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Ministero: "Non abbiamo alcun potere sul progetto del biodigestore"

Nuova lettera inviata da Roma in terra spezzina.

Terza missiva del mese

Sarzana - Val di Magra - Da un lato “l'incondizionata disponibilità […] ad operare in piena cooperazione con Regione per gli eventuali approfondimenti necessari e per concordare le azioni future”, dall'altro il fatto che la questione del progetto del biodigestore di Saliceti “concerne l'esercizio di competenze pianificatorie e amministrative regionali , rispetto alle quali l'attuale quadro ordinamentale amministrativo e di tutela, anche giurisdizionale, dei cittadini singoli e associati non contempla alcun potere in capo a questo ministero”. Così il ministero dell'Ambiente – questo l'ente di cui si parla – in una lettera recapitata ieri allo spezzino Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria, in risposta alla nota inviata a Roma dall'associazione a metà dello scorso novembre. La missiva, sottoscritta dal vice capo di gabinetto Raffaello Sestini, ricorda che prima della conferenza dei servizi dell'11 dicembre – la vicenda è nota – il ministro Costa aveva scritto alla Regione mettendo sul tavolo le preoccupazioni di enti e attivisti. “Una doverosa segnalazione – si legge - formulata nello spirito del necessario principio di leale collaborazione tra livello statale e regionale”, toccando i temi de “l'eccedenza della capacità di trattamento (60mila tonnellate di umido più 30mila di verde) rispetto ai fabbisogni di quel territorio”, “la immediata vicinanza del sito alle falde acquifere”, la “possibilità di concreto contrasto con la pianificazione provinciale e regionale approvata il 6 agosto 2018”. In ogni caso, come riportato all'inizio, nella lettera inviata a Legambiente, di fatto, il ministero rimarca la propria impossibilità a intervenire, sgretolando quindi i desiderata e le convinzioni espresse dai sodalizi ambientalisti già dallo scorso settembre, quando, con le elezioni regionali alle porte, chiesero alle forze che sostenevano Sansa – e che sostengono e formano il governo – di impegnarsi per un'azione diretta e solerte da parte del ministro Sergio Costa, indipendente di area Cinque Stelle. Prospettiva che le righe del dottor Sestini vanno di fatto ad archiviare.

Il giurista ambientale Marco Grondacci, uno dei professionisti scelti dal Comune di Santo Stefano per seguire la vicenda del biogidestore, ha parlato di presa in giro da parte del ministero, tacciandolo di “ambiguità”. Ministero dal quale a inizio settimana era arrivata in terra spezzina un'altra lettera – incastonata quindi tra quella immediatamente precedente la conferenza dei servizi e quella indirizzata a Sarti – in cui il direttore generale Lo Presti chiede a Regione, Provincia, Arpal e Comune di Vezzano maggiori informazioni sia sull'impianto Tmb di Saliceti in seguito alle segnalazioni di comitati e associazioni in merito all'uscita dal presidio di rifiuti radioattivi (qualità riscontrata all'arrivo in due siti fuori regione), con replica di Recos
, sia sul progetto del biodigestore in relazione alle perplessità sollevate dagli attivisti. Intanto l'altra sera la discussione sul progetto Recos non è riuscita ad entrare nel consiglio comunale della Spezia essendo stata bocciata dalla maggioranza l'urgenza della mozione in merito, presentata dai consiglieri Caratozzolo e Liguori.

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