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La spiaggia di Marinella come classe, l'insegnante: "Il mare si lega a tutto"

Da dodici anni Elena Tarabella porta avanti il suo progetto che in questi mesi di pandemia assume un significato ancora più importante: "Per i ragazzi la lezione all'aria aperta ha un valore che va oltre l'aspetto didattico".

prima, durante e dopo la pandemia
La spiaggia di Marinella come classe, l'insegnante: "Il mare si lega a tutto"

Sarzana - Val di Magra - Insegnare in una scuola a pochi metri dal mare è un privilegio che non tutti possono dire di avere, ma per sfruttare questa piccola fortuna, non solo dal punto di vista panoramico ma anche didattico, serve anche l'intuizione di chi ogni giorno si confronta con i ragazzi, soprattutto in questo 2020 particolarmente difficile per il mondo della scuola. Chi lo fa da anni – dodici per la precisione – è Elena Tarabella, docente di lettere, storia e geografia nelle medie di Marinella a Sarzana che ogni mattina in cui il meteo lo permette, porta i suoi ragazzi in spiaggia.
“La cosa sembra pensata per questo momento di emergenza – spiega a CdS – in realtà ho ideato e avviato questo progetto “Un mare di idee” dodici anni fa quando ho scelto di venire qui a Marinella, in un istituto vicinissimo al mare e alla tenuta. Oggi – aggiunge – con le classi alle prese con le norme anticovid e l'emergenza che non risparmia le scuole, può avere un senso ancora più significativo ma ho sempre lavorato con i ragazzi in questo modo. Porto in spiaggia la normale lezione ma questo, nel rispetto del distanziamento e delle norme di sicurezza, mi consente anche di far fare a loro delle passeggiate, di disegnare, di osservare le piante ma anche di rimanere in silenzio a contemplare quello che abbiamo attorno”.

Un approccio che va naturalmente al di là del semplice aspetto didattico: “Cerco di legare il mare e tutto ciò che lo riguarda alle lezioni – prosegue Tarabella – ma per molti alunni queste uscite sono anche l'occasione per capire da dove arriva tutto ciò che si riversa in spiaggia o semplicemente per imparare a sedersi sulla sabbia e avere un contatto diretto con la natura, oppure conoscere piante come le tamerici che abbiamo messo anche nel giardino della scuola. I genitori? Alcuni scelgono di portare qui i loro figli proprio perché hanno la possibilità di fare lezioni all'aria aperta, apprezzano e sanno che consentono loro di fare un'esperienza che comunque resterà. Sono contenta che anche alcuni colleghi abbiano iniziato a fare lo stesso”.

“Rispetto ai mesi prima dell'emergenza – sottolinea infine l'insegnante – non ho trovato grande differenza nel loro comportamento, forse ora “scalpitano” maggiormente perché gli manca un po' di libertà. La didattica a distanza? Ho 62 e non nascondo di aver avuto qualche difficoltà ma mi ha dato anche delle soddisfazioni, di sicuro avrei preferito stare sempre a scuola anche se non è facile in questa situazione. Quando possiamo uscire stanno bene loro e sto bene anche io".

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