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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Maggio - ore 17.21

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Inerti nel Parco, Tedeschi: "Leggi vanno rispettate"

Dopo il sequestro di un impianto che operava senza permessi il presidente dell'ente sottolinea: "Si mettano d'accordo per gli spostamenti o chiudano". Comitato che botta: "Ottimo lavoro delle forze dell'ordine".

Inerti nel Parco, Tedeschi: "Leggi vanno rispettate"

Sarzana - Val di Magra - “Deve essere chiaro che le leggi vanno rispettate, chi non è a norma deve adeguarsi”. Così il presidente del Parco di Montemarcello Magra Vara Tedeschi all'indomani dell'operazione di Carabinieri forestali che ieri ha portato al sequestro dell'impianto di triturazione inerti in località Falaschi a Sarzana (QUI). Un intervento che ha riportato d'attualità il tema dello spostamento dei frantoi presenti in area Parco più volte sollecitato dall'ente. “Non possiamo essere noi a farle rispettare – ha ricordato Tedeschi – il piano va attuato dai comuni. Per quanto ci riguarda stiamo andando avanti con gli altri impianti ancora presenti che hanno situazioni oggettivamente diverse e hanno fatto anche delle proposte, così come i comuni di Sarzana e Arcola hanno proposto aree alternative. Il Parco ha le sue leggi e i suoi strumenti ma senza la collaborazione delle amministrazioni non si va da nessuna parte, e lo stesso discorso vale anche per il demanio fluviale con le sue oltre tremila licenze. Negli anni passati la Val di Magra è stata distrutta perché le regole non sono state rispettate”.

A fare il punto sulla situazione dei frantoi è stato poi il direttore Perfetti: “Il tavolo regionale è già stato avviato e a maggio ci saranno altri incontri con la Regione, vedremo di chiudere alcune proposte. Al momento delle sei aziende interessate una è già in fase avanzata con le pratiche per lo spostamento mentre un'altra dovrebbe arrivarci nell'ambito di lavori previsti sul tratto autostradale. C'è anche chi ha dato la disponibilità a passare da tre ad un solo impianto, risultato che sarebbe già molto importante, ma servirebbe uno sforzo ulteriore per spostarlo lato monte fuori dall'area protetta. Ancora da valutare le altre presenti”.

Sull'operazione di ieri è intervenuto infine anche il Comitato Sarzana, che botta! Che in una nota sottolinea: “Ottimo lavoro ci permettiamo di dire noi che da quando nel 2017 abbiamo conosciuto il rapporto degli uffici tecnici regionali sulle gravi violazioni che si sono consumate per decenni sulle sponde del fiume denunciamo l’inerzia delle amministrazioni pubbliche e della politica. Oggi molti politici fanno passerella in piazza o nei luoghi istituzionali con Greta. Ma la difesa dell’ambiente non può essere uno slogan e praticata a compartimenti stagni. Così come la difesa della legalità. Ci auguriamo che l’azione avviata dalla Procura non si fermi a chi materialmente ha violato fino a oggi le leggi, ma che si estenda a chi per anni ha coperto o ignorato, pur essendone a conoscenza ben prima di noi, abusi edilizi, violazioni delle leggi ambientali, frodi al demanio, danni al paesaggio, bene tutelato dalla Costituzione. Auspichiamo che tutte le denunce contenute nel rapporto della Regione trovino risposte, perché l’ambiente non è solo danneggiato dagli speculatori, ma anche dai politici che li hanno protetti fino all’altro ieri. Infine auspichiamo che anche la beffa della linea demaniale, la cui delimitazione contraria alla legge e alla giurisprudenza danneggia l’erario pubblico, trovi quel “giudice di Berlino” che fino a oggi è mancato, un giudice che, essendo soggetto solo alla legge, non può sottostare ai giochini della politica, che per incentivare il business privato continua a ignorare che le mareggiate straordinarie a Marinella arrivano fino alla strada provinciale, che sono profonde come a Fiumaretta e a Marina di Carrara”.

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