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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Aprile - ore 16.29

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Neurodiversità, ad Ameglia sbarcano gli “Antropologi su Marte”

Il 15 e il 16 giugno in Val di Magra si terranno due giornata dedicate alle neurodiversità. CDS fa quattro chiacchiere con gli organizzatori.

abbattere i pregiudizi
Neurodiversità, ad Ameglia sbarcano gli “Antropologi su Marte”

Sarzana - Val di Magra - Neurodiversità queste sconosciute. Tanti pregiudizi e nessun mistero, di fatto però poco si conosce di questo aspetto che nel mondo interessa milioni di persone. Ad Ameglia quest'estate, precisamente il 15 e il 16 giugno, si cercheranno di abbattere i muri e di conoscere meglio la neurodiversità.
Nasce con questo intento “Antropologi su Marte” organizzato da quattro persone che hanno scoperto in età adulta di avere una neurodiversità.
Il biocomitato organizzatore è composto da quattro persone, una di loro è spezzina. CDS li ha contattati per raccontare come si svolgeranno le giornate per le quali sono ancora aperte le iscrizioni.

Quattro chiacchiere con gli organizzatori.

Giordano Kalan è nato a Carrara l'11 dicembre del 1978, ma vive alla Spezia per tutta la sua infanzia con i nonni materni, per poi trasferirsi a Bocca di Magra, nel comune di Ameglia; la sua infanzia risente di numerosi problemi familiari, a causa dei quali vengono a mancare le figure genitoriali. La sua natura introversa lo porta a rifugiarsi nella lettura, da cui sviluppa una precoce passione per la scienza e la letteratura di evasione.
Frequenta il liceo scientifico alla Spezia, dove la sua chiusura emotiva lo destina ad essere regolare vittima di bullismo da parte dei suoi coetanei. Si iscrive alla facoltà di Chimica Organica all'Università di Pisa, ma come spesso accade agli studenti nello spettro autistico non riesce ad adattarsi alle esigenze della vita universitaria, e perde rapidamente la motivazione. Abbandonati gli studi, prova con esiti alterni ad inserirsi nel mondo del lavoro. Dopo alcuni saltuari impieghi part-time, apre un suo negozio di informatica, che però dovrà chiudere dopo solo un anno a causa della feroce competizione delle grandi catene di distribuzione.
Nel frattempo cerca di integrare la sua formazione: consegue il diploma di lingua inglese del Trinity College, sviluppa i suoi interessi nella modellazione 3D, frequenta un corso sulle energie rinnovabili. Il suo senso civico lo porta ad andare contro la sua indole ed impegnarsi in politica, partecipando alle elezioni comunali ad Ameglia nel 2014 e rimanendo successivamente coinvolto come attivista negli anni successivi.

Si imbatte nella Sindrome di Asperger per puro caso, sentendola nominare in un telefilm; la sommaria descrizione che ne ricava accende una sensazione di riconoscimento, ma solo a distanza di molti anni, alla fine del 2016, fa il suo primo Aspie Test. Il risultato è un fulmine a ciel sereno che lo porta a tuffarsi a fondo nei meandri dell'"ambiente" Asperger su Internet. In attesa di avere una diagnosi ufficiale, collabora con quella che considera "la sua gente" per diffondere una informazione accurata e razionale sullo spettro autistico. In tempi recenti ha contribuito come socio fondatore alla costituzione della Cooperativa di Comunità "Terre del Magra", con la quale sta assistendo all'organizzazione del BarCamp "Antropologi su Marte".


Roberto Mastropasqua è nato a Milano nel 1965 ha sempre mostrato molta curiosità ed interesse per il sapere. “Sono stato il classico bambino che fa un sacco di domande - racconta di sè -, smonta oggetti per vedere come funzionano e si appassiona al sapere. Disegnatore di talento e con un interesse spiccato per tutto ciò che è stampato, le mie letture di gioventù spaziavano da “Dalla parte delle bambine” a “La relatività ristretta” di Einstein.
Dopo aver frequentato le scuole superiori, indirizzo telecomunicazioni, entro nel mondo del lavoro con fortune alterne che mi hanno portato comunque a ricoprire ruoli di rilievo grazie alla mia propensione alla logica e all’organizzazione ed al pallino per la perfezione (tutto deve funzionare e funzionare bene)”.
“Nella mia vita di relazione, in senso più ampio, ho sempre incontrato difficoltà e la sensazione di appartenere ad una razza aliena - spiega - mi ha accompagnato per tutta l’adolescenza. Preferisco la solitudine alla compagnia laddove serva solo a fare chiacchiere vuote. Il mio incontro con la Sindrome di Asperger è stato fortuito e, ovviamente, attraverso la lettura di un articolo di giornale dove una donna Asperger si raccontava. La sensazione di riconoscersi pienamente in quella descrizione è stata talmente forte da spingermi ad approfondire sia in termini di conoscenza dell’argomento sia attraverso la diagnosi e quindi la conoscenza di me”.

