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Ultimo aggiornamento: Sabato 25 Maggio - ore 21.10

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La nutria, croce e delizia per il Magra. Adorata dai più piccoli

Luigi Martinucci dell'associazione "Per il mare" accompagna gli studenti lungo il fiume alla scoperta degli animali e all'insegna del rispetto dell'ambiente.

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La nutria, croce e delizia per il Magra. Adorata dai più piccoli

Sarzana - Val di Magra - Chiedono se ci sono balene e delfini ma rimangono affascinati dalla nutria che pian piano sta diventando il “simbolo” del fiume Magra. A porre tante domande sono i più piccoli che quando si ritrovano sul mare a dare loro le prime spiegazioni sono l'associazione “Per il mare” e il suo presidente Luigi Martinucci che nei giorni scorsi, in qualità di esperto di biologia marina, è intervenuto ad Ameglia per la Giornata nazionale del mare.
A lui è toccato il compito di illustrare ai ragazzi non solo l'importanza del mare ma di un altro elemento ricco di sorprese e scoperte: il fiume. L'associazione “Per il mare” svolge numerose attività, alla portata di tutti, in lungo e in largo per il golfo e lungo il fiume.
I più piccoli hanno il merito di provare ancora grande meraviglia nello scrutare la natura. E in questo il fiume Magra va forte. E a farla da padrone in queste gite è proprio l'osservazione degli animali.
“Quando salgono in barca - spiega - chiedono subito se si vedranno delfini e balene, i grandi signori del mare e questo incide con il fatto che rientriamo nel Santuario dei cetacei. Poi però quando scendono lungo il fiume scoprono quanti altri animali possono incontrare. E in questa circostanza gli uccelli acquatici, per il loro piumaggio, attirano molto l'attenzione. Ancor di più quando si racconta ai più piccoli la nidificazione e le loro abitudini”.

“Comunque se dovessimo pensare ad un animale-simbolo per il fiume - ha proseguito - direi che tra i più piccoli la nutria riscuote un grande successo. In molti lo considerano un grosso 'topo'. Molti altri non sanno che in realtà era stato portato in questi territori per l'utilizzo delle pellicce. Alcuni esemplari hanno conquistato la libertà e sono diventati a tutti gli effetti inquilini del fiume. La presenza della nutria sul Magra è un chiaro esempio di specie non autoctona che può dare problemi agli argini (perché si comporta come un castoro, ndr) ma non è pericolosa per gli altri animali”.

Discorso ben diverso per le tartarughe abbandonate sulle sponde: sono predatori e di conseguenza la loro presenza può incidere. Le altre specie, avvertendo il pericolo smettono di nidificare, ad esempio mettendo in crisi un intero escosistema.

Non solo animali, ma ai più piccoli si prova a spiegare anche la “responsabilità” verso mare e fiume: “Il mare - ha concluso Martinucci - riceve dal fiume le sostanze nutritive, i sali minerali che appunto lo rendono salato. Ed è in questo passaggio che raccontiamo loro che gli atti da cittadino responsabile partono dalle mura di casa che a loro volta inquinano i fiumi e poi il mare”.

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