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Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Febbraio - ore 21.32

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Il no al biodigestore arriva sul tavolo del Parlamento europeo

Ennesima mossa dei comitati che si oppongono alla realizzazione dell'impianto nella zona di Saliceti, dove sorge già un altro stabilimento di trattamento dei rifiuti.

Nuova mossa degli oppositori

Sarzana - Val di Magra - Contro la realizzazione del biodigestore a Saliceti scene in campo anche una petizione al Parlamento europeo e della Carta dei diritti fondamentali della UE sulla violazione della normativa comunitaria in materia di Vas relativamente alla pianificazione nella gestione dei rifiuti urbani in Regione Liguria.

"L'unico impianto possibile a Saliceti, previsto nel 2003, era di tipo aerobico e avrebbe comunque messo a rischio le falde acquifere - ha spiegato il consulente del comitato No biodigestore, Marco Grondacci -. Non vogliamo dire che l'impianto debba esssre realizzato a Boscalino, ma di sicuro occorre uno scenario alternativo serio. Serve una valutazione dal punto di vista socioeconomico, paesaggistico e della salute della popolazione. Poi è stata violata la direttiva quadro sui rifiuti che prevede il rispetto del principio di prossimità dello smaltimento dei rifiuti rispetto alla zona di produzione. Qua invece si va fuori provincia... Già oggi col trattamento del residuo a Saliceti siamo fuori dall'area di produzione... la provincia di Spezia sta dando da anni. Per l'impianto di Isola del Cantone è arrivata una bocciatura perché in contrasto con Piano regionale e principio di prossimità, ci dovremmo aspettare un risultato simile. Inoltre in questo caso c'è la mancata partecipazione dei cittadini in relazione allo spostamento dell'impianto. L'inchiesta pubblica è una procedura volontaria e non basata su finali alternativi".

La petizione che è stata presentata questa mattina vuole essere un segnale alle amministrazioni per vedere se hanno la forza e la volontà di fare una marcia indietro verso una variante alla pianificazione esistente che rispetti meglio indirizzi e strumenti di pianificazione e programmazione.
"La commissione petizioni - ha spiegato Grondacci - ha risposto dicendo che i contenuti sono di loro competenza e quindi ha aperto un fascicolo".

Secondo il sindaco di Santo Stefano Magra, Paola Sisti, è necessario ripartire dalle amministrazioni e dall'ascolto.
"Siamo stati colti alla sprovvista da questa scelta: c'era una programmazione diversa, un
quadro di chiusura del piano rifiuti differente: credevo che come territorio avessimo dato con Saliceti, accogliendo anche l'indiffenziato proveniente dal Tigullio. E invece è seguita la presenzaione di questo progetto impattante. Ora è importante tenere accesa l'attenzione sulla vicenda".

Anche Legambiente provinciale, con il presidente Stefano Sarti, ha firmato la vertenza.
"Sono statti violati i principi con la non attuazione della Vas. Questa è una variante al piano regionale e al piano d'ambito. Per noi l'ipotesi di Saliceti è sbagliata per localizzazione e perché vicino alle falde. Oltre al fato che esiste già un impianto".

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