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Digestore, l'appello: "Blindiamo l'acqua del Magra"

Incontro al Contado di Santo Stefano promosso dall'associazione 'Da Porta Nord alla Brina'.

Il Parco incontra Recos

Sarzana - Val di Magra - Fari accesi su salute e ambiente ieri sera al ristorante Il Contado di Santo Stefano di Magra per l'incontro a tema biodigestore organizzato dall'associazione 'Da Porta Nord alla Brina', che fa riferimento al consigliere comunale di opposizione Paola Lazzoni. Di fronte a una cinquantina di presenti, è stato proprio l'ex assessore a rompere il ghiaccio: “Santo Stefano sta combattendo contro la realizzazione del biodigestore a Saliceti ed è necessario fare sempre più squadra ed accrescere la sensibilizzazione. Il nostro territorio ha subito soprusi per quarant'anni, siamo quindi preoccupati dalla possibile installazioni di altri, tra virgolette, ecomostri, con tutto il loro impatto su ambiente e salute”. Ripercorse le vicende politico amministrative degli ultimi dodici mesi – in particolare calcando sulla discrepanza tra il progetto presentato, che è per Saliceti, e il piano rifiuti approvato, che dice Boscalino – la consigliera ex Pd ora tra le file della destra ha passato la parola all'ingegner Fausto Strozzi, già consigliere comunale santostefanese. “Su una vicenda del genere – ha affermato il tecnico – dobbiamo mettere via le maglie di club e unirci tutti indossando quella della nazionale. I cittadini hanno diritto di dire l'ultima. Tre le domande da porsi sull'impianto: dove? Di che dimensioni? Con quale tecnologia? Per quanto riguarda la prima, una cosa deve essere chiara: bisogna blindare la qualità dell'acqua, questa è una premessa ineludibile. Il fiume Magra è la mamma che ogni giorno da acqua a oltre 100mila persone. Né fenomeni naturali né cattiva gestione devono poter generare anche solo la probabilità di mettere a rischio l'acqua del fiume, che va salvaguardata in modo totale, estremo. Per quanto riguarda la tecnologia, serve un confronto almeno tra tre proposte. Le dimensioni? Devono essere commisurate alla produzione del rifiuto organico della provincia (sulle 25mila tonnellate annue, ndr)”.

Il dottor Mario Cappagli, già responsabile di Endocrinologia in Asl 5, ha parlato di “un problema di falde acquifere estremamente vulnerabili” a Saliceti, registrando poi come l'Associazione nazionale medici per l'ambiente si sia espressa contro i biodigestori anaerobici perché, in virtù delle temperature che caratterizzano i loro processi, “non è garantita al centro per cento la distruzione di germi dannosi per la salute, tra i quali quelli che portano botulinismo e tetano”. Parola infine a Pietro Tedeschi, presidente del Parco di Montemarcello, Magra e Vara. “Siamo preoccupati – ha esordito -. Come Parco stiamo facendo un percorso di conoscenza: abbiamo incontrato il Coordinamento che si oppone all'impianto, mercoledì (domani, ndr) vedremo l'azienda Recos, che ci ha chiesto un incontro, e venerdì vedrò i sindaci di Arcola, Santo Stefano e Vezzano. Io e il direttivo dell'ente prenderemo una posizione ufficiale solo dopo aver sentito i primi cittadini perché riteniamo centrale il ruolo dei Comuni nel Parco”. Tedeschi si è detto d'accordo con Strozzi in merito alla necessità di tutelare l'acqua: “Servono garanzie assolute”. E ha aggiunto: “Recuperiamo il senso della vallata, del suo fiume. Parliamo di un territorio mortificato, distrutto, annientato dalle servitù industriali. E dove non si può recuperare – come a Santo Stefano -, almeno cerchiamo di rammendare”. In quest'ottica Tedeschi ha rilanciato l'idea del 'Contratto di fiume', “strumento gestionale molto diffuso nel Nord Europa, attivato con quelle risorse europee che invece l'Italia rimanda indietro per il 70 per cento, non riuscendo a progettare”. Il presidente ha infine arricchito il suo intervento leggendo una missiva protoambientalista vergata a metà Ottocento dal capo indiano Capriolo zoppo. Dal pubblico, tra i vari interventi, quelli del sindacalista Antonio Montani e dell'ex sindaco Sauro Baruzzo. In platea anche il consigliere di 'malpancista' maggioranza Angelo Zangani. Sparutissima la presenza del Coordinamento no biodigestore, che alla serata del Contado ha anteposto la discussione della grana Enel nel consiglio comunale del capoluogo.

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