"La diagnosi, arrivata a 51 anni - conclude -, mi ha aperto un mondo e dato la possibilità di comprendere e comprendermi di più. Assieme alla diagnosi ho scoperto di avere una plusdotazione cognitiva che mi ha permesso di diventare socio dell'Associazione Mensa Italia".

Valeria Chiara Lanari è nata a Milano nel 1991 e cresciuta nel savonese, studio medicina all'Università degli Studi di Milano, con l'obiettivo di diventare neurochirurga.
Oltre alla medicina, sono da sempre appassionata di pallacanestro e matematica; mi piacerebbe approfondire quest'ultima a livello universitario, una volta completato l'attuale percorso di studi. Più recente è l'interesse verso la psicologia, la plusdotazione e il quoziente intellettivo, e sono membro di alcune high IQ society, tra cui il Mensa.
La scoperta dei disturbi dello spettro autistico ha rappresentato un grande cambiamento nella mia vita, permettendo di rispondere alle domande che mi sono sempre posta su me stessa, generando consapevolezza e portandomi ad intraprendere un percorso di crescita personale.
La sindrome di Asperger e le neurodiversità nel loro complesso stanno incontrando un interesse sempre maggiore, ma ritengo necessaria una più ampia diffusione e sensibilizzazione: per questo motivo ho accolto con entusiasmo la proposta del barcamp, perché ritengo sia uno strumento eccezionale per approfondire tutto ciò che riguarda la neurodiversità.

Francesca “Ty” Mela nasce a Firenze 44 anni fa, da una famiglia colta e benestante, con il culto dei libri. Si appassiona da subito alla lettura e alla storia, il tempo preferito è quello con il nonno artista, un pittore silenzioso e solitario, collezionista di libri e dischi, con cui passa ore a leggere, dipingere, fare domande passeggiando per le montagne ai confini con la Svizzera. Dai tredici anni inizia a scrivere storie e pensieri e non smette più.
A scuola alterna voti altissimi nelle materie letterarie e nelle lingue a voti bassissimi a causa della discalculia che rende difficile tutto il percorso scolastico impedendole di scegliere facoltà dove ci fosse matematica.
Si laurea in storia ma alla carriera universitaria sceglie di fare la mamma e lavorare part time come contabile, sono passati quattordici anni e ancora preferisce stare con i figli ritagliandosi spazi personali per scrivere e studiare e non tornerebbe indietro. È tornata a scuola per diventare mediatore sistemico familiare concludendo il percorso di studi a febbraio e sta per iscriversi di nuovo all’università per una laurea in psicologia cognitivo comportamentale.
La sua diversità e il continuo bisogno di studiare e scrivere e i problemi sensoriali sono stati interpretati come malattia mentale e quindi ha subito cure con psicofarmaci in base a una diagnosi poi rivelatasi errata. Sentendo che psicofarmaci avevano peggiorati a tal punto la sua vita rendendola incapace di interagire nel quotidiano e occuparsi dei figli, ha studiato psichiatria e ha capito che non era la diagnosi giusta, si è disintossicata e ha iniziato a studiare la sindrome di Asperger dopo che la figlia le ha fatto notare che sembrava Sheldon Cooper di Big Bang Theory.
Ha due figli biologici con diagnosi di Asperger che ha cresciuto da mamma single.
Dopo lo studio sulla sindrome di Asperger e la diagnosi, insieme a altre tre donne Asperger si occupa di aiutare le famiglie a comprendere, accettare e convivere con questo tipo di autismo.
Antropologi su Marte. Perché questo nome?

Abbiamo preso in prestito il nome “Antropologi su Marte” da un libro di Oliver Sacks, nel quale una paziente autistica usa questa espressione per definire se stessa. Ci è sembrato calzante: noi neurodiversi, in un mondo a misura neurotipica, spesso ci sentiamo come se stessimo esplorando un pianeta ancora da scoprire e comprendere appieno.

Come funzioneranno le giornate del 15 e del 16 giugno?

