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Duecentomila ore di volo in mezzo secolo, la Marina festeggia Maristaeli | Foto

Al via oggi le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della base di Luni. L'Ammiraglio Marzano: "Qui c'è un sistema che funziona perfettamente".

Venerdì e sabato aperture al pubblico
Duecentomila ore di volo in mezzo secolo, la Marina festeggia Maristaeli

Sarzana - Val di Magra - Sono iniziate questa mattina, con la cerimonia che ha visto la presenza di autorità militari e civili, le celebrazioni per i cinquant'anni di attività della stazione elicotteri della Marina Militare di Luni che domani e sabato aprirà le sue porte alla cittadinanza (dalle 10 alle 16 con ingresso gratuito). Un'occasione per ammirare da vicino la base che da mezzo secolo fornisce supporto logistico ai due gruppi di volo, coordina addestramento e standardizzazione degli equipaggi e assicura sostegno ai mezzi aerei imbarcati sulle unità navali o schierati nelle zone operative.

Una struttura che opera in supporto anche a Protezione Civile e 118 in caso di calamità, soccorso o trasporto di malati, offrendo un punto di riferimento logistico grazie all'attività quotidiana di circa seicento persone fra civili e militari. Con l'apertura speciale dei prossimi due giorni sarà quindi possibile vedere ad esempio elicotteri all'avanguardia dal punto di vista tecnologico, impegnati in “Mare Nostrum” come nelle missioni in Afghanistan, in grado di effettuare pattugliamento, supporto e difesa. A disposizione dei visitatori ci saranno anche un hangar con attrezzature di bordo, modelli in scala ed altri equipaggiamenti mentre all'interno del “Flight Experience” sarà possibile provare l'esperienza di volo con la consolle originale di un Ab212, il tutto sotto la guida del personale della base.

Personale che questa mattina ha accolto i numerosissimi ospiti, dal Prefetto e i vertici delle Forze dell'Ordine e degli altri corpi, ai rappresentanti dei comuni di Luni, Castelnuovo e Sarzana, fino agli sponsor della giornata e soprattutto ai tantissimi ex appartenenti alla Marina che nella base hanno trascorso un pezzo della loro vita.
“Questo è un traguardo importante – ha affermato il capitano di vascello Onofrio Marco Frumusa, 24esimo e attuale Comandante della stazione – che deve farci soffermare sulla fatica, la passione e l'impegno di coloro che ci hanno preceduto e mai si sono arresi alle difficoltà. Un testimone passato di generazione in generazione, tramandato con spirito indomito per il bene della Marina per raggiungere traguardi che sono sotto gli occhi di tutti”. “Qui ho mosso i primi passi – ha ricordato invece il contrammiraglio Placido Torresi, Comandante delle forze aeree – e oggi torno con grande emozione per il cinquantenario di Maristaeli. Un traguardo che sottolinea l'importanza di un “tridente” fatto da componenti aeree, navali e forze speciali, profondamente integrate su questo territorio. Sono grato per la presenza delle istituzioni religiose, civili e militari che nel tempo hanno sempre supportato la base così come le ditte e le aziende che sono qui anche oggi e che consentono di avere a Luni alcuni degli elicotteri più performanti sul panorama mondiale. La tecnologia però è nulla senza quelli che io chiamo “guerrieri”, il personale che ogni giorno assolve con dedizione i propri incarichi. Il loro compito – ha concluso – è quello di continuare a lavorare sempre a testa bassa senza cercare facili riconoscimenti”.

Infine l'Ammiraglio Donato Marzano, Comandante in capo della squadra navale che ha ricordato il forte legame con la Protezione civile e con il territorio, aggiungendo: “Qui c'è un sistema che funziona perfettamente e questa non è una cerimonia fine a se stessa perché le stellette restano stampate a fuoco sul cuore. Qui sono state effettuate quasi 200mila ore di volo in cinquant'anni, e dobbiamo essere orgogliosi dei risultati ottenuti, lavorando anche in sinergia con tutte le forze del territorio”. Concludendo Marzano ha ricordato anche Andrea Fazio, specialista di volo morto lo scorso aprile durante un'esercitazione. Un riferimento che ha anticipato la deposizione di una corona di fiori - accompagnata dalla lettura della “Preghiera del Marinaio” - nel monumento della base che ricorda i caduti.

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