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Piano antenne, Sarzana che botta! scrive al consiglio comunale

Piano antenne, Sarzana che botta! scrive al consiglio comunale

Sarzana - Val di Magra - "Signore consigliere, signori consiglieri, venerdì 26 sarete chiamati ad approvare una risposta del capo ufficio tecnico Stefano Mugnaini alla nostra petizione del 27 novembre 2017, che invitava il Consiglio a valutare se allo stato attuale il Piano Antenne tutela la salute pubblica secondo il principio di precauzione, raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e richiamato dalla legge quadro 36/2001". Inizia così la lettera del Comitato Sarzana, che botta! indirizzata al consiglio comunale di Sarzana chiamato a riunirsi domani.
"La nostra petizione - scrive la presidentessa Roberta Mosti - partiva dalla relazione della scienziata Fiorella Belpoggi, tenuta il 17 novembre alla sala della Repubblica, che ha richiamato gli allarmi del mondo scientifico per le conseguenze sulla salute, soprattutto dei più giovani, delle onde elettromagnetiche. Quando ad aprile avete adottato il Piano potevate non sapere (lo ignoravamo anche noi) che gli scienziati dal 2015 classificano le onde elettromagnetiche come probabili cancerogeni (livello più grave del “possibili cancerogeni”). Oggi le informazioni ci sono. Ebbene la relazione Mugnaini a noi pare che non ne tenga conto. Non risponde a due domande fondamentali: in quale modo il Piano Antenne - nella formulazione attuale - tutela la salute pubblica e in quale modo tale Piano traduce tecnicamente i principi fondamentali indicati nell’articolo 1 della legge quadro nazionale 36/2001? Vi scongiuriamo: almeno leggete l’articolo 1 e l’articolo 8 comma 6 della legge quadro.
Minimizzare i livelli di esposizione. Mugnaini scrive che “i contenuti del Piano non possono dipendere dalle misurazioni”. E da cosa dipendono allora? Solo dai desiderata dei gestori? Mugnaini scrive che Arpal effettua monitoraggi periodici. Questo è vero per la provincia di Savona dove nel 2015 Arpal ha effettuato ben 1250 misurazioni contro i 45 (quarantacinque) della Provincia della Spezia (fonte Regione). E guardate che si tratta anche di simulazioni prima dell’installazione degli impianti, quindi una tutela preventiva della salute.
Credete che le 45 di Spezia siano state effettuate tutte a Sarzana e che la Società Ambiente le abbia colpevolmente omesse, riportando solo due rilevamenti del 2014? Arpal non ha effettuato neppure le misurazioni annuali dell’impianto di via Landinelli, obbligatorie in base alla legge regionale del 1999 bellamente ignorata. Mugnaini tace sulla grave omissione".

"Il dirigente sorvola anche sulle lagnanze di Arpal per non essere stata informata e non aver potuto partecipare alle misurazioni di collaudo del potenziamento degli impianti esistenti, importanti per stabilire il livello del possibile inquinamento massimo futuro.
Per quanto riguarda la VAS non siamo così ignoranti in materia da non sapere che è una procedura che non compete alla giunta o al consiglio comunale. Siamo invece convinti che competa agli organi politici (giunta e consiglio comunale) indirizzare gli organi tecnici al rispetto di quanto prevede la legge nazionale sulla VAS. Sono da sottoporre a VAS i Piani che interessano tutto il territorio comunale, che prevedono installazioni che producono un effetto cumulativo di più fonti inquinanti (elettrosmog, inquinamento da traffico e rumori in più quartieri), possibili effetti su comuni confinanti, effetti su aree e paesaggi vincolati anche di interesse comunitario (SIC di Marinella).
Sui tempi e sui costi. La VAS secondo Mugnaini appesantirebbe tempi e costi. Scusate, ma questa affermazione suona come uno sberleffo. Questo consiglio comunale ha votato quattro mesi fa un ordine del giorno per chiedere nuove misurazioni ad Arpal. Dopo quattro mesi non c’è ancora uno straccio di convenzione con Arpal. Non solo. Dall’aprile dello scorso anno si sa che in base alla legge regionale il Comune si deve dotare di un ufficio VAS indipendente dalla ripartizione Territorio, cioè da Mugnaini. Non se ne vede traccia. Purtroppo qualche saccente parla di screening di VAS già avviato, ignorando che ciò che è stato eventualmente fatto, è carta straccia proprio in assenza di un autonomo Ufficio VAS comunale".

"Apprendiamo da Mugnaini che si sta interessando il Parco Magra. Ma come è possibile che un Ente, chiamato a formulare pareri sul Piano, possa essere un “soggetto terzo” nella procedura di VAS? Si sta perdendo tempo. Sui costi ci sia consentita una battuta: se è irrilevante che il Regolamento, cuore del Piano, sia stato copiato quasi totalmente da Spezia, perché il Piano non lo hanno redatto gli uffici comunali? Forse non sanno fare il “copia e incolla”? Avremmo risparmiato dodici mila euro".

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