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Piano della nautica, Parco e associazioni di categoria scrivono alla Regione

Tedeschi, Maggiani e Figoli agli assessori: "Riqualificazione ambientale delle aree è improrogabile. Serve un incontro in questo mese".

Piano della nautica, Parco e associazioni di categoria scrivono alla Regione

Sarzana - Val di Magra - Il Parco di Montemarcello e le associazioni di categoria CNA e Confartigianato tornano a sollecitare la Regione sul piano della nautica e la gestione del fiume Magra. Lo fanno con una lettera congiunta che i rispettivi presidenti – Pietro Tedeschi, Federica Maggiani e Paolo Figoli – hanno inviato agli assessori competenti Mai, Giampedrone e Benveduti.
“In questi giorni – scrivono – l'ente Parco, assieme ai comuni di Ameglia, Lerici e Sarzana, ha preso l'importante decisione di rigenerare un periodo transitorio del piano della nautica di 24 mesi regolamentando tempi, modalità e attuando opportuni snellimenti burocratici. Questa decisione – sottolineano – dà la possibilità a tutte le aziende che esercitano regolarmente l'attività produttive legate alla nautica da diporto nel tratto terminale del Magra, di completare gli adempimenti ambientali previsti dal piano stesso”.

“In questo lungo e faticoso processo avviato nel 2008, oggi l'Ente Parco e le associazioni professionali CNA e Confartigianato del territorio spezzino, hanno individuato la necessità di avviare un confronto con la Regione per condividere una strategia per giungere ad una forma più evoluta di responsabilità ambientale che coinvolga tutti gli operatori: istituzionali ed economici. Si ritiene infatti che questa sia la via maestra per una piena condivisione e contribuzione attiva alla gestione ambientale del territorio dove insistono tali aziende e dove questi attori devono oggi pertanto, dopo periodi alterni di conflittualità, inerzia, eventi alluvionali, crisi economica, condividere obiettivi gestionali di fondo, di qualità ambientale ed agire quindi di conseguenza”.

“D'altra parte – osservano ancora – a fronte di un significativo impegno delle imprese nel riqualificare le sponde fluviali e le aree a terra da esse utilizzate è improrogabile una riqualificazione ambientale delle aree contermini interne e delle sponde fluviali non utilizzate dalla nautica, che non può essere affidata alle imprese, ma può essere realizzata esclusivamente dall'Ente Parco, in collaborazione con i comuni interessati e con l'indispensabile aiuto della Regione. Riqualificazione ambientale prevista dal piano del parco vigente – concludono – sia per la conservazione degli ecosistemi che per lo sviluppo sostenibile di un turismo al passo con i tempi. Per questi motivi siamo a richiedere un incontro nel mese di settembre, al fine di condividere una strategia comune e delineare eventuali strumenti di politiche attive che possano dare impulso e sostanza a questi intendimenti”.

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