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Legambiente a Costa: "Si diano soldi e fiducia al Parco"

Legambiente a Costa: "Si diano soldi e fiducia al Parco"

Sarzana - Val di Magra - "Ci stupiamo del fatto che il Consigliere Costa tolga per l’ennesima volta dal suo Cappello a Cilindro il Parco di Montemarcello Magra Vara. Questa volta qual è la colpa derivante dalla sola esistenza del Parco? La mancata pulizia degli alvei con conseguente invasione delle spiagge da parte di legname e rifiuti come se dipendesse dal Parco". Inizia così la replica del vicepresidente di Legambiente Liguria Sarti e del presidente del circolo della Val di Magra Poletti, alle affermazioni dei giorni scorsi del consigliere regionale promotore della proposta di legge per l'abolizione dell'ente.

"Costa dovrebbe sapere, visto l’alto ruolo che ricopre in Regione, che la manutenzione dell’alveo non dipende dal Parco: al massimo questo può protestare qualora la stessa non sia fatta secondo le regole, e a dire il vero questa ci sembra una funzione positiva, visto che il mancato rispetto delle regole di solito genera disastri. Le regole in vigore però non le ha fatte il Parco, ma le hanno dettate altri due Enti sovraordinati al Parco: l’Autorità Interregionale di bacino del Magra (che le Adottava ma poi erano approvate dalle due Regioni di Liguria e Toscana), ora assorbita da un Ente sovraordinato anche alle Regioni che è l’Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale; poi l’Unione Europea, che essendo il Parco anche un Sito d’Interesse Comunitario, prevede che alle suddette manutenzioni si applichino, in casi di Somma urgenza a posteriori, se no a priori, interventi di mitigazione e compensazione (ambientale, non economica) all’interno del SIC. Quindi perché prendersela con il Parco quando la manutenzione non dipende da questo? Anche il braccio operativo della manutenzione non è mai stato il Parco, bensì la vecchia Provincia".

"Ancora, sulla questione che l’ha interessata: non è che Lei, Consigliere, nell’entusiasmo di pulire il Vara, quando era Sindaco di Beverino, ha fatto un po’ di confusione tra piante morte, piante vive, ghiaia e sabbia (poi stoccate le ultime due in un vicino frantoio di inerti)? Sa l’entusiasmo talora può essere cattivo Consigliere e senza volere fa scattare chi di dovere. Insomma per quale motivo prendersela con il Parco quando è l’ultimo Ente di area vasta rimasto in Provincia e per di più proprio sul fiume? La Provincia ormai è l’ombra di ciò che era una volta e stenta a sopravvivere economicamente anche senza la Difesa Idrogeologica, la Regione è troppo lontana dai territori, resta solo il Parco, sia per i SIC che per le azioni nella parte Ligure del bacino.
Si faccia, come propone, proprio contemporaneamente alla sue dichiarazioni, Il Presidente del Parco: un bel contratto di fiume capeggiato dal Parco, visto che i Comuni sono troppo presi dal loro “particulare”, e il Parco è un Ente dove i Comuni sono rappresentati adeguatamente dalla Comunità di parco, oltre ad avere anche un Sindaco e due Consiglieri Comunali nel Consiglio, però dove l’Istituzione sovraordinata può ancor di più svolgere, se adeguatamente finanziata e sostenuta dalla Regione come mai fatto finora, un ruolo di coordinamento, più la captazione di risorse anche e soprattutto Europee.

"Insomma si diano soldi e fiducia al Parco, altro che abolirlo - concludono i due esponenti di Legambiente - la Regione non avrebbe a che pentirsene, e forse potrebbe esserne contento pure Lei, Consigliere! Inoltre siccome non c’è solo il legname sulle spiagge, ma anche i rifiuti, la cui origine è sempre più nelle discariche che nel passato i Comuni hanno improvvidamente fatto nell’alveo e ora erose dalla corrente, si aumenti il contributo per la bonifica delle stesse: 50.000 Euro sono una cifra ridicola per un problema che in Regione è secondo solo a Pitelli".

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