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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 20.12

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Futuro del Parco, braccio di ferro Tedeschi-Costa anche in Regione

Questa mattina c'è stata l'audizione in commissione Territorio e ambiente. Il presidente: "Sì alla revisione no alla chiusura". Il consigliere: "Stesse funzioni le può svolgere la Provincia".

Audizione in commissione
Futuro del Parco, braccio di ferro Tedeschi-Costa anche in Regione

Sarzana - Val di Magra - "Io sono per il cambiamento, io sono per il Parco. Sono per una seria riforma, non per la sua abolizione". Il presidente del Parco di Montemarcello Magra Vara questa mattina lo ha ribadito a Giovanni Toti e all'assessore Mai durante l'audizione della IV Commissione Regionale Territorio e Ambiente su richiesta del gruppo consiliare del PD in merito alla proposta di abolizione presentata nei mesi scorsi dal consigliere Andrea Costa che ha presieduto la seduta.

“Una richiesta che “suona” male – ha sottolineato Tedeschi a nome del consiglio dell'ente - rimanda a tempi e responsabilità - o meglio irresponsabilità - che vorremmo non ricordare. Non vi è dubbio che il Parco abbia svolto un insostituibile ruolo di tutela, soprattutto negli anni in cui la saldatura d'interessi tra gruppi immobiliari nazionali e proprietari fondiari locali stava per prevalere sul bene comune rappresentato, al tempo, dall'integrità del paesaggio del Caprione. E non vi è dubbio che il Parco, successivamente esteso al Magra -Vara, abbia posto un freno all'uso che Comuni ed aziende pubbliche facevano dell'area golenale del fiume, dal momento che le discariche tutt'ora presenti contengono soprattutto rifiuti solidi urbani, rifiuti ospedalieri e ceneri dell'Enel che di certo non furono smaltiti all'insaputa dei Sindaci e degli Amministratori di allora. E se oggi il Magra non è ridotto come il Lambro, l'Aniene o il Sarno, alla cui tutela, in assenza di un Parco, avrebbero dovuto provvedere le rispettive amministrazioni Comunali, lo dobbiamo al Parco".

“Ho chiesto alla Regione che i Parchi possano disporre di un fondo rotativo per la progettualità che serva per comprendere meglio la realtà e per acquisire ed allocare efficacemente quegli aiuti che possono consentirci di risolvere problemi reali ed urgenti. Ho tentato di stabilire una continuità operativa tra il programma pluriennale approvato dalla Comunità del Parco e le azioni concrete che da esso debbono discendere, Piani Attuativi. Il Parco deve poter governare il proprio territorio. Deve possedere le aree pubbliche che ne fanno parte e trarre dalle eventuali concessioni le risorse necessarie per riqualificare l'habitat, dove serve, e per controllarne la fruizione. Deve poter esercitare un'efficace azione di coordinamento istituzionale per affrontare quei fenomeni, come gli sversamenti d'inquinanti o la bonifica delle discariche (sono tutt'ora oltre 40) che hanno effetti combinati sul territorio di molti Comuni. Ho condiviso con Federparchi sia la diagnosi dei problemi comuni al nostro come agli altri Parchi, sia i suggerimenti per una Legge migliore, che la regione non ha mai messo all’ordine del giorno”.

“Non posso condividere posizioni estreme, che tutto va male o che tutto va bene, buone per uno scontro politico che nulla ha a che fare con gli interessi della collettività, ma non buone per me che non ho alcuna ambizione politica, e sto svolgendo il mio ruolo volontaristicamente, come del resto i 3/5 del direttivo, se non quella di ricercare un punto d'incontro tra gli inevitabili particolarismi locali ed una visione di area vasta che i singoli Comuni, presi singolarmente, non possono esprimere. La soluzione è eliminare le cause che ostacolano il funzionamento del Parco, non è eliminare il Parco, tornando a quei particolarismi territoriali che non consentivano nel 1987 e non consentirebbero oggi di affrontare problemi che hanno bisogno di azioni concertate, condivise e coordinate tra tutti i Comuni che ne fanno parte e,sopratutto, di risorse di cui oggi nessun Comune, preso singolarmente, dispone. Se la Regione ed i Comuni vorranno affrontare il tema di una seria revisione della progettualità – ha concluso - della governance e delle competenze io ci sarò con le mie proposte e con la mia volontà di cambiare”.

“Sono sempre convinto della poca utilità del Parco di Montemarcello. Il nostro territorio ha bisogno di manutenzione, di favorire e mantenere la presenza dell’uomo garantendo il presidio che di fatto resta l'unico argine contro l'abbandono e il dissesto”. Questa la replica di Andrea Costa, presidente della commissione e proponente dell’abolizione dell’ente. “Attraverso il presidio del territorio l’uomo può compiere un’opera di manutenzione e tutela del territorio. Chi associa l’esistenza del parco con la tutela ambientale – ha spiegato al termine - a mio avviso fa un errore perché oggi, indipendentemente dal parco, ci sono tantissimi vincoli che tutelano il territorio. Non esiste, dunque, l’equazione per cui il parco vuol dire tutela ambientale”.

Secondo il presidente della Commissione, “tutta una serie di funzioni che oggi svolge il parco, quali il controllo e il coordinamento, possono essere svolte dall’ente Provincia, che non sono state abolite e hanno una loro struttura e, se vengono messe nelle condizioni finanziarie adeguate, possono svolgere le stesse funzioni del parco. Il Parco di Montemarcello, così come è strutturato - ha aggiunto Costa – rappresenta dunque un ente in più, che non porta beneficio al territorio. Anzi in questi anni, a causa della maggior burocrazia, che il parco stesso ha introdotto e del relativo ingessamento che si è verificato, abbiamo il territorio molto più antropizzato, meno fruibile e meno mantenuto rispetto al passato”. Secondo Costa, invece, il territorio va promosso e valorizzato soddisfacendo, così, la vocazione turistica della Liguria: “L’ambiente deve essere un punto di eccellenza, una risorsa – ha dichiarato - che crea ricchezza e occupazione. E’ comunque importante – conclude Costa – avviare un dibattito in cui sono già emerse anche alcune autocritiche rispetto alla gestione dell’Ente e c’è un’ampia condivisione sul fatto che, così com’è, il parco non funziona”.

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