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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Settembre - ore 20.02

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Non solo Covid e lavori, al liceo Parentucelli c'è il problema rotazioni

La riduzione degli spazi e l'aumento delle classi spostate dalle Poggi-Carducci apre altro fronte. Cardinale: "Da Provincia e Comune né risposte o soluzioni", Pizzuto: "Non si è cercata alternativa". Da lunedì a scuola solo prime e quinte.

inizio anno complicato a sarzana

Sarzana - Val di Magra - Lunedì 14 settembre l'anno scolastico del Parentucelli-Arzleà di Sarzana si aprirà con le inevitabili perplessità dei genitori sulle modalità di frequenza della scuola dei propri figli, e le oggettive difficoltà di un istituto che dovrà fare i conti con i lavori di adeguamento sismico e le misure di contenimento del Covid-19. Una situazione che questa mattina è stata affrontata nell'incontro che la dirigenza scolastica ha tenuto con un nutrito gruppo di genitori in rappresentanze delle classi che ospiteranno 1.350 alunni.
Come spiegato in apertura dal preside Generoso Cardinale, l'anno inizierà in presenza solamente per le classi prime e le quinte mentre, le altre per due settimane seguiranno le lezioni a distanza. Questo in attesa della consegna delle prime aule dalle cinque ditte che stanno lavorando in contemporanea e dell'arrivo del nuovo “organico Covid” che sarà integrato con il personale docenti. Già approvata invece l'aggiunta al regolamento anticovid dell'istituto che prevede ulteriori risposte alle esigenze di spostamenti fra i vari piani, la fruizione dei distributori di cibi e bevande, gli incontri fra docenti e genitori (che saranno in videoconferenza) oltre alla tracciabilità di chiunque accederà alla scuola.

Ma dall'incontro odierno sono emerse anche altre problematiche sollevate da entrambe le parti. “Non abbiamo da gestire solo l'emergenza Covid e i lavori di ristrutturazione – ha affermato Cardinale – ma anche i problemi di spazio relativi alle sei aule occupate dalla scuola primaria e che quindi non possiamo utilizzare. L'anno scorso erano cinque e ad agosto ci è stato comunicato che sarebbero diventate sei nonostante fin dall'inizio dello scorso anno scolastico avessimo fatto presente il problema alla Provincia e al Comune di Sarzana. Avevamo chiesto di trovare una diversa collocazione visto che era stato dato il benestare per un solo anno scolastico ma le aule non sono più tornate nella nostra disponibilità. Non abbiamo avuto né risposte né soluzioni. Dopo incontri, scontri e prese di posizione non siamo arrivati alla collaborazione sperata e ci siamo messi personalmente alla ricerca di spazi”.

“Quella dello spostamento delle classi dalle Poggi-Carducci sembrava essere una soluzione temporanea – ha osservato Andrea Pizzuto, presidente del consiglio d'istituto e consigliere comunale di maggioranza – ma un'alternativa non è stata cercata. La presenza delle elementari qui ci limita molto e se avessimo avuto disponibilità di quelle aule sarebbe stato meglio. Ci siamo spesi personalmente – ha puntualizzato – per cercare locali idonei per le elementari, abbiamo verificato la situazione dell'ex tribunale ma ci è stato detto che non era utilizzabile perché occupato da altre attività. Personalmente ho chiesto la disponibilità a Don Piero per i locali della Pro Sarzana, mi ha detto che erano occupati ma guarda caso ora verranno spostate lì tre classi delle medie. Abbiamo fatto il possibile e con un po' di buona volontà si sarebbe potuta trovare una soluzione”.

Questo quadro determinerà quindi l'esigenza di effettuare delle “rotazioni” per una quarantina di alunni di quindici classi su 62 (cinque dello scientifico e dieci del tecnico professionale) poiché più numerose rispetto alle altre. “Le aule standard – ha spiegato il vicepreside Paolo Mazzoli – possono ospitare al massimo 24 studenti più il docente. Quelle che eccedono numericamente hanno avuto aule più grandi ma non è stato possibile farlo per tutte quindi abbiamo pensato alla rotazione”. Gli alunni interessati (ad eccezione di portatori di handicap e dsa) per una settimana seguiranno quindi le lezioni della propria classe in videoconferenza da tre laboratori attrezzati, seguiti dai docenti dell'organico Covid, e potranno tornare in classe se ci saranno assenze e quindi si libereranno banchi. Questo almeno fino al 28 di febbraio, data indicata per la fine lavori dal nuovo cronoprogramma che è slittato di qualche mese.

Per quanto inevitabile secondo la dirigenza scolastica, la soluzione della rotazione non è stata comprensibilmente accolta di buon grado dai genitori presenti, che non hanno nascosto le proprie perplessità sollecitando una presa di posizione dell'istituto nei confronti di Provincia e Comune affinché si risolva il problema delle classi. In tal senso da Pizzuto è arrivato l'invito ai genitori a stilare un documento da inviare agli enti interessati per chiedere un incontro ed ottenere risposte, mentre il preside ha ricordato: “Da ottobre 2019 ho fatto richieste e le ho ribadite nel tempo ma le risposte le abbiamo sotto gli occhi, interpellati da me anche i sindaci della vallata si erano detti disponibili per interventi economici per le strutture individuate ma questa ipotesi non è stata presa in considerazione. Nelle varie sedi ho avuto scontri con sindaco e presidente della Provincia e continuerò a spendermi per avere spazi adeguati, lavoreremo per avere tutti gli alunni in presenza ad ogni costo. La necessità di ospitare le elementari ci ha anche privati degli spazi al piano terra per chi ha disabilità motorie, siamo riusciti ad ovviare al problema solo grazie ai finanziamenti post emergenza Covid. Per quanto riguarda i cantieri – ha precisato – saranno isolati e non interferiranno con l'attività scolastica”.
Il preside ha inoltre rassicurato i presenti sulla gestione dell'ingresso e dell'uscita dall'istituto con percorsi che eviteranno assembramenti, mentre ha confermato che le mascherine potranno essere tolte solo quando gli alunni si troveranno al proprio banco. Le assenze scolastiche per malattia non verranno invece considerate tali se i ragazzi potranno seguire la lezione da casa.

Più difficile invece la risoluzione del problema sollevato da un genitore in merito alla presenza di possibili sintomi influenzali, indipendenti dal Covid e le relative norme di comportamento. “I ragazzi durante il giorno non possono stare chiusi in casa – ha detto – è normale che possano prendere un raffreddore o un po' di mal di gola ma è impensabile che si debba fare ogni volta il sierologico per tutta la famiglia”. “Noi non siamo medici e il problema non è di nostra competenza – ha replicato il preside – sarà la famiglia a dover valutare tramite anche la consulenza del proprio dottore. Se l'alunno a scuola manifesterà sintomi chiari e avrà febbre superiore a 37,5 sarà spostato in un'aula preposta e la famiglia avrà l'obbligo di venire a prenderlo”.

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I lavori all'ingresso del liceo Benedetto Marchese
L'incontro al Parentucelli Arzelà Benedetto Marchese


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