La partecipazione al barcamp è prevista per entrambe le giornate o anche solo per la giornata di sabato 16.
Il barcamp verrà aperto ufficialmente venerdì 15 pomeriggio e proseguirà per tutta la giornata di sabato 16.
Il barcamp è organizzato in diversi interventi di durata variabile, tenuti dagli stessi partecipanti all’evento, che potranno dunque essere sia spettatori, che relatori.
I numerosi interventi saranno in parte già stati precedentemente comunicati, stiamo già raccogliendo adesioni e proposte di interventi, ed in parte potranno essere proposti direttamente durante lo svolgimento del barcamp.
L’organizzazione degli interventi viene fatta utilizzando una lavagna suddivisa per orario e sala conferenza, ne avremo a disposizione ben quattro, ed ogni partecipante potrà crearsi la sua agenda.
Ci saranno a disposizione luoghi idonei per potersi prendere un attimo di pausa da rumori e folla.
Per la giornata di sabato abbiamo verrà organizzato un buffet per il pranzo che speriamo di poter offrire a tutti i partecipanti grazie alla generosità di qualche sponsor.

Sarà inoltre disponibile un servizio di navetta da e per la stazione, per agevolare l’arrivo e la partenza di chi volesse viaggiare via treno.

Che cos'è un barcamp e perché è importante adottare la unconference?
La differenza fondamentale tra una conferenza e un barcamp, o unconferenza, è che non c’è una dicotomia tra relatori e spettatori. Il ruolo è intercambiabile e quindi la stessa persona può essere sia relatore che spettatore nei diversi interventi che ci sono durante lo svolgimento del barcamp.
Altra differenza fondamentale è che gli interventi raccontano molto della persona che li propone, hanno durata fissa e breve, massimo 60 minuti, e che prevedono una maggiore interazione tra relatori e spettatori. Il relatore porta la sua esperienza e le sue conoscenze per condividerle con gli spettatori rimanendo sullo stesso piano.
Il programma di un barcamp è in divenire e non rigido e quindi può arricchirsi di interventi durante lo svolgimento dello stesso.

Il barcamp amegliese è il primo in provincia sul tema delle neurodiversità. A chi è rivolto? Come si può partecipare?

Il barcamp amagliese, il primo che affronta questi temi, è su Neurodiversità e plusdotazione.
Si rivolge alle persone neurodiverse e quindi autistici (nelle varie sfumature dell’autismo), plusdotati (persone che hanno un alto potenziale cognitivo e quindi un alto QI) e a tutte le altre infinite sfumature della neurodiversità. La partecipazione è aperta anche alle persone neurotipiche o “normali” se preferite.
Vuole essere un momento di confronto tra neurodiversi ma anche un momento di incontro e racconto con le persone neurotipiche.
Per partecipare basta compilare il modulo di adesione che si trova sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/antropologisumarte/

Quante adesioni avete raccolto, che esperienze verranno raccontate?

Le adesioni non sono ancora molte visto che manca ancora molto tempo al barcamp però abbiamo già delle proposte molto interessanti di intervento. Inoltre abbiamo raccolto la partecipazione di alcuni professionisti tra quelli più importanti nel campo della neurodiversità.
I temi attualmente proposti vanno dalla storia dell’autismo, il lavoro, maternità e sindrome di asperger, il pensiero visivo, il cervello autistico, il rapporto con la sessualità, la relazione con la società, la comunicazione non verbale. Lo spettro degli interventi è ampio quanto lo spettro autistico (ride, ndr).

Avete scelto Ameglia, in provincia della Spezia, una location davvero particolare. Come mai questo luogo?
Viste le esigenze delle persone neurodiverse, cercavamo un luogo che potesse garantire degli spazi in cui poter assaporare la tranquillità e il silenzio per potersi staccare dall’inevitabile contesto di folla e rumore che si ha durante un evento molto popolato.
Il Monastero di Santa Croce risponde alle caratteristiche che ricercavamo e quindi lo abbiamo designato a sede del barcamp.

Quali pregiudizi gravitano attorno alle neurodiversità?

I disturbi dello spettro autistico sono da sempre al centro di fraintendimenti, convinzioni errate e pregiudizi, a partire dall’idea che essere autistici sia una malattia, mentre è in realtà solamente un altro modo di essere, pensare e vivere. “Antropologi su Marte” vuole diventare il contenitore che genera consapevolezza, idee e conoscenza sul tema dell’autismo, in primis per gli autistici, ma anche per la società. L’autodeterminazione (o self advocacy) degli autistici deve diventare uno dei temi centrali di tutto ciò che si dice, si scrive e si condivide sull’autismo.

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Antropologi su Marte, la locandina dell'evento


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