Presente anche Raffaella Fontana, consigliere del Parco.

Il documento individua tempistiche, controlli e aree per permettere agli operatori di spostarsi e a quelli già presenti di adeguarsi alle normative. Ci sono due anni per portare a compimento l’operazione, ed entro trenta giorni le aziende dovranno presentare al Suap dei rispettivi Comuni lo studio di fattibilità. Poi sarà il momento delle conferenze di servizi.
Ogni sei mesi gli enti dovranno controllare lo stato di avanzamento dei lavori.

Sono 35 le darsene interessate dal riordino: undici quelle che devono trasferirsi dalla zona sopra la linea di navigabilità all’area sottostante dove insistono 24 aziende che a loro volta hanno dovranno svolgere l’adeguamento strutturale delle attività per garantire servizi, innovazione e rispetto dell’ambiente. Durante i confronti tra le parti degli ultimi mesi i Comuni hanno stabilito la necessità di reperire spazi nelle proprie competenze, dall’area del Mammellone a quelle sequestrate nello scorso febbraio alle aziende ritenute completamente fuori norma. Il percorso sarà complesso perché sono necessari investimenti economici da parte delle aziende che devono spostarsi ma anche da parte di chi dovrà investire sull’esistente.

Un altro aspetto messo nel mirino dal Parco è l’obbligo, per quanto riguarda le aziende che passeranno al di sotto della linea di navigabilità, alla riambientalizzazione che consiste nella bonifica indispensabile per rilasciare gli spazi al pubblico utilizzo e perché dovranno essere realizzati pontili galleggianti che non occupino le sponde del fiume.

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