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Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Maggio - ore 15.07

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Nella via tornano i camion: "Scarsa sicurezza e rischio danno erariale"

La stradina che divide abitazioni civili e il deposito di Calevo al centro del dibattito in consiglio. Il sindaco Orlandi risponde al consigliere Zubelli: "Sicurezza accettabile, era possibile revocare l'ordinanza".

Nella via tornano i camion: "Scarsa sicurezza e rischio danno erariale"

Sarzana - Val di Magra - A inizio 2019 l'amministrazione comunale di Arcola ha revocato l'ordinanza, diramata nel 2013, all'epoca del sindaco Giorgi, che impediva l'accesso nell'angusta Via Torrecchio (traversa della Provinciale che da Romito porta al Guercio) ai mezzi pesanti. Un provvedimento scattato a tutela dei residenti di inizio via (lato Lerici), visto che nella via entravano gli autoarticolati diretti al deposito della ditta Calevo (lato Romito), che aveva fatto ricorso contro il provvedimento, il quale fino alla recente revoca ha visto i camion fermarsi lungo la Provinciale.
Il tema è stato portato l'altra sera in consiglio comunale, attraverso un'interrogazione, dal consigliere di opposizione Giuseppe Zubelli (Gruppo misto) che ha evidenziato come “i residenti si siano chiesti il motivo del ritorno degli autoarticolati”. La ditta è intervenuta in passato, quando vigeva l'ordinanza, prima spostando il muro di confine, poi smussandolo, per agevolare le manovre dei mezzi e farli passare più distante dai residenti frontisti. “Ma i mezzi, per riuscire a entrare nel deposito, continuano a rasentare le ringhiere dei residenti per 35-40 metri e invadono l'intera carreggiata”, ha segnalato Zubelli, convinto della persistenza del disagio. “Spero che l'amministrazione possa contattare la ditta e concordare almeno la presenza di personale all'ingresso di Via Torrecchio per regolare e segnalare la situazione quando arrivano i mezzi”, ha aggiunto l'ex consigliere di maggioranza.

Inoltre, avendo revocato il Comune l'ordinanza ed essendo venuto meno il merito del ricorso al Tar (lo scorso febbraio i magistrati lo hanno definito “improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse), con conseguente compensazione delle spese tra ditta Calevo e Palazzo civico, Zubelli ha sostenuto “la possibilità di un danno erariale, visto che le spese le pagheranno i contribuenti. Il Comune se pensava che l'ordinanza fosse giusta avrebbe dovuto affrontare la lite, invece si è tirato indietro, forse consapevole della debolezza del provvedimento”.

Dal canto suo, il sindaco Pd Emiliana Orlandi ha affermato che “gli interventi messi in atto dalla ditta consentono un livello di sicurezza accettabile” e che “l'ordinanza faceva sì che, pur eliminando le criticità in Via Torrecchio, se ne creassero quindi di ancor più rilevanti sulla Provinciale, spostando il problema”. In merito all'evoluzione del ricorso al Tar, la prima cittadina ha negato l'ipotesi di danno erariale (“Non possiamo sapere quale sarebbe stato l'esito e la revoca non c'entra con un'eventuale debolezza del Comune”), evidenziando altresì il rischio che la ditta potesse arrivare a chiedere i danni per gli anni in cui l'ordinanza è stata in vigore. "Nel 2013 c'erano i motivi per emettere l'ordinanza come ci sono oggi quelli per revocarla", ha concluso.

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